Il rame tocca nuovi massimi tra tensioni geopolitiche e dollaro debole

Il prezzo del rame ha raggiunto livelli record giovedì, guidando un ampio rialzo dei metalli industriali, mentre gli investitori hanno aumentato l’esposizione agli asset fisici in un contesto di crescenti rischi geopolitici e di persistente debolezza del dollaro statunitense.

Il contratto sul rame più scambiato alla Shanghai Futures Exchange ha chiuso la sessione diurna in rialzo del 6,71% a 109.110 yuan (15.708,77 dollari) per tonnellata metrica. Nel corso della seduta, i prezzi sono balzati fino all’8,53%, toccando un massimo storico di 110.970 yuan per tonnellata. Sul London Metal Exchange, il contratto benchmark a tre mesi sul rame ha mostrato analoga forza, salendo del 6,32% a 13.913,50 dollari la tonnellata alle 07:00 GMT, dopo aver segnato un picco record di 14.125 dollari con un rialzo intraday del 7,94%.

Da inizio anno, il rame a Shanghai registra un progresso di circa il 9%, mentre il benchmark LME guadagna oltre l’11%, proseguendo il forte rally avviato nel 2025. Quel movimento era stato alimentato da preoccupazioni sul fronte dell’offerta legate a interruzioni nelle miniere e a dislocazioni regionali, aggravate dalle minacce di dazi statunitensi.

Secondo gli operatori di mercato, il rame sta beneficiando di una rotazione dagli investimenti in oro e argento, dopo i forti rialzi registrati dai metalli preziosi. Il balzo di giovedì è arrivato infatti dopo che oro e argento avevano toccato nuovi record, spinti dalla ricerca di beni rifugio in un contesto di tensioni geopolitiche, in seguito alle minacce del presidente USA Donald Trump di possibili attacchi contro l’Iran in assenza di un accordo sul nucleare.

Il dollaro statunitense si è stabilizzato dopo che la Federal Reserve ha lasciato invariati i tassi di interesse mercoledì, ma è rimasto vicino ai minimi recenti. La debolezza del biglietto verde ha sostenuto le materie prime denominate in dollari, rendendole più convenienti per gli investitori che operano in altre valute e favorendo così la domanda.

La forza del rame si è manifestata nonostante una domanda spot debole in Cina, il maggiore consumatore mondiale. Il premio Yangshan sul rame, indicatore della domanda cinese di rame importato, è sceso mercoledì a 20 dollari la tonnellata, il livello più basso da luglio 2024.

Nel resto del comparto, l’alluminio ha mantenuto un tono sostenuto. Il contratto più attivo a Shanghai ha chiuso in rialzo del 2,92% a 25.590 yuan la tonnellata, mentre il benchmark LME è salito dell’1,30% a 3.299,50 dollari.

Tra gli altri metalli di base sullo SHFE, lo zinco è avanzato del 2,91%, il piombo dell’1,09%, il nichel dell’1,79% e lo stagno dello 0,28%. Sul LME, lo zinco ha guadagnato il 2,91%, il piombo l’1,44%, il nichel il 2,49% e lo stagno l’1,07%.

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