Borse europee contrastate dopo la decisione della Fed, riflettori sui risultati: DAX, CAC, FTSE100

Le borse europee hanno mostrato un andamento misto giovedì, mentre gli investitori hanno valutato una fitta serie di trimestrali societarie dopo la decisione della Federal Reserve statunitense di mantenere invariati i tassi di interesse.

Alle 08:10 GMT, il DAX tedesco cedeva lo 0,7%, il CAC 40 francese guadagnava lo 0,9% e il FTSE 100 britannico saliva dello 0,6%.

La Fed resta ferma

La Federal Reserve ha lasciato invariato il tasso di riferimento al termine della riunione di politica monetaria di mercoledì, proseguendo la pausa dopo i tagli effettuati alla fine dello scorso anno. Il presidente Jerome Powell ha affermato che i responsabili delle politiche monetarie hanno bisogno di maggiore fiducia nel fatto che l’inflazione stia convergendo in modo sostenibile verso l’obiettivo del 2% prima di procedere con ulteriori allentamenti, sottolineando al contempo la resilienza della crescita economica.

“La decisione del presidente Powell di mantenere i tassi invariati sottolinea una Federal Reserve sempre più prudente, internamente divisa e determinata a preservare la propria credibilità in un contesto di straordinario rumore politico”, ha dichiarato David Millar, CIO di Catalyst Funds.

Secondo il FedWatch tool del CME, il mercato si attende che i tassi restino fermi nel breve termine, pur continuando a prezzare due ulteriori tagli entro la fine dell’anno. In Europa, l’attenzione è rivolta ai dati di gennaio su fiducia dei consumatori e sentiment delle imprese dell’area euro, attesi in miglioramento.

Trimestrali sotto i riflettori

La stagione delle trimestrali è entrata nel vivo.

Deutsche Bank (TG:DBK) ha registrato un utile ante imposte record nel quarto trimestre 2025 grazie alla forza dell’investment banking globale, anche se il risultato è stato offuscato da un’indagine della polizia su presunte attività di riciclaggio.

Nokia (BIT:1NOKIA) ha visto il margine operativo del quarto trimestre scendere all’8,8% dal 14,4% dell’anno precedente, penalizzato da 299 milioni di euro di costi di ristrutturazione e integrazione legati all’acquisizione di Infinera, avvertendo inoltre che le vendite del primo trimestre 2026 “diminuiranno più del normale effetto stagionale”.

Nordea Bank (BIT:1NDA) ha superato le attese sugli utili del quarto trimestre, sostenuta da un andamento migliore del previsto del margine di interesse e delle commissioni.

ING Group (LSE:ING) ha riportato un utile record per il 2025 e confermato l’intenzione di restituire circa metà della generazione di capitale agli azionisti, indicando prospettive di redditività e ritorni stabili fino al 2027.

ABB (BIT:1ABB) ha chiuso un quarto trimestre solido e fornito indicazioni positive per l’inizio del 2026, coronando un anno record in termini di ordini e margini.

Roche (TG:RHO) ha comunicato un aumento del 58% dell’utile netto nel 2025 e prevede ulteriore crescita di vendite e utili nel 2026, grazie alla domanda per i farmaci più recenti che ha compensato pressioni da scadenze brevettuali, cambi e riforme dei prezzi in Cina.

Sanofi (EU:SAN) ha dichiarato di attendersi una crescita delle vendite a una cifra elevata nel 2026, sostenuta dal forte contributo di Dupixent e di nuovi farmaci.

STMicroelectronics (NYSE:STM) ha riportato una perdita trimestrale e previsto un calo sequenziale dei ricavi nel primo trimestre, a causa di costi di ristrutturazione e della debolezza del settore automotive.

Negli Stati Uniti, Meta Platforms (NASDAQ:META) è balzata nell’after-hours dopo una guidance sui ricavi positiva legata alla pubblicità basata sull’AI, mentre Tesla (NASDAQ:TSLA) ha superato le attese. Al contrario, Microsoft (NASDAQ:MSFT) ha perso terreno a causa dell’aumento dei costi legati agli investimenti in intelligenza artificiale.

Petrolio in forte rialzo

I prezzi del petrolio sono saliti con decisione, alimentati dai timori di una possibile azione militare statunitense contro l’Iran. Il Brent è avanzato dell’1,3% a 68,26 dollari al barile, mentre il WTI ha guadagnato l’1,5% a 64,18 dollari. Entrambi i contratti sono in rialzo di circa il 5% da lunedì, ai massimi da fine settembre.

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