I mercati azionari europei hanno registrato per lo più ribassi venerdì, con gli investitori cauti di fronte al persistere delle tensioni geopolitiche alla chiusura di una settimana volatile.
Alle 08:10 GMT, il DAX perdeva lo 0,1% e il CAC 40 cedeva lo 0,2%, mentre il FTSE 100 avanzava dello 0,2%.
Elevata incertezza politica
Le borse europee avevano rimbalzato giovedì dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha attenuato le minacce di introdurre dazi commerciali legati all’ipotesi di acquisire il controllo della Groenlandia, territorio autonomo danese. Tuttavia, i tre principali indici restano avviati verso una settimana negativa, mentre il contesto politico continua a essere teso.
Le preoccupazioni geopolitiche sono aumentate dopo che Donald Trump ha evocato una possibile azione militare contro l’Iran. Parlando con i giornalisti a bordo dell’Air Force One giovedì sera, ha affermato che gli Stati Uniti hanno dispiegato forze navali nella regione: “Abbiamo un’armata… che si sta dirigendo in quella direzione, e forse non dovremo usarla”, ha detto. “Preferirei che non accadesse nulla, ma li stiamo osservando molto da vicino”, ha aggiunto, mettendo in guardia Teheran contro l’uccisione di manifestanti o la ripresa del programma nucleare.
Nel frattempo, il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy ha criticato la risposta dei leader europei alle minacce geopolitiche durante il suo intervento al Forum economico mondiale di Davos, in Svizzera. Ha accusato l’Europa di essere “smarrita” mentre cerca di convincere Donald Trump a “cambiare” posizione e sostenerla, invece di unirsi per difendere se stessa.
Le tensioni sono state aggravate anche dal rifiuto della maggior parte dei Paesi europei di aderire al “Consiglio della pace” proposto da Donald Trump, inizialmente pensato per supervisionare la smilitarizzazione e la ricostruzione di Gaza, a causa di dubbi sulla sua composizione e sul rischio che possa entrare in competizione con le Nazioni Unite.
Balzo delle vendite al dettaglio nel Regno Unito
Nel corso della seduta, gli investitori erano attesi valutare una nuova serie di indicatori economici, tra cui i dati PMI di gennaio per l’area euro, mentre l’economia regionale mostra segnali di ripresa.
In anticipo su questi dati, le vendite al dettaglio nel Regno Unito sono aumentate a sorpresa dello 0,4% in dicembre rispetto a novembre, con i consumatori tornati nei negozi dopo i cali registrati in ottobre e novembre. Gli economisti interpellati da Reuters prevedevano un calo mensile dello 0,1%.
Notizie societarie
Sul fronte societario europeo, Ericsson (BIT:1ERICB) ha annunciato un consistente programma di riacquisto di azioni e un aumento del dividendo, dopo un forte incremento della liquidità netta, con il miglioramento dei margini che ha compensato la stagnazione del mercato delle reti mobili.
Il gruppo britannico della difesa Babcock International Group (LSE:BAB) ha dichiarato di essere sulla buona strada per raggiungere l’obiettivo di margine annuo dell’8%, grazie alla solida crescita organica dei ricavi nel terzo trimestre, con un potenziale ulteriore miglioramento legato all’avanzamento del progetto Arrowhead in Indonesia.
Nel frattempo, Pets at Home Group Plc (LSE:PETS) ha confermato che Sarah Pollard entrerà in azienda a marzo come direttrice finanziaria designata.
L’attenzione degli investitori si è concentrata anche sul settore tecnologico dopo che Intel (NASDAQ:INTC) ha diffuso giovedì sera previsioni di ricavi e utili per il primo trimestre inferiori alle attese. L’annuncio ha provocato un forte calo del titolo nelle contrattazioni after-hours a Wall Street, con l’azienda che ha citato difficoltà nell’allineare l’offerta alla forte domanda di chip server tradizionali utilizzati nei data center per l’intelligenza artificiale.
Il petrolio verso guadagni settimanali
I prezzi del petrolio sono saliti venerdì e si avviavano a registrare la quinta settimana consecutiva di rialzi, sostenuti dai timori di interruzioni dell’offerta dopo le dichiarazioni di Donald Trump sull’Iran.
I futures sul Brent sono aumentati dello 0,5% a 64,39 dollari al barile, mentre il WTI statunitense è salito dello 0,6% a 59,69 dollari. Entrambi i benchmark erano avviati verso guadagni settimanali di poco inferiori all’1%.
Secondo alcune indiscrezioni, una portaerei statunitense e diversi cacciatorpediniere dovrebbero arrivare in Medio Oriente nei prossimi giorni, alimentando i timori di un rinnovato conflitto militare nella regione. L’Iran è uno dei maggiori produttori di petrolio dell’Organizzazione dei Paesi esportatori di petrolio ed è anche un fornitore chiave della Cina, principale importatore mondiale.
Se vuoi, posso anche preparare una versione ultra-sintetica “market flash” o adattarla per un pubblico istituzionale/investitori.

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