I futures sugli indici azionari statunitensi segnalano un’apertura leggermente negativa venerdì, suggerendo che i mercati potrebbero restituire parte dei recenti guadagni dopo due sedute consecutive di forti rialzi.
Dopo il deciso rimbalzo delle ultime due giornate — che ha in gran parte compensato il brusco calo di martedì — alcuni investitori sembrano pronti a prendere profitto. La recente risalita è stata sostenuta anche dal sollievo per il fatto che il presidente Donald Trump abbia escluso l’uso della forza militare per acquisire la Groenlandia e abbia attenuato le minacce di dazi contro l’Europa legate alla disputa sul territorio artico.
Questo clima più positivo potrebbe però attenuarsi, poiché l’attenzione di Trump sembra ora tornata sull’Iran. Parlando ai giornalisti a bordo dell’Air Force One giovedì, il presidente ha affermato che una “armata” statunitense è in rotta verso il Medio Oriente.
“Stiamo osservando l’Iran”, ha detto Trump. “Sapete che abbiamo molte navi che si dirigono in quella direzione, per ogni evenienza. Abbiamo una grande flotta che va in quella direzione e vedremo cosa succede”.
In precedenza Trump aveva fatto marcia indietro rispetto alle minacce di azioni militari contro l’Iran dopo la repressione delle proteste diffuse, ma le sue ultime dichiarazioni hanno reintrodotto un elemento di incertezza geopolitica.
A pesare sui futures contribuisce anche il forte calo delle azioni Intel (INTC), in ribasso di quasi il 13% nel premarket. Il colosso dei semiconduttori è sotto pressione dopo aver riportato utili del quarto trimestre superiori alle attese, ma aver fornito indicazioni deludenti per il trimestre in corso.
Giovedì Wall Street ha esteso il rimbalzo, con i listini che hanno chiuso per lo più in rialzo, proseguendo i guadagni di mercoledì. Il rally ha contribuito a compensare ulteriormente le perdite di martedì, portando il Dow in territorio positivo su base settimanale.
Sebbene gli indici principali abbiano chiuso ben al di sotto dei massimi intraday, i rialzi sono stati comunque solidi. Il Dow Jones Industrial Average è salito di 306,78 punti, pari allo 0,6%, a 49.384,01. Il Nasdaq Composite ha guadagnato 211,20 punti, ovvero lo 0,9%, a 23.436,02, mentre l’S&P 500 è avanzato di 37,73 punti, pari allo 0,6%, chiudendo a 6.913,35.
Il rimbalzo prolungato è stato favorito dal progressivo allentamento delle tensioni legate alle ambizioni di Trump sulla Groenlandia. Mercoledì il presidente ha escluso l’uso della forza militare in un discorso pubblico e successivamente ha dichiarato di aver raggiunto la “struttura” di un accordo sul territorio artico.
In seguito a questa “struttura” di intesa con il segretario generale della NATO Mark Rutte, Trump ha fatto un passo indietro rispetto alle minacce di sanzioni contro i Paesi europei contrari ai suoi piani.
Alcuni analisti descrivono la rinnovata forza dei mercati come il ritorno del cosiddetto “TACO trade”, acronimo di “Trump Always Chickens Out”, usato per indicare la tendenza a lanciare minacce aggressive per poi ritrattare, calmando i mercati.
“Ci sono molte somiglianze tra la turbolenza dei mercati del Liberation Day nell’aprile 2025 e la situazione attuale”, ha dichiarato Russ Mould, direttore degli investimenti di AJ Bell. “In entrambe le situazioni, Trump ha assunto una posizione aggressiva per poi fare marcia indietro dopo le oscillazioni dei mercati finanziari”.
Ha aggiunto: “Il presidente degli Stati Uniti segue con grande attenzione ciò che accade sui mercati obbligazionari e azionari, e l’ultima cosa che vuole è essere accusato di distruggere la ricchezza delle persone”.
Sul fronte macroeconomico, il Dipartimento del Lavoro statunitense ha comunicato un lieve aumento delle nuove richieste di sussidi di disoccupazione nella settimana conclusa il 17 gennaio. Le richieste iniziali sono salite a 200.000, in aumento di 1.000 rispetto al dato rivisto della settimana precedente pari a 199.000.
Gli economisti si aspettavano un incremento a 205.000 rispetto alle 198.000 inizialmente riportate per la settimana precedente.
Nel frattempo, dati separati del Dipartimento del Commercio hanno mostrato che i prezzi al consumo sono aumentati a novembre in linea con le attese degli analisti.
A livello settoriale, la seduta di giovedì ha mostrato andamenti contrastanti. I titoli legati all’oro sono balzati grazie al forte rialzo del prezzo del metallo prezioso, con l’indice NYSE Arca Gold Bugs in crescita del 4,4% a un nuovo massimo storico di chiusura. Bene anche il settore delle telecomunicazioni, con l’indice NYSE Arca North American Telecom in rialzo del 2,1%, anch’esso su livelli record.
I comparti software, networking e biotecnologie hanno contribuito alla sovraperformance del Nasdaq, mentre i titoli immobiliari e legati all’edilizia hanno sottoperformato.

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