L’Italia indaga sulle pratiche di vendita di Microsoft legate ai giochi “Call of Duty” e “Diablo”

L’autorità italiana per la concorrenza ha annunciato venerdì l’avvio di indagini sulla divisione Activision Blizzard di Microsoft (NASDAQ:MSFT) per presunte pratiche di vendita “ingannevoli e aggressive” relative ai videogiochi “Diablo Immortal” e “Call of Duty Mobile”.

L’Autorità, che vigila anche sulla tutela dei consumatori, ha affermato che la società starebbe “operando in modo tale da violare la normativa a tutela dei consumatori e, in particolare, la diligenza professionale richiesta in un settore altamente sensibile ai rischi di sviluppo della dipendenza dal gioco d’azzardo”.

L’ufficio stampa italiano di Microsoft non ha risposto immediatamente a una richiesta di commento.

Secondo il regolatore, le indagini si concentrano sugli incentivi che spingono i giocatori dei titoli free-to-play ad acquistare contenuti aggiuntivi, sia durante le sessioni di gioco sia al di fuori di esse, attraverso messaggi in-app e notifiche push. L’Autorità ha avvertito che l’uso di valute virtuali potrebbe indurre i giocatori, “compresi i minori, a spendere somme significative, anche superiori a quelle necessarie per progredire nel gioco, senza rendersene pienamente conto”.

Entrambi i franchise utilizzano valute virtuali che consentono di acquistare oggetti o contenuti correlati all’interno del gioco. Tali valute possono essere ottenute tramite denaro reale oppure, in alcuni casi, “guadagnate” giocando.

“Call of Duty” e “Diablo” figurano tra i franchise videoludici più popolari al mondo.

L’Autorità ha inoltre criticato le impostazioni predefinite dei controlli parentali e le informazioni sui diritti contrattuali dei giocatori, “che sembrano indurli a rinunciarvi inconsapevolmente”. È stata infine evidenziata la mancanza di strumenti adeguati per contestare l’eventuale blocco degli account di gioco, che può comportare la perdita delle somme investite in contenuti digitali, talvolta anche rilevanti.

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