Le borse europee hanno chiuso la settimana in calo venerdì, con gli investitori che sono rimasti prudenti di fronte al protrarsi delle incertezze geopolitiche.
Alle 08:02 GMT, il DAX tedesco perdeva lo 0,1%, il CAC 40 francese cedeva lo 0,2%, mentre il FTSE 100 britannico arretrava dello 0,1%.
Le tensioni sulla Groenlandia alimentano timori di downgrade
L’attenzione resta puntata sulla Groenlandia dopo che l’incontro di inizio settimana tra alti funzionari statunitensi e i ministri degli Esteri di Danimarca e Groenlandia non ha portato a un accordo sul futuro del territorio artico. La premier danese Mette Frederiksen ha affermato che permane un “disaccordo fondamentale” con gli Stati Uniti, dopo che il presidente Donald Trump ha ribadito che gli USA “hanno bisogno” della Groenlandia.
Frederiksen ha inoltre avvertito che un conflitto con Washington sulla Groenlandia potrebbe mettere a rischio la NATO, l’alleanza militare che comprende Stati Uniti, Danimarca e gran parte dei Paesi europei.
Secondo Fitch, un indebolimento dell’alleanza potrebbe avere implicazioni sui rating sovrani europei. James Longsdon, responsabile dei rating sovrani dell’agenzia, ha dichiarato giovedì che Fitch potrebbe valutare un “aggiustamento” di un notch ai rating europei in caso di frattura dell’alleanza difensiva.
Ha aggiunto che la vicinanza geografica sarebbe un fattore chiave: “Potrebbe essere dove la vulnerabilità a un evento geopolitico risulterebbe più evidente”, ha spiegato. “Questa è la regola generale: più si è lontani dalla Russia, meno probabile è che ciò avvenga”.
Diversi Paesi europei, tra cui Germania, Francia, Norvegia e Svezia, hanno già iniziato a dispiegare truppe in Groenlandia come segnale di sostegno.
Inflazione ferma in Germania
I dati diffusi in precedenza hanno mostrato che i prezzi al consumo in Germania sono rimasti invariati a dicembre, con un’inflazione annua dell’1,8%, inferiore all’obiettivo di medio termine del 2,0% della Banca Centrale Europea.
La BCE ha mantenuto i tassi invariati dopo aver concluso a giugno un rapido ciclo di tagli e ha segnalato il mese scorso di non avere urgenza di modificare nuovamente la politica monetaria, citando una crescita economica resiliente e un’inflazione sotto controllo. Il prossimo meeting è previsto per l’inizio di febbraio.
Riflettori sui semiconduttori
Il calendario degli utili europei è relativamente scarno, ma il settore dei semiconduttori resta sotto osservazione dopo i risultati pubblicati giovedì da Taiwan Semiconductor Manufacturing (NYSE:TSM).
Il maggiore produttore mondiale di chip conto terzi ha riportato solidi risultati nel quarto trimestre e ha indicato che la domanda legata all’intelligenza artificiale rimane robusta. L’aggiornamento ha sostenuto giovedì i titoli europei del settore, tra cui ASML (EU:ASML), ASM International (EU:ASM) e BE Semiconductor (EU:BESI).
Petrolio stabile dopo il forte calo
I prezzi del petrolio sono saliti leggermente venerdì, stabilizzandosi dopo le forti perdite della seduta precedente, mentre si sono attenuati i timori di un imminente attacco statunitense all’Iran, riducendo i rischi per l’offerta.
Il Brent è avanzato dello 0,1% a 63,85 dollari al barile, mentre il WTI statunitense ha guadagnato lo 0,2% a 59,30 dollari al barile.
Entrambi i benchmark avevano perso oltre il 4% giovedì dopo che il presidente Trump ha dichiarato che la repressione delle proteste a Teheran stava diminuendo, alleviando le preoccupazioni su possibili azioni militari in grado di interrompere le forniture. Nonostante ciò, il petrolio si avvia a chiudere la settimana sostanzialmente invariato, dopo aver toccato massimi plurimensili all’inizio della settimana in seguito alle proteste in Iran.

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