Futures in rialzo mentre i risultati di TSMC rilanciano il tema AI; banche sotto i riflettori: Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street

I futures azionari statunitensi legati ai principali indici si muovono leggermente al rialzo dopo che i solidi risultati di Taiwan Semiconductor Manufacturing Co. (NYSE:TSM) hanno sostenuto il sentiment nella sessione precedente. Le azioni del più grande produttore mondiale di chip su contratto sono salite a Taiwan, mentre l’attenzione degli investitori si è spostata su una nuova tornata di trimestrali bancarie negli Stati Uniti. Sul fronte delle materie prime, l’oro arretra dai massimi storici e il petrolio si stabilizza dopo i forti ribassi recenti.

Futures in rialzo

I futures azionari USA erano in crescita nelle prime ore di venerdì, con il rinnovato entusiasmo per l’intelligenza artificiale dopo i risultati eccezionali di TSMC pubblicati all’inizio della settimana.

Alle 03:03 ET, i futures sul Dow erano in aumento di 88 punti, pari allo 0,2%, quelli sull’S&P 500 guadagnavano 25 punti, ovvero lo 0,4%, mentre i futures sul Nasdaq 100 salivano di 138 punti, pari allo 0,5%.

I principali indici di Wall Street sono balzati giovedì, trainati dai risultati di TSMC, che hanno spinto al rialzo i titoli legati all’AI come Nvidia, Applied Materials e Advanced Micro Devices, insieme ai concorrenti europei ASM International e ASML.

Tuttavia, gli analisti di Vital Knowledge hanno osservato che i guadagni si sono ridimensionati rispetto ai massimi intraday, con alcuni nomi storici del software — come Salesforce — in calo a causa dei “persistenti effetti a catena” legati al lancio di nuovi prodotti di intelligenza artificiale da parte di società come Anthropic e Alibaba.

I dati macroeconomici statunitensi sono risultati complessivamente solidi, ma hanno anche spinto le aspettative sui tassi della Federal Reserve in una direzione più restrittiva. I mercati ora attribuiscono una probabilità maggiore al fatto che il prossimo taglio dei tassi non avverrà prima di luglio, contribuendo al rialzo dei rendimenti obbligazionari.

Anche la geopolitica è rimasta sullo sfondo. Le dichiarazioni del presidente statunitense Donald Trump, secondo cui le tensioni in Iran starebbero diminuendo, hanno pesato sui prezzi del petrolio, mentre emergono segnali di tensione in Groenlandia, dove diversi paesi della NATO hanno dispiegato truppe dopo le affermazioni della Casa Bianca secondo cui gli Stati Uniti “hanno bisogno” di acquisire il territorio danese semi-autonomo.

TSMC in rialzo a Taiwan

Le azioni di TSMC sono salite a Taipei venerdì, dopo che la società ha registrato risultati trimestrali eccezionali e ha ribadito una forte domanda da parte del settore dell’intelligenza artificiale.

Il titolo è salito di quasi il 3% chiudendo a 1.740,0 dollari taiwanesi. Le azioni quotate negli Stati Uniti hanno registrato un lieve rialzo nelle contrattazioni after-hours, dopo il balzo del 4,4% di giovedì.

Il produttore di chip ha riportato un utile trimestrale record, superiore alle attese, continuando a beneficiare della forte domanda di semiconduttori avanzati trainata dall’AI. L’amministratore delegato C.C. Wei ha indicato che il boom dell’intelligenza artificiale non mostra segni di rallentamento, affermando che, nonostante le previsioni di costi elevati nel 2026, gli utili di TSMC dovrebbero continuare a crescere.

TSMC è un fornitore chiave per colossi tecnologici statunitensi come Nvidia e Apple e ha tratto grande vantaggio dall’aumento della domanda di chip legata all’AI negli ultimi anni.

Trimestrali bancarie in arrivo

L’attenzione ora si sposta sulle prossime trimestrali di diverse banche statunitensi.

PNC Financial Services (NYSE:PNC), State Street (NYSE:STT) e M&T Bank (NYSE:MTB) sono tutte attese alla pubblicazione dei risultati prima dell’apertura di Wall Street.

I conti delle principali banche USA diffusi all’inizio della settimana hanno evidenziato come un 2025 volatile sui mercati finanziari abbia favorito le attività di trading. La ripresa delle operazioni di fusione e acquisizione ha inoltre sostenuto le commissioni dell’investment banking, con il direttore finanziario di Morgan Stanley che ha parlato di un’accelerazione del flusso di operazioni di M&A e IPO. Anche il CFO di JPMorgan Chase ha affermato che un “forte coinvolgimento dei clienti” dovrebbe proseguire nel 2026.

Gli analisti di Vital Knowledge hanno aggiunto che le grandi banche hanno “espresso giudizi positivi sul contesto macroeconomico”, rafforzando le speranze di resilienza dell’economia statunitense nel 2025, nonostante le numerose incertezze globali.

Oro in calo

I prezzi dell’oro hanno registrato un lieve ribasso, scendendo dai massimi storici toccati all’inizio della settimana, poiché i solidi dati sul mercato del lavoro statunitense hanno ridotto le aspettative di imminenti tagli dei tassi da parte della Federal Reserve, mentre l’allentarsi delle tensioni in Iran ha indebolito la domanda di beni rifugio.

L’oro spot è sceso dello 0,2% a 4.605,20 dollari l’oncia, mentre i futures sull’oro USA hanno perso lo 0,3% a 4.608,86 dollari.

Il metallo giallo si è allontanato dal record di 4.642,72 dollari l’oncia raggiunto mercoledì, ma resta avviato a chiudere la settimana con un guadagno di circa il 2%.

Petrolio stabile

I prezzi del petrolio si sono mossi leggermente al rialzo, consolidando dopo le forti perdite della sessione precedente, mentre si attenuavano i timori di un attacco militare imminente degli Stati Uniti contro l’Iran.

I futures sul Brent sono saliti dello 0,1% a 63,84 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate ha guadagnato lo 0,2% a 59,30 dollari al barile.

Entrambi i contratti erano crollati di oltre il 4% nella sessione precedente dopo che il presidente Trump aveva dichiarato che la repressione delle proteste a Teheran si stava attenuando, riducendo i timori di un’interruzione delle forniture. Nonostante ciò, i benchmark petroliferi sono destinati a chiudere la settimana sostanzialmente invariati, dopo aver toccato massimi plurimensili all’inizio della settimana.

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