I future sugli indici azionari statunitensi indicavano un’apertura in rialzo giovedì, suggerendo che i mercati potrebbero recuperare parte delle perdite accumulate nelle due sedute precedenti.
I titoli tecnologici sono pronti a guidare il rimbalzo, come dimostra l’aumento di circa l’1,0% dei future sul Nasdaq 100.
Il miglioramento del sentiment sul comparto tech riflette in parte la reazione positiva del mercato ai risultati di Taiwan Semiconductor (NYSE:TSM). Le azioni del gruppo sono salite di oltre il 5% nel pre-market dopo che il maggiore produttore mondiale di chip conto terzi ha registrato un forte aumento degli utili nel quarto trimestre.
“Dopo l’aggiornamento sui ricavi della scorsa settimana era un segreto di Pulcinella che TSMC avrebbe riportato un trimestre record, ma i dettagli restano comunque impressionanti”, ha affermato Russ Mould, direttore degli investimenti di AJ Bell.
“In particolare i livelli di spesa in conto capitale a cui TSMC si sta impegnando, che suggeriscono una piena fiducia nella solidità del boom dell’IA”, ha aggiunto. “Questo è ulteriormente confermato dalla guidance dell’azienda che indica una crescita del 30% nel 2026”.
Sul fronte macroeconomico, i nuovi dati sul mercato del lavoro statunitense hanno fornito un sostegno. Il Dipartimento del Lavoro ha comunicato che le richieste iniziali di sussidi di disoccupazione sono scese inaspettatamente nella settimana conclusa il 10 gennaio, attestandosi a 198.000, in calo di 9.000 rispetto al dato rivisto della settimana precedente pari a 207.000. Gli economisti si aspettavano invece un aumento a 215.000.
Il potenziale rimbalzo arriva dopo un’altra seduta negativa mercoledì, quando i mercati hanno esteso le perdite pur recuperando parte del forte calo iniziale. Tutti e tre i principali indici hanno chiuso in territorio negativo: il Nasdaq ha perso 238,12 punti (-1,0%) a 23.471,75, l’S&P 500 è sceso di 37,14 punti (-0,5%) a 6.926,60 e il Dow Jones Industrial Average ha ceduto 42,36 punti (-0,1%) a 49.149,63.
La debolezza recente è stata in parte attribuita all’aumento delle incertezze geopolitiche, tra cui le tensioni legate alla Groenlandia, l’instabilità politica in Iran e il conflitto in corso tra Russia e Ucraina.
Anche i titoli bancari hanno pesato sul sentiment. Wells Fargo (NYSE:WFC) ha perso il 4,6% dopo aver riportato utili trimestrali superiori alle attese ma ricavi inferiori alle previsioni. Bank of America (NYSE:BAC) è scesa del 3,8% nonostante risultati migliori del previsto, mentre Citigroup (NYSE:C) ha registrato un deciso calo pur avendo superato le stime sugli utili.
In precedenza, il Dipartimento del Commercio aveva comunicato che le vendite al dettaglio negli Stati Uniti sono cresciute più del previsto a novembre, con un aumento dello 0,6% su base mensile dopo una flessione rivista dello 0,1% in ottobre. Gli analisti si aspettavano un incremento dello 0,4%. Al netto delle auto, le vendite sono aumentate dello 0,5%, contro attese dello 0,4%.
Un rapporto separato del Dipartimento del Lavoro ha inoltre mostrato un moderato aumento dei prezzi alla produzione a novembre.
Per settori, i titoli software hanno guidato i ribassi nella seduta precedente, trascinando il Dow Jones U.S. Software Index in calo del 2,4% ai minimi di chiusura degli ultimi otto mesi. Debolezza anche tra i titoli del networking, con l’indice NYSE Arca Networking in calo dell’1,6%. I titoli delle compagnie aeree e del retail hanno sofferto, mentre il comparto energetico ha mostrato una performance decisamente positiva.

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