Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, I future USA scendono leggermente in attesa dei dati CPI e dei conti di JPMorgan

I future legati ai principali indici azionari statunitensi hanno mostrato lievi ribassi martedì, mentre gli investitori si preparano a un importante dato sull’inflazione e all’avvio della stagione delle trimestrali. I mercati stanno inoltre valutando le ricadute politiche legate a un’indagine sulla Federal Reserve, mentre i prezzi del petrolio continuano a salire sullo sfondo delle tensioni in Iran.

I future arretrano

I future azionari USA hanno registrato piccoli cali nelle prime ore di contrattazione, con un atteggiamento prudente in vista dei dati macro e dei risultati bancari. Alle 03:05 ET, i future sul Dow perdevano 46 punti (-0,1%), quelli sull’S&P 500 cedevano 6 punti (-0,1%) e i future sul Nasdaq 100 scendevano di 39 punti (-0,2%).

Wall Street aveva chiuso in rialzo lunedì, recuperando dalle pressioni iniziali legate alle implicazioni di un’indagine penale sul presidente della Fed Jerome Powell e alla proposta del presidente Donald Trump di introdurre un tetto ai tassi delle carte di credito. Il rimbalzo è stato sostenuto dalla forza di diversi settori, tra cui tecnologia, beni di prima necessità e materiali.

“Nel complesso, la narrativa è sostanzialmente la stessa di venerdì, con i rialzisti ancora in controllo grazie a dinamiche di crescita in miglioramento, utili solidi, segnali di un miglioramento generazionale della produttività e aspettative di stimolo”, hanno scritto gli analisti di Vital Knowledge.

Critiche sull’indagine su Powell

L’amministrazione Trump ha affrontato forti critiche per aver autorizzato un’indagine penale su Powell, con prese di posizione negative arrivate sia da ex presidenti della Fed sia da esponenti del Partito Repubblicano.

Secondo Reuters, che cita fonti vicine al dossier, l’indagine sarebbe stata approvata e avviata da Jeanine Pirro, procuratrice federale di Washington e alleata di Trump, senza informare il procuratore generale Pam Bondi né il vice Todd Blanche. In un post sui social, Pirro ha spiegato che il Dipartimento di Giustizia ha agito dopo che la Fed si sarebbe rifiutata di discutere gli extra costi legati alla ristrutturazione della sede di Washington, aggiungendo che il suo ufficio “prende decisioni basandosi sui meriti”.

La mossa ha riacceso i timori sull’indipendenza della Fed e ha spinto al rialzo i rendimenti dei Treasury. Gli ex presidenti Janet Yellen, Ben Bernanke e Alan Greenspan hanno duramente criticato l’iniziativa, affermando che “[è] così che viene fatta la politica monetaria nei mercati emergenti con istituzioni deboli”, avvertendo delle “conseguenze negative” su inflazione ed economia.

Anche il senatore repubblicano Thom Tillis ha definito l’indagine un “grave errore”.

In arrivo i dati sull’inflazione

L’attenzione ora si concentra sulla pubblicazione dell’indice dei prezzi al consumo di dicembre negli Stati Uniti, uno degli indicatori più seguiti prima della prossima riunione della Federal Reserve.

Il CPI è atteso in aumento del 2,7% su base annua, invariato rispetto a novembre, mentre su base mensile la crescita dovrebbe restare allo 0,3%. L’inflazione core, al netto di alimentari ed energia, è vista in lieve accelerazione al 2,7% dal 2,6% annuo e allo 0,3% dallo 0,2% mensile.

Gli analisti di ING ritengono possibile una lettura più alta del previsto, sottolineando che la chiusura prolungata del governo USA avrebbe distorto la raccolta dei dati di novembre. “Rispetto all’intero mese di novembre 2024, questa tempistica ha probabilmente ridotto artificialmente la lettura dell’inflazione. Tornare a una raccolta dati più standard a dicembre comporta il rischio di un dato più caldo”, hanno scritto.

I mercati si aspettano che la Fed mantenga i tassi invariati al 3,50%-3,75%, secondo CME FedWatch.

I conti delle banche aprono la stagione

Il sentiment potrebbe essere influenzato dai risultati dei grandi istituti statunitensi, a partire da JPMorgan Chase (NYSE:JPM) in uscita martedì. Mercoledì sarà la volta di Bank of America (NYSE:BAC), Citigroup (NYSE:C) e Wells Fargo (NYSE:WFC), seguiti giovedì da Goldman Sachs (NYSE:GS) e Morgan Stanley (NYSE:MS).

Risultati solidi potrebbero rafforzare la fiducia degli investitori sullo stato di salute delle aziende americane.

Il petrolio continua a salire

I prezzi del petrolio sono aumentati per la quarta seduta consecutiva, alimentati dai timori di possibili interruzioni delle forniture dall’Iran.

Il Brent è salito dello 0,5% a 64,16 dollari al barile, mentre il WTI ha guadagnato lo 0,8% a 59,82 dollari. Nella seduta precedente, il Brent aveva toccato un massimo di sette settimane e il WTI un massimo mensile.

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