Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, Futures, Nuove pressioni su Powell della Fed, tensioni in Iran sotto i riflettori mentre i mercati diventano cauti

I future azionari statunitensi indicavano un avvio in calo all’inizio di una settimana intensa per i mercati, con l’attenzione concentrata sul rinnovato scrutinio politico nei confronti del presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, e sull’escalation delle tensioni in Iran. Powell è finito al centro dell’attenzione domenica sera dopo aver suggerito che un’indagine del Dipartimento di Giustizia statunitense su un progetto di ristrutturazione della Fed sarebbe motivata politicamente. In seguito alle sue dichiarazioni, l’oro è balzato e il dollaro si è indebolito, mentre il petrolio ha consolidato dopo i recenti rialzi, con i mercati attenti ai rischi di approvvigionamento legati all’Iran. Separatamente, una ricerca di settore ha indicato che Apple (NASDAQ:AAPL) ha guidato il mercato globale degli smartphone nel 2025.

Future in calo

I future sugli indici azionari USA sono scesi lunedì, mentre gli investitori tornavano sul mercato affrontando nuove incertezze sull’indipendenza della Federal Reserve.

Alle 02:58 ET, i future sul Dow Jones perdevano 244 punti (-0,5%), quelli sull’S&P 500 scendevano di 39 punti (-0,6%) e i future sul Nasdaq 100 calavano di 212 punti (-0,8%).

L’S&P 500 aveva chiuso venerdì su un nuovo massimo storico, sostenuto dal rally dei titoli dei semiconduttori. I mercati avevano in gran parte ignorato un rapporto sull’occupazione mensile più debole delle attese, che non ha modificato in modo significativo le aspettative di ulteriori tagli dei tassi nel corso dell’anno.

Gli investitori si preparano ora a una settimana ricca di dati macroeconomici rilevanti e delle trimestrali delle grandi banche, che tradizionalmente aprono la stagione degli utili. L’attenzione è rivolta anche alla Corte Suprema degli Stati Uniti, che potrebbe pronunciarsi a breve sulla legittimità dei dazi generalizzati, pilastro dell’agenda economica del presidente Donald Trump.

Powell segnala nuove pressioni politiche

L’attenzione di inizio settimana si è però concentrata soprattutto sulla Federal Reserve. Il presidente Jerome Powell ha dichiarato domenica sera che il Dipartimento di Giustizia ha emesso delle citazioni in relazione a commenti da lui rilasciati la scorsa estate su un progetto di ristrutturazione della banca centrale.

Powell ha affermato che il DOJ avrebbe minacciato un’incriminazione penale collegata alla sua testimonianza sugli extra-costi di una ristrutturazione da 2,5 miliardi di dollari della sede della Fed a Washington.

“Questa nuova minaccia non riguarda la mia testimonianza dello scorso giugno né la ristrutturazione degli edifici della Federal Reserve. Non riguarda il ruolo di vigilanza del Congresso; la Fed, attraverso testimonianze e altre comunicazioni pubbliche, ha fatto ogni sforzo per tenere informato il Congresso sul progetto di ristrutturazione”, ha dichiarato Powell in una nota pubblicata sul sito della Fed, aggiungendo che “questi sono dei pretesti”.

Ha poi aggiunto: “La questione è se la Fed potrà continuare a fissare i tassi di interesse sulla base delle evidenze e delle condizioni economiche, oppure se la politica monetaria sarà guidata da pressioni o intimidazioni politiche”.

Poco dopo le dichiarazioni di Powell, il presidente Donald Trump ha detto a NBC di non essere a conoscenza dell’indagine del Dipartimento di Giustizia.

Oro in rialzo, dollaro in calo

Gli sviluppi hanno riacceso i timori sulla capacità della Fed – una delle banche centrali più influenti al mondo – di operare senza interferenze politiche.

Trump ha spesso criticato Powell e altri funzionari della Fed per non aver tagliato i tassi in modo più rapido e deciso. Lo scontro ha incluso anche un tentativo della Casa Bianca di rimuovere un altro esponente della Fed, la governatrice Lisa Cook, questione che la Corte Suprema dovrebbe esaminare tra due settimane.

Il mandato di Powell alla guida della Fed scade a maggio e, secondo indiscrezioni, Trump starebbe già valutando possibili sostituti a lui fedeli. Powell non è però obbligato a dimettersi, lasciando aperta la possibilità che rimanga in carica nonostante le pressioni politiche.

In questo contesto incerto, gli investitori si sono rifugiati nell’oro, tradizionalmente considerato un bene rifugio. Anche il dollaro si è indebolito, rendendo il metallo giallo più conveniente per gli investitori che operano in altre valute.

Petrolio in consolidamento

I prezzi del petrolio si sono stabilizzati dopo i recenti rialzi, mentre il protrarsi delle tensioni civili in Iran, importante produttore del Medio Oriente, continua a minacciare potenziali interruzioni dell’offerta globale.

I future sul Brent hanno ceduto lo 0,3% a 63,22 dollari al barile, mentre il WTI statunitense è salito dello 0,1% a 58,98 dollari al barile.

Entrambi i benchmark hanno guadagnato oltre il 3% la scorsa settimana, con l’intensificarsi delle proteste antigovernative, le più grandi contro l’establishment clericale iraniano dal 2022. Ciò ha accresciuto i timori di un conflitto regionale più ampio in un’area chiave per la produzione energetica.

Apple guida il mercato globale degli smartphone

Apple ha guidato il mercato globale degli smartphone nel 2025, sostenuta da una domanda solida per l’ultimo iPhone 17 e da forti vendite nei mercati emergenti e di medie dimensioni, secondo gli analisti di Counterpoint Research.

Counterpoint ha affermato che Apple ha conquistato una quota di mercato globale del 20% e ha registrato una crescita di circa il 10% su base annua, la migliore tra i primi cinque marchi.

Samsung segue a breve distanza con una quota del 19%, grazie alla crescita costante della gamma Galaxy A e alla “continua trazione” dei modelli premium Galaxy S e Z.

Nel complesso, le spedizioni globali di smartphone sono aumentate del 2% su base annua, spinte anche dalla maggiore domanda di dispositivi di fascia alta. Tuttavia, Counterpoint ha avvertito che il forte aumento delle carenze e dei prezzi dei chip di memoria rende le prospettive per il mercato globale degli smartphone nel 2026 “conservative”.

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