Ferrari vista in linea con gli obiettivi 2025 mentre gli analisti guardano ai prossimi risultati

L’attenzione del mercato si concentra su Ferrari (BIT:RACE) in vista della pubblicazione dei risultati del quarto trimestre e dell’intero esercizio 2025, attesa per il 10 febbraio, con gli analisti che valutano sia il raggiungimento dei target di breve termine sia le prospettive oltre l’anno in corso.

Jefferies ha confermato venerdì la raccomandazione “hold” sul titolo, mantenendo un target price di 310 euro. Il confronto con un prezzo di apertura intorno a 320 euro implica un potenziale ribasso contenuto. In una nota di anteprima, Jefferies non ha modificato le proprie stime, evidenziando come il consenso di mercato per il periodo 2026–2028 indichi un margine EBIT di gruppo al 29,5% nel 2026, in aumento al 29,9% e al 30,3% nei due anni successivi, con utili per azione pari a 9,74 euro, 10,62 euro e 11,28 euro.

Gli analisti di Equita hanno invece commentato la call di pre-chiusura tenuta da Ferrari con gli analisti sell-side all’inizio della settimana, durante la quale il gruppo ha confermato la guidance per l’esercizio 2025. Secondo Equita, Ferrari è sulla buona strada per centrare tali obiettivi, con ricavi attesi intorno a 7,1 miliardi di euro, EBITDA adjusted pari a 2,72 miliardi, EBIT adjusted di 2,06 miliardi, utile per azione adjusted di 8,8 euro e free cash flow di circa 1,3 miliardi.

Per Equita, sia le attese del consenso sia le proprie stime—posizionate leggermente sopra il limite inferiore degli intervalli indicati dalla società—sono da ritenersi ragionevoli. La sim conferma la raccomandazione “hold” e il prezzo obiettivo di 385 euro.

Guardando al futuro, Ferrari dovrebbe presentare anche la guidance per il 2026 contestualmente ai risultati annuali. Equita si aspetta una crescita dei ricavi a una cifra bassa o media, in linea con il piano quinquennale illustrato lo scorso ottobre. Il margine operativo sulle vendite (ROS) potrebbe registrare una lieve flessione rispetto al 2025, a causa di un effetto cambio sfavorevole e di maggiori ammortamenti legati al lancio di nuovi modelli.

Le previsioni di Equita per il 2026 risultano leggermente inferiori al consenso FactSet, che indica ricavi in crescita del 6% a 7,55 miliardi, EBITDA in aumento del 7% a 2,93 miliardi ed EBIT anch’esso in progresso del 7% a 2,23 miliardi. Tuttavia, la differenza è considerata trascurabile.

Per il 2026, Equita prevede un primo semestre più debole a causa dei costi connessi ai nuovi lanci, seguito da un graduale miglioramento nella seconda parte dell’anno grazie al crescente contributo del modello F80. Il mix di prodotto resta positivo, seppur con un impatto inferiore rispetto agli anni precedenti.

Nel dettaglio, la sim stima volumi annui sostanzialmente stabili nel 2026, un mix favorevole con le personalizzazioni pari a circa il 19% dei ricavi (contro il 20% previsto dal business plan), un impatto negativo del cambio superiore a 100 milioni di euro e margini penalizzati da maggiori costi SG&A. Ulteriori pressioni deriverebbero da un contributo inferiore della Formula 1, legato a risultati sportivi meno favorevoli, e dagli investimenti per l’espansione del business “Lifestyle”.

Sul fronte prodotto, Equita segnala che la F80—limitata a 799 unità con un prezzo medio di circa 3,6 milioni di euro—ha avviato le prime consegne nel quarto trimestre 2025, con una progressiva accelerazione nel 2026 e la maggior parte delle consegne attese tra il 2027 e il 2028. Ferrari al momento non prevede aumenti di prezzo per compensare l’effetto cambio, pur avendo la facoltà contrattuale di farlo.

Infine, la sim rileva l’assenza di novità sia sul tema dei valori residui sia sul lancio della futura Ferrari completamente elettrica.

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