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  • Borse Europee Stabili in Attesa della Decisione della Fed e tra le Tensioni in Medio Oriente

    Borse Europee Stabili in Attesa della Decisione della Fed e tra le Tensioni in Medio Oriente

    I principali indici europei sono rimasti sostanzialmente invariati mercoledì, mentre gli investitori mantengono un atteggiamento prudente a causa dell’instabilità geopolitica tra Israele e Iran e dell’imminente conclusione della riunione della Federal Reserve statunitense.

    Alle 07:05 GMT, il DAX tedesco ha perso lo 0,1%, mentre il CAC 40 francese è salito dello 0,2% e il FTSE 100 britannico ha guadagnato lo 0,1%.

    Tensione in Medio Oriente: Crescono i Timori nei Mercati

    Le preoccupazioni legate al conflitto tra Israele e Iran continuano a pesare sul sentiment degli investitori. Secondo il Wall Street Journal, il presidente americano Donald Trump ha riunito i suoi consiglieri per valutare possibili opzioni militari contro l’Iran, chiedendo la “resa incondizionata” di Teheran e affermando il controllo statunitense dello spazio aereo iraniano — elementi che aumentano i timori di un’escalation regionale.

    Occhi Puntati sulla Federal Reserve

    Con la conclusione della riunione della Fed prevista per oggi, i mercati si attendono una conferma dei tassi attuali. Tuttavia, l’attenzione sarà rivolta ai commenti del presidente Jerome Powell e alle nuove stime economiche, soprattutto alla luce del rallentamento delle vendite al dettaglio negli USA e del crescente rischio recessivo. Attualmente, il mercato prevede due tagli dei tassi entro fine anno, ma le previsioni potrebbero cambiare in base al tono della Fed.

    L’inflazione nel Regno Unito Rallenta

    Nel Regno Unito, l’inflazione ha mostrato segnali di rallentamento a maggio: i prezzi al consumo sono saliti del 3,4% su base annua, in lieve calo rispetto al 3,5% di aprile. Anche l’inflazione dei servizi — cruciale per la Banca d’Inghilterra — è scesa al 4,7% dal 5,4%, in linea con le attese. La BoE dovrebbe mantenere i tassi invariati al 4,25% giovedì, con due tagli da 25 punti base già scontati dai mercati entro fine anno.

    Altri Aggiornamenti di Mercato

    • La Riksbank svedese comunicherà la sua decisione sui tassi nel corso della giornata.
    • UBS è stata declassata a “underweight” da Morgan Stanley a causa di incertezze sul capitale e prospettive di utile più deboli.
    • I prezzi del petrolio sono leggermente scesi: il Brent ha perso lo 0,1% a 76,38 dollari al barile, mentre il WTI ha ceduto lo 0,1% a 73,21 dollari, ridimensionandosi dopo il rialzo del 4% dovuto ai timori sull’offerta nello Stretto di Hormuz.
  • Citi: I movimenti del prezzo del petrolio legati al conflitto Israele-Iran potrebbero determinare la direzione dei mercati azionari

    Citi: I movimenti del prezzo del petrolio legati al conflitto Israele-Iran potrebbero determinare la direzione dei mercati azionari

    Secondo gli analisti di Citigroup, l’andamento dei prezzi del petrolio sarà un elemento chiave nel determinare la performance dei mercati azionari nel breve termine, mentre gli investitori osservano con attenzione l’escalation della violenza in Medio Oriente.

    In una nota rivolta ai clienti, Citi ha sottolineato che le crisi geopolitiche come quella tra Israele e Iran tendono ad avere effetti limitati e di breve durata sui mercati azionari, a meno che non provochino un aumento sostenuto dei prezzi dell’energia. Secondo la banca, se le tensioni dovessero proseguire, i settori che potrebbero sovraperformare includono i titoli energetici europei, i settori difensivi tradizionali e mercati come la Svizzera e il Regno Unito.

    Gli analisti hanno anche evidenziato che, prima dell’attuale escalation, le valutazioni delle azioni a livello globale avevano già incorporato un livello medio di “rischio geoeconomico”, il che suggerisce una certa resilienza agli shock.

    Mercoledì i prezzi del petrolio sono leggermente scesi, annullando parte del rialzo del 4% registrato il giorno precedente, mentre i mercati bilanciavano le preoccupazioni per eventuali interruzioni dell’offerta di greggio con l’attesa per la decisione sui tassi di interesse da parte della Federal Reserve statunitense.

    • I future sul Brent sono calati dello 0,3%, a 76,20 dollari al barile, mantenendosi sopra quota 76 per il secondo giorno consecutivo.
    • Anche il WTI (West Texas Intermediate) è sceso dello 0,3%, attestandosi intorno ai 73,02 dollari al barile nelle prime contrattazioni negli Stati Uniti.

    I futures azionari statunitensi risultano in rialzo, in un clima di prudenza.

    Nel frattempo, l’aeronautica israeliana ha annunciato raid contro impianti per la produzione di centrifughe e armi nei pressi di Teheran, nel contesto di una campagna volta a frenare i programmi nucleari e missilistici dell’Iran.

    Il conflitto si è intensificato da quando Israele ha lanciato attacchi aerei contro siti nucleari iraniani lo scorso venerdì, provocando rappresaglie missilistiche e vittime da entrambe le parti.

    Il possibile coinvolgimento degli Stati Uniti rimane un punto critico. L’ex presidente Donald Trump ha chiesto una “RESA INCONDIZIONATA” da parte dell’Iran, definendo la Guida Suprema, l’Ayatollah Ali Khamenei, un “bersaglio facile” e affermando che gli Stati Uniti hanno aiutato Israele a ottenere la superiorità aerea completa sull’Iran.

    Il vicepresidente statunitense J.D. Vance ha precisato che eventuali azioni militari da parte di Trump sarebbero coerenti con gli interessi del popolo americano, ma ha anche aggiunto che il presidente potrebbe comunque decidere di intervenire ulteriormente per impedire l’arricchimento dell’uranio da parte dell’Iran.

  • L’Oro Resta Stabile in Attesa della Decisione della Fed mentre Aumentano le Tensioni in Medio Oriente

    L’Oro Resta Stabile in Attesa della Decisione della Fed mentre Aumentano le Tensioni in Medio Oriente

    I prezzi dell’oro sono rimasti stabili durante la sessione asiatica di mercoledì, poiché gli investitori hanno adottato un approccio prudente in vista dell’annuncio della Federal Reserve sui tassi d’interesse previsto più tardi nella giornata. L’attrattiva del metallo come bene rifugio è stata rafforzata dall’escalation delle tensioni tra Israele e Iran, insieme a notizie su un possibile coinvolgimento diretto dell’esercito statunitense nella regione.

    All’inizio della settimana, l’oro aveva restituito gran parte dei recenti guadagni dopo le notizie di un possibile cessate il fuoco richiesto dall’Iran. Tuttavia, i nuovi attacchi aerei e gli avvertimenti severi del presidente degli Stati Uniti Donald Trump nei confronti di Teheran hanno riportato il clima di avversione al rischio.

    L’oro spot è rimasto stabile a 3.388,25 dollari l’oncia, mentre i future sull’oro con scadenza ad agosto si sono mantenuti intorno a 3.405,95 dollari alle ore 01:56 ET (05:56 GMT).

    Conflitto in Medio Oriente e Dati USA deludenti sostengono il metallo prezioso

    Il clima geopolitico si è intensificato, con Israele e Iran impegnati in scontri aerei per il sesto giorno consecutivo. Secondo il Wall Street Journal, Trump starebbe valutando attacchi militari contro l’Iran, incluso contro le infrastrutture del comando nucleare, chiedendo una “resa incondizionata” da parte di Teheran.

    Nel frattempo, Reuters ha riportato un aumento del dispiegamento di caccia statunitensi e un prolungamento della loro permanenza in Medio Oriente. Anche se il Pentagono ha definito queste misure come difensive, esse hanno aumentato i timori per un coinvolgimento diretto degli USA nel conflitto.

    Questo scenario si aggiunge a dati economici statunitensi deludenti, tra cui un calo dello 0,9% delle vendite al dettaglio a maggio, che rafforzano le aspettative per un taglio dei tassi d’interesse da parte della Fed più avanti nel corso dell’anno. Il meeting di politica monetaria della banca centrale si concluderà mercoledì e i mercati si aspettano ampiamente che i tassi rimangano invariati, ma saranno molto attenti alle nuove previsioni economiche.

    Considerati i rischi geopolitici persistenti e i dati macroeconomici deboli, l’oro dovrebbe mantenere un buon supporto nel breve termine.

    Prezzi dei Metalli in Aumento grazie a un Dollaro più Debole

    Anche altri metalli hanno registrato guadagni, favoriti da un indebolimento del dollaro statunitense, che rende le materie prime più convenienti per gli acquirenti internazionali. L’indice del dollaro è sceso dello 0,2% durante gli scambi asiatici.

    I future sull’argento sono aumentati dello 0,6% a 37,37 dollari l’oncia, mentre quelli sul platino sono saliti dello 0,5% a 1.269,90 dollari. I future sul rame sono anch’essi aumentati: il rame alla London Metal Exchange è salito dello 0,3% a 9.703,75 dollari la tonnellata, mentre il rame statunitense è avanzato dello 0,9% a 4,839 dollari per libbra.

  • Dow Jones, S&P, Nasdaq, Preapertura dei Mercati USA: il Conflitto Israele-Iran Entra nel Sesto Giorno, Attesa per la Decisione della Fed

    Dow Jones, S&P, Nasdaq, Preapertura dei Mercati USA: il Conflitto Israele-Iran Entra nel Sesto Giorno, Attesa per la Decisione della Fed

    Futures Azionari in Rialzo

    I futures sugli indici azionari statunitensi sono leggermente saliti mercoledì, in un contesto segnato dall’intensificarsi delle tensioni in Medio Oriente e dall’attesa per la decisione della Federal Reserve sui tassi d’interesse. Alle 03:30 ET, i futures sul Dow Jones guadagnavano lo 0,2%, quelli sull’S&P 500 lo 0,3% e i futures sul Nasdaq 100 lo 0,3%.

    Andamento Recente dei Mercati

    Martedì, i principali indici hanno chiuso in calo a causa della ripresa delle ostilità tra Israele e Iran e di dati deludenti sulle vendite al dettaglio negli Stati Uniti. L’S&P 500 ha perso lo 0,8%, il Nasdaq lo 0,9% e il Dow Jones lo 0,7%. La volatilità è salita ai massimi dalla fine di maggio.

    Prezzi del Petrolio

    Dopo un’impennata del 4% martedì, causata dai timori di interruzioni nelle forniture legate al conflitto, i prezzi del petrolio sono leggermente scesi. Il Brent ha registrato un calo dello 0,3%, a 76,20 dollari al barile, mentre il WTI è sceso dello 0,3%, a 73,02 dollari al barile.

    Conflitto in Medio Oriente

    L’aeronautica israeliana ha colpito siti nucleari e militari iraniani nel tentativo di limitare i programmi missilistico e nucleare di Teheran. Il conflitto si è intensificato dallo scorso venerdì, con attacchi missilistici reciproci e vittime su entrambi i fronti. Il presidente USA Donald Trump ha chiesto la “resa incondizionata” dell’Iran e ha rivendicato la superiorità aerea americana, anche se il ruolo dell’esercito statunitense nel conflitto è ancora oggetto di dibattito.

    Prospettive della Federal Reserve

    La Fed dovrebbe mantenere i tassi invariati al termine della riunione odierna, monitorando l’impatto delle tariffe sull’inflazione e sulla crescita economica. Saranno attentamente osservate le nuove proiezioni del cosiddetto “dot plot”, che indicano le aspettative dei membri del FOMC. Attualmente i mercati stimano un possibile taglio dei tassi intorno a settembre. Tuttavia, l’aumento dei prezzi del petrolio potrebbe complicare la dinamica inflazionistica e ridurre le probabilità di un allentamento monetario.

    Regolamentazione delle Criptovalute

    Il Senato degli Stati Uniti ha approvato una legge bipartisan che istituisce un quadro normativo per le stablecoin, richiedendo che questi token siano garantiti da asset liquidi e che gli emittenti pubblichino mensilmente la composizione delle riserve. Si tratta di un passo importante per la regolamentazione del settore cripto.

    Modifica delle Regole sui Capitali Bancari

    Secondo Bloomberg, le autorità di regolamentazione statunitensi intendono allentare il requisito di capitale noto come “enhanced supplementary leverage ratio” (ESLR) per le grandi banche come JPMorgan e Goldman Sachs. La misura mira a ridurre i buffer di capitale richiesti, facilitando le attività di trading sui titoli di Stato.

  • Borsa di Milano stabile, occhi puntati sul Medio Oriente e sulla Fed; Iveco in calo

    Borsa di Milano stabile, occhi puntati sul Medio Oriente e sulla Fed; Iveco in calo

    La Borsa di Milano ha aperto con un leggero rialzo, ma ha presto perso slancio, mantenendosi sostanzialmente stabile in un contesto dominato dalla cautela degli investitori a causa dell’aggravarsi della crisi tra Israele e Iran.

    Aumentano le preoccupazioni per un possibile coinvolgimento militare degli Stati Uniti al fianco di Israele, alimentando i timori di un ampliamento del conflitto. Tuttavia, i mercati restano concentrati principalmente su eventuali impatti sulle infrastrutture strategiche e sui flussi di materie prime, che al momento non hanno subito danni rilevanti.

    I prezzi del petrolio, che ieri hanno registrato un’impennata di oltre il 4%, cercano ora un punto di stabilizzazione.

    Nel frattempo, l’attenzione si sposta anche sulla riunione di politica monetaria della Federal Reserve prevista per oggi. Con un mantenimento dei tassi ormai dato per certo, gli operatori guarderanno soprattutto agli aggiornamenti sulle previsioni economiche e monetarie della banca centrale statunitense.

    Alle 9:30 l’indice FTSE MIB segnava un lieve progresso dello 0,04%, riflettendo l’atteggiamento prudente degli investitori. I titoli bancari, positivi in avvio, hanno perso slancio nel corso della mattinata.

    Telecom Italia (BIT:TIT) guida i rialzi con un +0,7%, alla pari con Cucinelli (BIT:BC). Buone performance anche per Prysmian (BIT:PRY), favorita da un rialzo del target price da parte di Morgan Stanley, che lo ha portato a 60 euro da 57.

    In fondo al listino, Iveco perde l’1,8% in attesa di novità sul dossier relativo alla vendita della divisione difesa del gruppo, Iveco Defence Vehicles (IDV). A riguardo, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha dichiarato ieri che l’unità dovrebbe restare sotto controllo italiano, anche se la decisione finale spetta agli azionisti della società.

  • DAX, CAC, FTSE100 e le azioni europee scendono dopo il segnale di escalation del conflitto Iran/Israele da parte di Trump

    DAX, CAC, FTSE100 e le azioni europee scendono dopo il segnale di escalation del conflitto Iran/Israele da parte di Trump

    I mercati azionari europei, con il DAX, il CAC e il FTSE100, hanno registrato ribassi martedì dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha esortato gli abitanti di Teheran a “evacuare immediatamente”, segnalando una possibile escalation del conflitto.

    Inoltre, l’esercito israeliano ha dichiarato oggi di aver ucciso Ali Shadmani, identificato come capo di stato maggiore iraniano in tempo di guerra e definito il comandante militare più alto in grado.

    L’indice tedesco DAX è sceso dello 0,8%, il francese CAC 40 dello 0,6% e il FTSE 100 britannico dello 0,3%.

    RWS Holdings (LSE:RWS) è balzata del 6,5% dopo che la società specializzata in soluzioni di contenuto ha presentato una nuova strategia di crescita incentrata su sviluppo, integrazione tecnologica e soluzioni di intelligenza artificiale.

    Il rivenditore di moda online ASOS (LSE:ASC) ha perso l’1,1% dopo aver sostituito il proprio responsabile finanziario.

    Informa (LSE:INF), specializzata nell’organizzazione di eventi e nella pubblicazione di libri, è salita di quasi il 2% dopo aver confermato le previsioni per l’intero anno.

    Il colosso petrolifero BP Plc (LSE:BP.) è salito del 2,2%, mentre Shell (LSE:SHEL) è aumentata dell’1,2% grazie al forte rialzo dei prezzi del petrolio, che ha invertito il breve calo registrato lunedì.

  • I futures su Dow Jones, S&P e Nasdaq indicano un calo a causa delle rinnovate tensioni tra Israele e Iran

    I futures su Dow Jones, S&P e Nasdaq indicano un calo a causa delle rinnovate tensioni tra Israele e Iran

    I futures sui principali indici statunitensi — Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq — indicano un’apertura in calo martedì, con Wall Street pronta a una possibile correzione dopo il forte rimbalzo di lunedì.

    Gli investitori sembrano intenzionati a realizzare i profitti dopo i guadagni della sessione precedente, alimentati in parte dalla speranza di un de-escalation nel conflitto in corso tra Israele e Iran.

    Sebbene i primi rapporti avessero suggerito un possibile allentamento delle tensioni — scatenando il rally di lunedì — le preoccupazioni sono tornate dopo la notizia che il presidente Donald Trump ha lasciato anticipatamente il vertice del G7 per concentrarsi sulla situazione, aumentando i timori di un’ulteriore escalation.

    In un post su Truth Social, Trump ha chiarito il motivo della sua partenza, smentendo l’affermazione del presidente francese Emmanuel Macron secondo cui sarebbe andato a negoziare un cessate il fuoco.

    “He has no idea why I am now on my way to Washington, but it certainly has nothing to do with a Cease Fire,” ha detto Trump. “Much bigger than that.”

    La pressione sui mercati arriva anche in seguito ai dati economici deludenti del Dipartimento del Commercio, che ha riportato un calo delle vendite al dettaglio negli Stati Uniti superiore alle attese a maggio.

    Le vendite al dettaglio sono diminuite dello 0,9% il mese scorso, dopo un calo rivisto allo 0,1% ad aprile. Gli economisti prevedevano una diminuzione più contenuta dello 0,6% e si aspettavano invece un aumento dello 0,1% per aprile, anziché il lieve calo segnalato.

    Escludendo i concessionari di veicoli e parti — che hanno registrato un forte calo delle vendite — le vendite al dettaglio sono scese dello 0,3% a maggio, dopo essere rimaste stabili in aprile. Gli economisti avevano previsto un leggero aumento dello 0,1% al netto delle auto.

    Durante la sessione di lunedì, le azioni sono inizialmente salite per poi cedere parte dei guadagni, ma il mercato ha comunque registrato risultati solidi. Il forte rimbalzo ha quasi cancellato le pesanti perdite di venerdì, causate dall’intensificarsi delle tensioni dopo gli attacchi aerei israeliani contro l’Iran.

    Alla chiusura, tutti e tre gli indici principali hanno chiuso in territorio positivo: il Nasdaq è salito di 294,39 punti (1,5%) a 19.701,21, l’S&P 500 è avanzato di 56,14 punti (0,9%) a 6.033,11 e il Dow ha guadagnato 317,30 punti (0,8%) a 42.515,09.

    La forza iniziale di lunedì ha riflettuto il tentativo degli investitori di acquistare azioni a prezzi ridotti dopo il selloff della sessione precedente, scatenato dalle ostilità in Medio Oriente.

    Nonostante gli scontri continui durante il fine settimana, permane l’ottimismo sul fatto che il conflitto possa rimanere contenuto. Il Wall Street Journal ha citato funzionari mediorientali ed europei secondo cui l’Iran sta urgentemente segnalando la volontà di porre fine alle ostilità e riprendere i colloqui sul nucleare.

    “Despite a weekend of violence between the two countries, investors showed no signs of panicking, judging by movements in financial markets on Monday,” ha detto Russ Mould, direttore degli investimenti di AJ Bell.

    Ha aggiunto: “The Middle East conflict remains a fluid situation and there is the potential for markets to still experience sudden jolts if the tension escalates further.”

    Gli investitori guardano anche al prossimo vertice del G7 nelle Montagne Rocciose canadesi, dove i leader mondiali discuteranno i progressi commerciali prima della scadenza della pausa di 90 giorni imposta dal presidente Trump sui “tariff reciproci” all’inizio del prossimo mese.

    L’attenzione si rivolgerà anche al prossimo annuncio di politica monetaria della Federal Reserve. Sebbene si preveda che i tassi rimangano invariati, i trader cercheranno segnali nel comunicato e nelle previsioni degli ufficiali della Fed riguardo al futuro andamento dei tassi.

    Per quanto riguarda i settori, i titoli delle compagnie aeree hanno registrato una forte ripresa, con l’indice NYSE Arca Airline che è salito del 3,3% dopo diversi giorni di cali.

    Anche i titoli dei semiconduttori hanno mostrato performance solide, con l’indice Philadelphia Semiconductor in aumento del 3,0%.

    I settori hardware per computer, finanziario e telecomunicazioni hanno mostrato guadagni considerevoli, mentre i titoli farmaceutici e dei servizi petroliferi sono rimasti indietro, andando contro la tendenza del mercato.

  • Eni, joint venture paritaria con Petronas per attività in Malesia e Indonesia

    Eni, joint venture paritaria con Petronas per attività in Malesia e Indonesia

    Eni (BIT:ENI) e Petronas hanno firmato un accordo per una nuova joint venture che gestirà gli asset in Indonesia e Malesia attraverso una combinazione aziendale.

    In una nota, Eni spiega che la nuova società “sarà costituita e gestita come un’entità finanziariamente autosufficiente” e che le parti hanno concordato le valutazioni degli asset da trasferire alla nuova società, con una proporzione 50-50.

    Eni e Petronas, si legge nel comunicato, prevedono di firmare gli accordi definitivi entro la fine del quarto trimestre del 2025, a seguito del completamento della due diligence finanziaria.

    La nuova società garantirà nel medio termine una produzione sostenibile di 500 mila barili di petrolio equivalente al giorno (kboepd), principalmente di gas, e sarà in grado di valorizzare riserve complessive di circa 3 miliardi di barili di petrolio equivalente (boe) con un potenziale esplorativo di 10 miliardi di boe.

  • La Borsa di Milano scende per l’escalation delle tensioni in Medio Oriente, bene il petrolio, Stellantis

    La Borsa di Milano scende per l’escalation delle tensioni in Medio Oriente, bene il petrolio, Stellantis

    La Borsa di Milano è partita in calo dopo il rimbalzo di ieri, scossa come gli altri mercati europei dalle crescenti tensioni in Medio Oriente che stanno allontanando gli investitori dagli asset più rischiosi.

    Al contrario, gli scontri tra Israele e Iran stanno alimentando timori su una riduzione dell’offerta di petrolio, sostenendo così i prezzi del greggio.

    Intorno alle 10:10 l’indice Ftse Mib ha perso l’1,1%.

    L’indice bancario ha perso il 2,2%, con UniCredit (BIT:UCG) in calo del 2,7% e Mediobanca (BIT:MB) in flessione dell’1,1%. Anche altre banche europee hanno mostrato debolezza.

    La Borsa di Milano ha iniziato la seduta in calo dopo il rimbalzo di ieri, scossa come gli altri mercati europei dalle crescenti tensioni in Medio Oriente che stanno allontanando gli investitori dagli asset più rischiosi.

    Al contrario, gli scontri tra Israele e Iran stanno alimentando timori su una riduzione dell’offerta di petrolio, sostenendo i prezzi del greggio.

    Intorno alle 10:10 l’indice Ftse Mib ha perso l’1,1%.

  • Dow Jones, S&P, Nasdaq: i mercati reagiscono al conflitto Israele-Iran, ai dati sulle vendite al dettaglio USA e al cambio di rotta della Banca del Giappone

    Dow Jones, S&P, Nasdaq: i mercati reagiscono al conflitto Israele-Iran, ai dati sulle vendite al dettaglio USA e al cambio di rotta della Banca del Giappone

    I future sugli indici statunitensi sono scesi martedì a causa delle crescenti tensioni in Medio Oriente, dove i continui scontri tra Israele e Iran inducono gli investitori alla cautela. Sebbene persistano speranze per un cessate il fuoco, secondo quanto riportato, continuano i colloqui dietro le quinte, inclusa la possibilità di negoziati tra funzionari statunitensi e Teheran. Nel frattempo, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha lasciato anticipatamente il vertice del G7 in Canada, negando che la decisione sia collegata ai negoziati per un cessate il fuoco. Sul fronte economico, l’attenzione si concentra sui dati sulle vendite al dettaglio statunitensi attesi per la giornata, mentre la Banca del Giappone ha annunciato un rallentamento nella riduzione dei suoi acquisti mensili di obbligazioni a partire dal prossimo anno fiscale.

    Future in calo a causa dei rischi geopolitici

    Nella prima mattinata di martedì, i future del Dow Jones erano in calo di 330 punti (-0,8%), quelli dello S&P 500 scendevano dello 0,7% e quelli del Nasdaq 100 perdevano 157 punti (-0,7%). Questo dopo una giornata positiva a Wall Street lunedì, grazie a un allentamento delle preoccupazioni riguardanti gli scambi di attacchi aerei tra Israele e Iran, secondo gli analisti.

    I commenti di Trump al vertice del G7 hanno suscitato un cauto ottimismo su nuovi accordi commerciali, in particolare con il Canada, nonostante le continue tensioni legate ai dazi. Il Canada, importante fornitore di acciaio e alluminio agli Stati Uniti, è ancora soggetto a tariffe, ma sono in corso trattative che potrebbero portare a un nuovo accordo economico e di sicurezza entro un mese. Trump ha anche firmato un accordo commerciale con il Regno Unito che prevede una riduzione di alcuni dazi all’importazione, sebbene quelli su acciaio e alluminio restino controversi.

    Il conflitto in Medio Oriente si intensifica

    L’esercito israeliano ha annunciato numerosi attacchi contro obiettivi militari iraniani, tra cui depositi e siti di lancio di missili nell’Iran occidentale. Inoltre, le forze israeliane hanno dichiarato di aver ucciso un alto generale iraniano a Teheran durante la notte, anche se l’Iran non ha confermato l’accaduto. Secondo alcune fonti, funzionari statunitensi starebbero valutando l’avvio di colloqui sul nucleare con Teheran, nel tentativo di allentare le tensioni. Tuttavia, Teheran avrebbe posto come condizione che Israele interrompa i suoi attacchi aerei prima di accettare negoziati.

    Il presidente Trump ha mantenuto una linea dura, invitando i civili a evacuare Teheran e insistendo sul fatto che l’Iran non deve arricchire uranio, nonostante le rassicurazioni di Teheran secondo cui non punta alla costruzione di armi nucleari.

    Prezzi di petrolio e oro stabili

    I prezzi del petrolio hanno registrato un leggero aumento in mezzo alla crisi, mentre l’oro è rimasto stabile, continuando a fungere da bene rifugio in un contesto di incertezza geopolitica.

    L’uscita anticipata di Trump dal G7

    Trump ha lasciato il vertice del G7 in anticipo, negando che la sua partenza fosse legata ai negoziati per il cessate il fuoco, definendola invece dovuta a “qualcosa di molto più grande”. Prima della sua partenza, i leader del G7 hanno rilasciato una dichiarazione in cui invitano a una de-escalation del conflitto, riaffermando però il loro sostegno a Israele e condannando l’Iran come forza destabilizzante nella regione.

    L’attenzione si sposta sulle vendite al dettaglio negli Stati Uniti

    Gli investitori attendono ora i dati sulle vendite al dettaglio statunitensi di maggio, con gli economisti che prevedono un calo dello 0,5% su base mensile dopo un aumento dello 0,1% ad aprile. Nonostante le preoccupazioni per i dazi, la fiducia dei consumatori negli Stati Uniti è migliorata a giugno — il primo aumento da sei mesi — grazie in parte alle speranze di una riduzione delle tensioni commerciali con la Cina. Tuttavia, l’aumento dei rischi geopolitici e l’eventuale rialzo dei prezzi del petrolio potrebbero minacciare questo fragile ottimismo.

    La Banca del Giappone rallenta il tapering degli acquisti obbligazionari

    La Banca del Giappone ha mantenuto invariati i tassi d’interesse allo 0,5%, come previsto, e ha annunciato un piano per rallentare gradualmente la riduzione dei suoi acquisti mensili di obbligazioni a partire da aprile 2026, passando da 400 miliardi di yen a 200 miliardi per trimestre. Questo approccio prudente mira a sostenere l’economia limitando al contempo la volatilità del mercato, in un contesto già complicato dai dazi statunitensi.

    La decisione della BOJ arriva poco prima di una serie di importanti riunioni di banche centrali previste per questa settimana, inclusa l’attesa comunicazione della Federal Reserve americana mercoledì.