Author: Fiona Craig

  • DAX, CAC, FTSE100, Le azioni europee calano mentre gli investitori monitorano i dati sull’inflazione

    DAX, CAC, FTSE100, Le azioni europee calano mentre gli investitori monitorano i dati sull’inflazione

    I mercati azionari europei hanno registrato un lieve calo venerdì, mentre gli investitori hanno digerito i dati sui prezzi al consumo provenienti dalle principali economie della regione, in attesa dell’indicatore di inflazione preferito dalla Federal Reserve statunitense.

    Alle 08:10 GMT, il DAX tedesco è sceso dello 0,6%, il CAC 40 francese dello 0,7% e il FTSE 100 britannico dello 0,4%.

    Inflazione in Europa e negli Stati Uniti al centro dell’attenzione

    I dati pubblicati venerdì mattina hanno mostrato che i prezzi al consumo francesi sono aumentati leggermente meno del previsto in agosto, con un tasso di inflazione armonizzato del +0,8% su base annua, in calo rispetto al +0,9% di luglio. Il tasso di inflazione armonizzato a 12 mesi della Spagna è rimasto stabile al 2,7% in agosto. I dati tedeschi sull’inflazione sono attesi più tardi nella sessione, prima della lettura flash dell’eurozona per agosto prevista martedì prossimo.

    La Banca Centrale Europea ha mantenuto il tasso chiave al 2% durante la riunione di luglio, e i dati successivi hanno indicato che l’economia dell’eurozona rimane resiliente mentre l’inflazione si aggira vicino all’obiettivo del 2% della BCE. Gli esperti si aspettano che i tassi restino invariati anche a settembre, sebbene i verbali della riunione di luglio abbiano rivelato visioni divergenti sul probabile andamento dell’inflazione.

    Nel corso della giornata, l’attenzione si sposterà sul rapporto statunitense sui prezzi personali al consumo (PCE), indicatore preferito dalla Fed, che potrebbe fornire indicazioni sull’impatto dei recenti dazi statunitensi sui prezzi al consumo.

    Aggiornamenti societari

    In Europa, Rémy Cointreau (EU:RCO) ha alzato il limite inferiore delle sue previsioni annuali dopo che Stati Uniti e UE hanno concordato di dimezzare i dazi previsti su vini e liquori europei, alleviando la pressione sui guadagni del produttore francese di cognac. Il nuovo accordo commerciale, effettivo dal 1° agosto, ha ridotto i dazi al 15% rispetto al 30% inizialmente proposto.

    La società norvegese di costruzioni Af Gruppen (TG:AF8) ha riportato un forte aumento degli utili del secondo trimestre del 2025, mentre l’azienda immobiliare svedese Sagax (TG:A2876m) ha acquisito una quota del 10,8% in Retail Estates, con sede in Belgio (EU:RET).

    Prezzi del petrolio in lieve calo ma in aumento settimanale

    I futures sul petrolio hanno registrato un leggero calo, ma restano in rialzo settimanale, mentre i trader valutano l’incertezza sull’offerta russa e l’avvicinarsi della fine della stagione estiva di guida negli Stati Uniti.

    Alle 04:10 ET, il Brent è sceso dello 0,5% a 67,66 $ al barile, mentre i futures WTI sono calati dello 0,5% a 64,30 $ al barile. Entrambi i contratti sono in crescita settimanale di poco meno dell’1%, dopo i danni agli impianti di esportazione russi causati da attacchi ucraini e l’incertezza sulle trattative di pace tra il presidente russo Vladimir Putin e il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.

    Tuttavia, l’avvicinarsi della festività del Labor Day e la fine del picco della domanda estiva negli Stati Uniti hanno esercitato pressione sui prezzi. Su base mensile, Brent e WTI rimangono in calo di oltre il 6%, sostenuti dagli aumenti costanti della produzione da parte dei membri dell’OPEC.

    Questo contenuto è fornito esclusivamente a scopo informativo e non costituisce consulenza finanziaria, d’investimento o di altro tipo professionale. Non deve essere considerato come una raccomandazione all’acquisto o alla vendita di titoli o strumenti finanziari. Tutti gli investimenti comportano dei rischi, inclusa la possibilità di perdere il capitale investito. Le performance passate non sono indicative di risultati futuri. Si consiglia di effettuare le proprie ricerche e di consultare un consulente finanziario qualificato prima di prendere qualsiasi decisione di investimento.

  • L’oro si mantiene sopra i 3.400$ mentre crescono le attese per un taglio dei tassi; attenzione ai dati PCE

    L’oro si mantiene sopra i 3.400$ mentre crescono le attese per un taglio dei tassi; attenzione ai dati PCE

    I prezzi dell’oro hanno registrato un leggero calo venerdì in Asia, ma restano in rialzo per agosto, sostenuti dalle crescenti aspettative di un taglio dei tassi da parte della Federal Reserve a settembre.

    Gli investitori seguono con attenzione l’indice dei prezzi delle spese per consumi personali (PCE) negli Stati Uniti, la misura di inflazione preferita dalla Fed, per orientare le prossime mosse della banca centrale.

    Il dollaro ha perso terreno in attesa dei dati PCE e si prepara a chiudere il mese in calo, favorendo oro e altri metalli. L’oro spot è sceso dello 0,2% a 3.409,89$ l’oncia, mentre i futures sull’oro con scadenza ottobre hanno perso lo 0,1% a 3.469,92$/oz alle 01:48 ET (05:48 GMT).

    Guadagni di agosto sostenuti dalle attese di taglio dei tassi

    L’oro è salito del 3,7% ad agosto, avvicinandosi al massimo storico di aprile. Le aspettative di un taglio dei tassi della Fed sono state alimentate dai dati che indicano un rallentamento del mercato del lavoro statunitense.

    Il Presidente della Fed, Jerome Powell, ha riconosciuto il rallentamento del mercato del lavoro e ha indicato la possibilità di un taglio di 25 punti base a settembre. Tuttavia, Powell resta cauto riguardo a ulteriori allentamenti, citando i rischi inflazionistici derivanti dai dazi del Presidente Donald Trump.

    Le probabilità di un taglio dei tassi a settembre sono salite, con CME FedWatch che indica un 82,9% di possibilità per una riduzione di 25 punti base. Un dollaro più debole e le crescenti attese di taglio dei tassi hanno sostenuto i metalli, con l’indice del dollaro in calo di quasi il 2% nel mese.

    Platino e argento hanno superato l’oro, salendo rispettivamente del 5% e del 5,9%, poiché gli investitori puntano su prezzi relativamente scontati. Anche il rame è in rialzo: il LME ha segnato +0,6% a 9.889,50$ la tonnellata e il COMEX +0,6% a 4,5730$ la libbra, con entrambi i contratti in aumento tra il 2,7% e il 4,5% per agosto.

    I dati PCE guideranno le decisioni sui tassi

    Il report PCE di venerdì, in particolare il core PCE, sarà monitorato attentamente dalla Fed. L’inflazione headline PCE dovrebbe rimanere stabile, mentre il core PCE potrebbe salire leggermente a luglio, restando al di sopra dell’obiettivo annuale del 2% della Fed.

    Gli investitori guardano a possibili segnali di inflazione persistente, che potrebbero influenzare i piani della Fed sui tagli dei tassi. Il report di agosto potrà anche mostrare l’impatto inflazionistico dei dazi di Trump, entrati in vigore nel corso del mese.

    Questo contenuto è fornito esclusivamente a scopo informativo e non costituisce consulenza finanziaria, d’investimento o di altro tipo professionale. Non deve essere considerato come una raccomandazione all’acquisto o alla vendita di titoli o strumenti finanziari. Tutti gli investimenti comportano dei rischi, inclusa la possibilità di perdere il capitale investito. Le performance passate non sono indicative di risultati futuri. Si consiglia di effettuare le proprie ricerche e di consultare un consulente finanziario qualificato prima di prendere qualsiasi decisione di investimento.

  • I prezzi del petrolio calano tra il declino delle speranze di pace e i dazi USA sulle importazioni indiane

    I prezzi del petrolio calano tra il declino delle speranze di pace e i dazi USA sulle importazioni indiane

    I mercati del petrolio hanno registrato un calo durante la sessione asiatica di venerdì, dopo i rialzi del giorno precedente, mentre gli investitori valutavano le scarse prospettive di un accordo di pace tra Russia e Ucraina e l’impatto dei nuovi dazi statunitensi sull’India.

    Alle 21:52 ET (01:52 GMT), i futures sul Brent con scadenza ottobre hanno perso lo 0,8% a 68,10$ al barile, mentre i futures WTI sono scesi dello 0,7% a 64,14$ al barile.

    Giovedì entrambi i contratti erano saliti quasi dell’1%, ignorando le perdite iniziali dopo che i dati statunitensi hanno mostrato cali inferiori alle attese nelle scorte di greggio. Nonostante i guadagni a breve termine, entrambi i contratti registrano perdite mensili superiori al 6%, sotto pressione per l’aumento costante della produzione OPEC.

    Speranze di negoziati di pace in calo

    L’ottimismo per i colloqui tra Russia e Ucraina si è affievolito dopo che il Presidente Donald Trump ha esortato la scorsa settimana Vladimir Putin e Volodymyr Zelenskyy a incontrarsi direttamente prima di un eventuale summit trilaterale a Washington.

    Sebbene Trump abbia offerto garanzie di sicurezza senza impegnare truppe, non è stata fissata alcuna data o sede, e gli analisti vedono pochi progressi a breve termine. La Russia ha inoltre lanciato nuovi attacchi su Kyiv, colpendo edifici che ospitano la missione UE e il British Council.

    “La mancanza di progressi verso un accordo di pace significa che i rischi di sanzioni e dazi secondari continuano a pesare sul mercato del petrolio”, hanno osservato gli analisti di ING.

    Dazi USA sulle importazioni di petrolio indiano

    Come parte di uno sforzo più ampio per ridurre il commercio India-Russia durante il conflitto in Ucraina, gli Stati Uniti hanno imposto mercoledì un dazio aggiuntivo del 25% sulle importazioni indiane, portando il totale al 50% a partire dal 27 agosto.

    I raffinerie indiane hanno temporaneamente sospeso gli acquisti di petrolio russo, ma li hanno ripresi dopo l’applicazione dei dazi, suggerendo che le misure non hanno rallentato significativamente le importazioni. Gli analisti prevedono che i mercati monitoreranno attentamente i flussi di petrolio russo verso l’India nelle prossime settimane per valutarne l’impatto.

    Questo contenuto è fornito esclusivamente a scopo informativo e non costituisce consulenza finanziaria, d’investimento o di altro tipo professionale. Non deve essere considerato come una raccomandazione all’acquisto o alla vendita di titoli o strumenti finanziari. Tutti gli investimenti comportano dei rischi, inclusa la possibilità di perdere il capitale investito. Le performance passate non sono indicative di risultati futuri. Si consiglia di effettuare le proprie ricerche e di consultare un consulente finanziario qualificato prima di prendere qualsiasi decisione di investimento.

  • Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, Futures,I mercati attendono PCE USA, inflazione europea e fine dell’esenzione “de minimis”

    Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, Futures,I mercati attendono PCE USA, inflazione europea e fine dell’esenzione “de minimis”

    I futures statunitensi hanno leggermente perso terreno venerdì, in attesa della pubblicazione del principale indicatore di inflazione della Federal Reserve. Sono inoltre attesi dati sull’inflazione in Europa, mentre l’amministrazione Trump ha terminato l’esenzione “de minimis” sulle importazioni a basso valore.

    Focus sull’inflazione USA

    Gli investitori seguono con attenzione l’indice dei prezzi delle spese per consumi personali (PCE) statunitense, la misura preferita dalla Fed per monitorare l’inflazione. Gli analisti prevedono che il PCE core rimanga stabile allo 0,3% su base mensile, mantenendo il tasso annuo al 2,9%.

    I mercati temono che i dazi introdotti dal Presidente Donald Trump possano incidere sui prezzi al consumo, dopo le recenti sorprese nell’inflazione alla produzione. Lo scorso anno la Fed ha ridotto i tassi di un punto percentuale, ma quest’anno ha mantenuto la politica monetaria invariata, temendo che i dazi più elevati possano far risalire l’inflazione oltre l’obiettivo del 2%.

    Molti si aspettano un taglio di 25 punti base a settembre, sebbene le mosse successive restino incerte. Il Governatore della Fed Christopher Waller ha dichiarato giovedì di voler iniziare a ridurre i tassi il mese prossimo e di “aspettarsi pienamente” ulteriori tagli per portare il tasso della Fed più vicino a un livello neutrale. Waller e la Governatrice Michelle Bowman hanno entrambi dissentito dalla decisione di luglio di mantenere invariati i tassi a breve termine. Entrambi, nominati da Trump, sono considerati possibili successori del Presidente della Fed Jerome Powell, tra preoccupazioni dei mercati per la politicizzazione della banca centrale.

    All’inizio di questa settimana, Trump ha annunciato il licenziamento della Governatrice Lisa Cook per presunta frode ipotecaria, mossa che Cook definisce illegale e per la quale ha avviato un’azione legale.

    Futures USA in calo

    I futures statunitensi sono scesi leggermente, ma restano su livelli che indicano guadagni mensili solidi. Alle 03:20 ET, i futures sull’S&P 500 hanno perso 5 punti (-0,1%), i futures Nasdaq 100 35 punti (-0,1%) e i futures Dow 80 punti (-0,2%). Giovedì, l’S&P 500 ha chiuso in rialzo dello 0,3% a un massimo storico, il Nasdaq Composite +0,5% e il Dow +0,2%, anch’esso a un nuovo record. Ad agosto, i guadagni mensili sono stati robusti: Dow +3,4%, S&P 500 +2,6%, Nasdaq +2,8%.

    Gli investitori seguiranno anche i risultati di Ulta Beauty (NASDAQ:ULTA), Ambarella (NASDAQ:AMBA) e Affirm Holdings (NASDAQ:AFRM).

    Fine dell’esenzione “de minimis”

    Gli Stati Uniti hanno terminato il trattamento duty-free per pacchi inferiori a 800$, eliminando l’esenzione “de minimis”. Trump ha annunciato la revoca il 30 luglio, citando rischi di traffico di fentanyl.

    L’esenzione aveva favorito l’e-commerce transfrontaliero, con 1,36 miliardi di pacchi del valore di 64,6 miliardi di dollari nel 2024, di cui il 73% proveniente dalla Cina. Ora i consumatori USA potrebbero affrontare costi più alti, salvo che i venditori internazionali non assorbano i dazi.

    Inflazione europea sotto osservazione

    Oggi saranno diffusi i dati preliminari dei prezzi al consumo in Francia, Spagna e Germania. La BCE ha mantenuto il tasso chiave al 2% a luglio, confermando che l’inflazione nell’Eurozona è vicina all’obiettivo. I policymaker della BCE dovrebbero confermare i tassi a settembre, anche se i verbali di luglio hanno mostrato divisioni sulle prospettive dell’inflazione. La BCE ha osservato che questa incertezza “rimarrà una caratteristica chiave delle prospettive economiche globali e dell’area euro per un po’ di tempo”, sebbene il suo impatto rimanga dibattuto.

    Prezzi del petrolio

    Il petrolio è leggermente sceso, ma resta su un guadagno settimanale. Brent -0,7% a 67,54$/barile, WTI -0,7% a 64,12$/barile. I guadagni settimanali sono stati sostenuti dalle preoccupazioni per l’offerta russa e dalle trattative tra Putin e Zelensky ferme. La fine della stagione estiva negli USA e il Labor Day hanno frenato i prezzi. Entrambi i contratti registrano perdite mensili superiori al 6%, sotto pressione per l’aumento della produzione da parte dell’OPEC.

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  • Dow Jones, S&P, Nasdaq, Futures, Wall Street si prepara a volatilità in vista dei dati sull’inflazione

    Dow Jones, S&P, Nasdaq, Futures, Wall Street si prepara a volatilità in vista dei dati sull’inflazione

    I futures statunitensi indicano un’apertura per lo più piatta giovedì, segnalando un avvio tranquillo dopo il modesto rialzo delle ultime due sessioni. Gli investitori procedono con cautela mentre valutano i risultati societari e i prossimi indicatori economici.

    Le azioni di Nvidia (NASDAQ:NVDA) sono scese dello 0,3% nel pre-market. Sebbene il produttore di chip per l’IA abbia superato le aspettative del secondo trimestre, le vendite inferiori al previsto per i data center hanno moderato l’entusiasmo degli investitori.

    Ora tutti gli occhi sono puntati sul rapporto del Dipartimento del Commercio relativo a reddito e spesa personale di luglio, che includerà la misura preferita della Fed per l’inflazione core. Gli analisti prevedono un leggero aumento del tasso annuo di inflazione core al 2,9% rispetto al 2,8% di giugno, potenzialmente influenzando le aspettative sui tassi di interesse.

    Secondo il FedWatch Tool di CME Group, il mercato vede un’85,3% di probabilità che la Fed riduca i tassi di 25 punti base alla riunione di settembre.

    Dopo una sessione volatile martedì, le azioni hanno registrato guadagni moderati mercoledì. L’S&P 500 ha chiuso a un nuovo massimo storico, mentre il Dow Jones Industrial Average è salito di 147,16 punti, +0,3%, a 45.565,23. Il Nasdaq ha guadagnato 45,87 punti, +0,2%, a 21.590,14, e l’S&P 500 è avanzato di 15,46 punti, +0,2%, a 6.481,40.

    Nonostante i risultati di Nvidia, gli investitori hanno mantenuto un atteggiamento prudente, in attesa di ulteriori dati economici.

    I titoli energetici hanno guidato i guadagni grazie al rialzo del prezzo del petrolio. Il Philadelphia Oil Service Index è salito del 2,1% e l’NYSE Arca Oil Index dello 1,7%. Buone performance anche per i titoli dell’hardware per computer, con l’NYSE Arca Computer Hardware Index in crescita dell’1,3%.

    I settori software e telecom hanno registrato modesti rialzi, mentre i titoli delle società di intermediazione hanno perso terreno, riflettendo la cautela degli investitori in vista del rapporto cruciale sull’inflazione di venerdì.

    Questo contenuto è fornito esclusivamente a scopo informativo e non costituisce consulenza finanziaria, d’investimento o di altro tipo professionale. Non deve essere considerato come una raccomandazione all’acquisto o alla vendita di titoli o strumenti finanziari. Tutti gli investimenti comportano dei rischi, inclusa la possibilità di perdere il capitale investito. Le performance passate non sono indicative di risultati futuri. Si consiglia di effettuare le proprie ricerche e di consultare un consulente finanziario qualificato prima di prendere qualsiasi decisione di investimento.

  • DAX, CAC, FTSE100, Azioni europee contrastate dopo i risultati di Nvidia

    DAX, CAC, FTSE100, Azioni europee contrastate dopo i risultati di Nvidia

    I mercati europei hanno aperto prevalentemente in rialzo, per poi mostrare un andamento misto nel corso della giornata, con gli investitori che hanno reagito all’ultimo rapporto sugli utili di Nvidia (NASDAQ:NVDA). I titoli del Regno Unito hanno registrato una performance inferiore, penalizzati dai ribassi dei settori bancario e utility.

    Il CAC 40 francese ha guadagnato lo 0,4%, mentre il DAX tedesco è rimasto vicino alla parità e il FTSE 100 britannico ha perso lo 0,3%.

    I titoli tecnologici hanno ricevuto una spinta dalle prospettive positive di Nvidia, con rialzi per Infineon (TG:IFX) e ASM International (EU:ASM).

    Thyssenkrupp Nucera (TG:TKA), specialista tedesco di elettrolisi, è salito dopo essere stato scelto da Progressive Green Solutions in Australia come fornitore preferenziale di elettrolizzatori da 1,4 GW per il progetto Mid-West Green Iron.

    Il fornitore automobilistico Continental (TG:CON) è aumentato dopo l’annuncio della vendita della divisione ContiTech Original Equipment Solutions a Regent. Anche i produttori automobilistici BMW (TG:BMW), Volkswagen (TG:VOW3) e Mercedes Benz (TG:MBG) hanno registrato rialzi, dopo che i dati del settore hanno mostrato un aumento del 5,9% delle vendite di auto nuove in Europa a luglio. Anche le azioni del costruttore francese Renault sono aumentate.

    Pernod Ricard (EU:RI) ha superato le attese, salendo dopo aver riportato un calo organico annuo più contenuto del previsto, pari al 3%.

    Al contrario, la società britannica di servizi energetici Hunting (LSE:HTG) ha subito un calo significativo dopo che i risultati del primo semestre sono stati inferiori alle previsioni.

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  • Mercato di Milano apre in rialzo mentre MFE avanza dopo l’uscita di PPF da ProSieben

    Mercato di Milano apre in rialzo mentre MFE avanza dopo l’uscita di PPF da ProSieben

    Il mercato azionario italiano ha aperto in positivo, recuperando dalle perdite di ieri causate principalmente dal calo delle azioni bancarie. Oggi il settore finanziario sta riguadagnando terreno.

    Anche gli altri indici europei hanno registrato lievi rialzi, sostenuti da un andamento più calmo del mercato obbligazionario francese, che ha alleviato le preoccupazioni degli investitori sull’impatto della situazione politica in corso in Francia.

    Alle 9:20, l’indice FTSE MIB era in rialzo dello 0,65%.

    MFE (BIT:MFEA) ha attirato particolare attenzione dopo che il gruppo italiano ha acquisito il controllo del broadcaster tedesco ProSieben (TG:PSM), a seguito della decisione di PPF di vendere la propria partecipazione all’ex Mediaset. Le azioni di tipo A di MFE sono salite del 6,4%, mentre quelle di tipo B hanno guadagnato il 5,8%.

    Tra gli altri titoli in evidenza, ERG (BIT:ERG) ha guadagnato il 3,2% e Stellantis (BIT:STLAM) ha registrato un incremento del 2,7%. Anche il settore bancario italiano ha mostrato segnali positivi, con un rialzo dello 0,7%.

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  • Le vendite di Tesla in Europa crollano del 40% a luglio mentre BYD prende il comando

    Le vendite di Tesla in Europa crollano del 40% a luglio mentre BYD prende il comando

    Tesla Inc (NASDAQ:TSLA) ha visto le proprie vendite e la quota di mercato in Europa crollare drasticamente a luglio, secondo i dati dell’Associazione dei Costruttori Europei di Automobili (ACEA) pubblicati giovedì, nonostante la domanda complessiva di veicoli elettrici nella regione continui a crescere.

    La casa automobilistica cinese BYD Co (USOTC:BYDDY), inclusa per la prima volta nei dati mensili ACEA, ha superato Tesla, conquistando una quota maggiore di mercato.

    Secondo ACEA, le nuove immatricolazioni totali di Tesla nell’Unione Europea, nell’Associazione Europea di Libero Scambio e nel Regno Unito sono calate del 40,2% su base annua, a 8.837 unità. L’ACEA, che rappresenta 15 case automobilistiche europee, funge da principale organismo di lobbying e standardizzazione per l’industria automobilistica della regione.

    La quota di mercato di Tesla in Europa è scesa allo 0,8% dall’1,4% dell’anno precedente, mentre le vendite cumulative da gennaio a luglio sono diminuite del 33,6% rispetto allo stesso periodo del 2024.

    Il calo si è verificato nonostante le vendite totali di veicoli elettrici a batteria (BEV) in Europa siano aumentate del 33,6% a luglio. I BEV rappresentano ora circa il 15,6% del mercato, dietro ai veicoli a benzina con il 28,3% e agli ibridi con il 34,7%.

    I dati di luglio evidenziano le difficoltà persistenti di Tesla in Europa, di fronte alla crescente concorrenza di produttori locali e cinesi. BYD ha venduto 13.503 unità durante il mese, superando Tesla con una quota di mercato dell’1,2%. La popolarità dei modelli ibridi di BYD tra i clienti più attenti ai costi, unita al limitato impatto dei dazi europei sulle importazioni dalla Cina, ha contribuito alle performance di vendita.

    Il Model Y aggiornato di Tesla, lanciato all’inizio di quest’anno, ha avuto un impatto minimo sulle vendite, mentre i modelli EV concorrenti europei, sviluppati negli ultimi anni, hanno aumentato ulteriormente la concorrenza.

    La reputazione di Tesla in Europa ha subito contraccolpi, influenzata dal sostegno pubblico dell’amministratore delegato Elon Musk al Presidente degli Stati Uniti Donald Trump e dai suoi legami con un partito di estrema destra tedesco, che hanno provocato boicottaggi dei consumatori in Europa e negli Stati Uniti.

    Musk, durante la chiamata sugli utili del secondo trimestre alla fine di luglio, ha dichiarato che l’azienda sta affrontando “alcuni trimestri difficili”, con l’eliminazione dei crediti d’imposta per i veicoli elettrici negli Stati Uniti a peggiorare la situazione.

    Tuttavia, Musk ha sottolineato le priorità di crescita a lungo termine dell’azienda, indicando l’intelligenza artificiale, la guida autonoma e la robotica come motori futuri per Tesla.

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  • Il dollaro sotto pressione mentre aumentano le scommesse su un taglio dei tassi a settembre

    Il dollaro sotto pressione mentre aumentano le scommesse su un taglio dei tassi a settembre

    Il dollaro statunitense ha faticato a guadagnare terreno contro le principali valute giovedì, mentre i trader hanno aumentato le scommesse su un possibile taglio dei tassi da parte della Federal Reserve il prossimo mese, dopo le dichiarazioni del presidente della Fed di New York, John Williams, secondo cui tale mossa potrebbe avvenire.

    La valuta ha affrontato ulteriori pressioni a causa degli sforzi intensificati del presidente Donald Trump di influenzare la politica monetaria, incluso il tentativo di rimuovere la governatrice della Fed Lisa Cook e sostituirla con un alleato fedele.

    Anche dopo che il primo ministro francese ha convocato un voto di fiducia a sorpresa per il prossimo mese — ampiamente previsto per rovesciare il suo governo di minoranza — il dollaro è rimasto debole rispetto all’euro.

    L’indice del dollaro, che misura la valuta rispetto a sei principali partner, è rimasto stabile a 98,145 dopo due sessioni consecutive in calo. L’euro si è mantenuto vicino a $1,1640, mentre la sterlina è salita leggermente a $1,3505.

    Il dollaro è sceso dello 0,14% a 0,8015 franchi svizzeri e dello 0,19% a 147,11 yen.

    Il principale negoziatore commerciale giapponese, Ryosei Akazawa, ha cancellato all’ultimo minuto una visita a Washington giovedì, rinviando l’annuncio dei dettagli dell’impegno di investimento di 550 miliardi di dollari del Giappone negli Stati Uniti, legato all’accordo sui dazi. Un portavoce del governo ha spiegato che la decisione è stata presa dopo colloqui con i funzionari statunitensi, che hanno evidenziato punti da discutere ulteriormente “a livello amministrativo”.

    Riguardo alla politica monetaria, Williams ha dichiarato a CNBC mercoledì: “Ogni riunione è, dal mio punto di vista, viva.”

    Ha aggiunto: “I rischi sono più equilibrati. Dobbiamo solo vedere come si sviluppano i dati.”

    Gli investitori ora guardano agli indicatori economici chiave degli Stati Uniti in vista della riunione della Fed del 16-17 settembre, inclusi l’indice dei prezzi PCE di venerdì — la misura preferita dall’istituto centrale per l’inflazione — e il rapporto mensile sull’occupazione previsto una settimana dopo.

    I trader stanno prezzando circa l’89% di probabilità di un taglio dei tassi di 25 punti base a settembre e prevedono un allentamento cumulativo di 55 punti base entro la fine dell’anno, secondo i dati LSEG. Questo ha contribuito a spingere i rendimenti dei Treasury a due anni — i più sensibili alle aspettative di politica monetaria — ai livelli più bassi dal 1° maggio, aumentando la pressione sul dollaro.

    La spinta di Trump a nominare candidati “dovish” selezionati a mano nel comitato decisionale della Fed ha ulteriormente abbassato i rendimenti a breve termine. Tuttavia, il suo tentativo di rimuovere Cook potrebbe scatenare una lunga battaglia legale dopo che lei ha fatto causa per mantenere il suo incarico.

    Come hanno sottolineato gli analisti di DBS, “La questione cruciale riguarda se Trump possa rimuovere Cook prima di marzo,” quando i 12 presidenti delle banche della riserva devono essere rinnovati dal consiglio dei governatori.

    Hanno aggiunto: “In tal caso, Trump potrebbe installare i suoi candidati, più ‘dovish’, e di conseguenza, ‘un ritmo più aggressivo di taglio dei tassi — uno a ogni riunione o addirittura tagli jumbo — 50 punti base alla volta — potrebbe essere in vista.’”

    Nel trading offshore, il dollaro è sceso dello 0,03% a 7,1495 yuan. Il dollaro australiano si è mantenuto a $0,6507 dopo un aumento dello 0,4% nelle due sessioni precedenti, mentre il Bitcoin è salito dello 0,4% a circa $112.913.

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  • Prezzo dell’oro stabile vicino a 3.400$/oz mentre crescono le scommesse su un taglio dei tassi a settembre; attesi dati economici

    Prezzo dell’oro stabile vicino a 3.400$/oz mentre crescono le scommesse su un taglio dei tassi a settembre; attesi dati economici

    L’oro si è mantenuto vicino a un massimo di due settimane negli scambi asiatici di giovedì, sostenuto dalle crescenti aspettative di un possibile taglio dei tassi da parte della Federal Reserve a settembre, in mezzo alle tensioni tra il presidente Donald Trump e la banca centrale.

    Il prezzo spot si è avvicinato a 3.400$ l’oncia questa settimana, ma si è fermato appena sotto tale soglia, mentre il dollaro statunitense si rafforzava leggermente e i rendimenti dei Treasury si stabilizzavano.

    Le preoccupazioni sull’indipendenza della Fed hanno dominato l’attenzione del mercato, dopo il tentativo di Trump di rimuovere la governatrice Lisa Cook. Sia Cook sia la Fed hanno messo in dubbio la legalità della mossa, con Cook che ha anche segnalato possibili azioni legali per mantenere il proprio incarico.

    L’oro spot è sceso dello 0,2% a 3.389,96$/oz, mentre i futures sull’oro con scadenza ottobre sono saliti dello 0,4% a 3.445,32$/oz alle 01:37 ET (05:37 GMT).

    Crescono le scommesse su un taglio dei tassi a settembre

    Il tentativo di licenziare Cook ha aumentato i timori sull’autonomia della Fed, spingendo gli investitori a scommettere di più su un taglio dei tassi a settembre. Dopo i commenti della scorsa settimana del presidente della Fed Jerome Powell, che indicava la possibilità di una mossa simile, CME FedWatch mostra un’84,9% di probabilità per un taglio di 25 punti base, rispetto al 78,4% della settimana precedente.

    Powell ha osservato un certo rallentamento del mercato del lavoro, ma è rimasto cauto nel prendere impegni sui futuri cambiamenti dei tassi, citando l’incertezza sugli effetti inflazionistici delle politiche di Trump.

    Il calo del dollaro per le aspettative di taglio dei tassi ha sostenuto i metalli preziosi, anche se successivamente ha recuperato parte delle perdite.

    Il platino spot si è mantenuto stabile a 1.349,08$/oz, mentre l’argento spot è salito dello 0,3% a 38,6975$/oz. Tra i metalli industriali, i futures sul rame della London Metal Exchange sono saliti dello 0,3% a 9.789,60$/ton, mentre i futures sul rame COMEX sono scesi dello 0,2% a 4,4915$/lb. Tassi di interesse più bassi favoriscono generalmente i metalli riducendo il costo opportunità degli asset non fruttiferi.

    Attenzione ai prossimi dati economici statunitensi

    Gli investitori attendono ora diversi indicatori economici USA. La lettura rivista del PIL del secondo trimestre, prevista per giovedì, dovrebbe mostrare una crescita trimestre su trimestre del 3%.

    L’indicatore più seguito sarà l’indice dei prezzi PCE di luglio, previsto per venerdì. Come misura preferita dalla Fed per l’inflazione, dovrebbe mostrare prezzi stabili e al di sopra del target annuale del 2%, fornendo indicazioni sulle possibili mosse future di politica monetaria.

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