Author: Fiona Craig

  • Piazza Affari in lieve calo in attesa della Fed; Stellantis in rialzo, Tenaris in ribasso

    Piazza Affari in lieve calo in attesa della Fed; Stellantis in rialzo, Tenaris in ribasso

    Piazza Affari ha aperto leggermente più debole mercoledì, faticando a recuperare dalle perdite della sessione precedente. Gli operatori di mercato restano cauti in vista dell’annuncio chiave sui tassi di interesse della Federal Reserve statunitense previsto per più tardi nella giornata.

    Gli operatori prevedono in larga misura un taglio dei tassi di 25 punti base, sebbene persista la speculazione sulla possibilità che la Fed decida un’ulteriore riduzione alla luce dei dati deludenti sul mercato del lavoro negli Stati Uniti. Tutta l’attenzione è rivolta alle dichiarazioni del presidente Jerome Powell, che potrebbero fornire indicazioni sull’orientamento più ampio della politica monetaria della banca centrale.

    Alle 9:45, l’indice FTSE MIB segnava un calo dello 0,38%, con guadagni modesti nei settori industriale e sanitario compensati dalle perdite dei titoli energetici e bancari.

    Tra i principali protagonisti in rialzo, Stellantis (BIT:STLAM) e Diasorin (BIT:DIA) hanno registrato aumenti superiori al 2%, distinguendosi come leader della giornata. Al contrario, Tenaris (BIT:TEN) ha perso l’1,2% dopo che Piper Sandler ha declassato il titolo da “overweight” a “neutral”, citando la stabilizzazione dei prezzi nel settore negli ultimi mesi e il rischio politico in Argentina, mercato chiave per l’azienda.

    Anche le banche hanno mostrato debolezza, con Unicredit (BIT:UCG) e Monte dei Paschi (BIT:BMPS) in calo di circa un punto percentuale ciascuna.

    Il comparto del lusso ha mostrato risultati contrastanti: Brunello Cucinelli (BIT:BC) e Moncler (BIT:MONC) hanno registrato ribassi, mentre Salvatore Ferragamo (BIT:SFER) ha chiuso in rialzo.

    Nel frattempo, le azioni di MFE (BIT:MFEA) hanno subito un forte calo dopo che la controllata tedesca ProSiebenSat.1 ha ridotto le stime per il 2025, con le azioni di categoria A in calo del 5,1% e quelle di categoria B in flessione del 4,8%.

    Questo contenuto è fornito esclusivamente a scopo informativo e non costituisce consulenza finanziaria, d’investimento o di altro tipo professionale. Non deve essere considerato come una raccomandazione all’acquisto o alla vendita di titoli o strumenti finanziari. Tutti gli investimenti comportano dei rischi, inclusa la possibilità di perdere il capitale investito. Le performance passate non sono indicative di risultati futuri. Si consiglia di effettuare le proprie ricerche e di consultare un consulente finanziario qualificato prima di prendere qualsiasi decisione di investimento.

  • UniCredit illustra il piano di crescita organica della quota di mercato – Orcel

    UniCredit illustra il piano di crescita organica della quota di mercato – Orcel

    UniCredit (BIT:UCG) è pronta a presentare la propria strategia per incrementare la quota di mercato organica nei prossimi due trimestri, un piano temporaneamente sospeso a seguito del fallimento dell’accordo con Banco BPM.

    Il CEO Andrea Orcel ha discusso l’aggiornamento durante un recente evento, sottolineando la solida posizione patrimoniale della banca. Ha evidenziato che il capitale in eccesso si attesta attualmente tra 10 e 11,5 miliardi di euro, di cui fino a 7,5 miliardi destinati a partecipazioni strategiche e all’internalizzazione delle operazioni assicurative.

    Orcel ha inoltre ribadito l’impegno di UniCredit nel restituire valore agli azionisti, confermando una distribuzione complessiva di 9,5 miliardi di euro quest’anno tramite una combinazione di dividendi in contanti e programmi di riacquisto di azioni.

    Questo contenuto è fornito esclusivamente a scopo informativo e non costituisce consulenza finanziaria, d’investimento o di altro tipo professionale. Non deve essere considerato come una raccomandazione all’acquisto o alla vendita di titoli o strumenti finanziari. Tutti gli investimenti comportano dei rischi, inclusa la possibilità di perdere il capitale investito. Le performance passate non sono indicative di risultati futuri. Si consiglia di effettuare le proprie ricerche e di consultare un consulente finanziario qualificato prima di prendere qualsiasi decisione di investimento.

  • Il dollaro risale dai minimi di due mesi in attesa della decisione della Fed; sterlina in calo

    Il dollaro risale dai minimi di due mesi in attesa della decisione della Fed; sterlina in calo

    Il dollaro statunitense ha guadagnato leggermente mercoledì mentre gli investitori si preparavano alla prevista decisione sui tassi di interesse della Federal Reserve, rimanendo però sotto pressione dopo le perdite recenti.

    Alle 04:10 ET (08:10 GMT), il Dollar Index, che misura il dollaro rispetto a sei principali valute, segnava un aumento dello 0,2% a 96,442, dopo un calo dello 0,7% registrato martedì, il livello più basso da inizio luglio.

    Attenzione alla Fed

    Si prevede che la Federal Reserve riduca il tasso di riferimento di 25 punti base, portandolo a un intervallo del 4,00%-4,25% al termine della riunione di politica monetaria. Gli investitori seguono con attenzione i commenti del presidente della Fed Jerome Powell per capire la strategia futura sui tassi.

    La Fed pubblicherà anche il “dot plot” aggiornato, che mostra le previsioni dei membri sui prossimi movimenti dei tassi. Gli analisti di ING hanno osservato: “Il dollaro è in calo prima di questo evento, ma ci sono alcuni rischi. Ad esempio, potremmo vedere un lieve rialzo dei tassi statunitensi a breve termine e un temporaneo aumento del dollaro se il dot plot della Fed continuerà a mostrare solo 50 punti base di tagli quest’anno, rispetto ai 70 punti attualmente scontati.”

    Euro e sterlina in leggero calo

    In Europa, l’euro è sceso dello 0,2% a 1,1841 contro il dollaro, dopo aver raggiunto un massimo quadriennale nella sessione precedente. L’inflazione dei consumatori nell’area euro ad agosto dovrebbe segnare un incremento annuo del 2,1%, leggermente superiore al 2,0% di luglio ma in linea con l’obiettivo della BCE.

    La Banca Centrale Europea ha recentemente lasciato invariati i tassi, ma ha segnalato incertezze legate al commercio, ai costi energetici e alla volatilità dei tassi di cambio, lasciando aperta la possibilità di interventi futuri. Gli analisti di ING hanno aggiunto: “Ci aspettiamo una buona domanda di EUR/USD in caso di ritracciamento correttivo nell’area 1,1750/1,1780 durante la conferenza stampa di Powell. La stagionalità ora sfavorisce il dollaro, soprattutto tra novembre e dicembre, e 1,1910 appare come resistenza finale prima di raggiungere 1,20.”

    Il GBP/USD è salito dello 0,1% a 1,3636 dopo che l’inflazione nel Regno Unito è rimasta al 3,8% ad agosto, quasi il doppio dell’obiettivo della Bank of England, indicando che la politica monetaria probabilmente resterà invariata nella riunione di giovedì.

    Altre valute principali

    L’USD/JPY è aumentato dello 0,1% a 146,62, recuperando parte delle perdite di martedì. Il deficit commerciale giapponese ad agosto si è ridotto meno del previsto, con esportazioni in calo meno delle stime, sebbene la domanda interna resti debole. La Bank of Japan dovrebbe mantenere i tassi invariati.

    L’USD/CNY è sceso dello 0,1% a 7,1095, con lo yuan sostenuto dalle misure di stimolo in corso a Pechino, raggiungendo livelli mai visti da novembre 2024. L’AUD/USD è sceso dello 0,2% a 0,6671, registrando un ritracciamento rispetto ai guadagni delle sessioni precedenti.

    Questo contenuto è fornito esclusivamente a scopo informativo e non costituisce consulenza finanziaria, d’investimento o di altro tipo professionale. Non deve essere considerato come una raccomandazione all’acquisto o alla vendita di titoli o strumenti finanziari. Tutti gli investimenti comportano dei rischi, inclusa la possibilità di perdere il capitale investito. Le performance passate non sono indicative di risultati futuri. Si consiglia di effettuare le proprie ricerche e di consultare un consulente finanziario qualificato prima di prendere qualsiasi decisione di investimento.

  • Il petrolio si mantiene vicino al massimo di due settimane in attesa della decisione della Fed

    Il petrolio si mantiene vicino al massimo di due settimane in attesa della decisione della Fed

    I prezzi del petrolio sono rimasti stabili nei mercati asiatici mercoledì, dopo un aumento nelle ultime sedute per le preoccupazioni legate a possibili interruzioni della produzione russa, mentre i trader attendevano l’esito della riunione della Federal Reserve statunitense.

    I futures sul Brent per novembre sono scesi leggermente a 68,39 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate è a 64,09 dollari al barile (21:48 ET / 01:48 GMT). I dati industriali statunitensi hanno mostrato un calo maggiore del previsto delle scorte, pari a 3,2 milioni di barili nella settimana terminata il 12 settembre, secondo l’American Petroleum Institute, un indicatore spesso confermato dai dati ufficiali del governo.

    I mercati prevedono un probabile taglio dei tassi di 25 punti base da parte della Fed, con alcune speculazioni su una riduzione di 50 punti. Tassi più bassi sostengono solitamente il petrolio, favorendo l’attività economica e la domanda di carburante, anche se le preoccupazioni per l’inflazione persistente limitano aspettative di interventi aggressivi.

    I rischi geopolitici supportano ulteriormente i prezzi del petrolio. Gli attacchi ucraini alle infrastrutture energetiche russe hanno aumentato i timori di vincoli nell’offerta, mentre le proposte di dazi statunitensi sulle esportazioni di greggio dalla Russia potrebbero stringere ulteriormente i mercati.

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  • L’oro scende dai massimi storici in attesa della Fed

    L’oro scende dai massimi storici in attesa della Fed

    I prezzi dell’oro hanno registrato un lieve calo nel trading asiatico di mercoledì, con gli investitori cauti in vista della decisione sui tassi d’interesse e delle indicazioni di politica monetaria della Federal Reserve, previste più tardi nella giornata.

    L’oro spot è sceso dello 0,4% a $3.673,38 l’oncia alle 02:40 ET (06:40 GMT), dopo aver raggiunto il massimo storico di $3.702,95 martedì. I future sul dicembre negli Stati Uniti hanno seguito la stessa tendenza, cedendo lo 0,4% a $3.710,77 l’oncia.

    Si prevede un taglio dei tassi

    Il mercato sconta una riduzione di 25 punti base del tasso sui fondi federali, portandolo nella fascia 4,00%-4,25%. Ora l’attenzione è sul “dot plot” aggiornato e sui commenti del presidente Jerome Powell, mentre gli investitori cercano segnali sui futuri tagli nel 2026. Tassi più bassi tendono a sostenere l’oro riducendo il costo opportunità, indebolendo il dollaro e rafforzandone il ruolo di bene rifugio.

    “Continued concerns over the Fed’s independence will also remain the focus for the global market looking ahead,” hanno osservato gli analisti di ING. L’indice del dollaro USA si è mantenuto vicino ai minimi di 11 settimane, fornendo ulteriore supporto al metallo.

    L’oro ha registrato un rialzo superiore al 40% quest’anno a causa delle tensioni commerciali, dell’incertezza geopolitica in Medio Oriente e Ucraina e degli acquisti delle banche centrali, hanno aggiunto gli analisti.

    Altri metalli in calo

    Gli altri metalli preziosi e industriali hanno mostrato ribassi. I future sull’argento hanno perso l’1,5% a $42,26 l’oncia, il platino è sceso dello 0,3% a $1.400,60 l’oncia, il rame a Londra è calato dello 0,5% a $10.084,20 la tonnellata, mentre il rame USA ha ceduto lo 0,7% a $4,67 la libbra.

    Questo contenuto è fornito esclusivamente a scopo informativo e non costituisce consulenza finanziaria, d’investimento o di altro tipo professionale. Non deve essere considerato come una raccomandazione all’acquisto o alla vendita di titoli o strumenti finanziari. Tutti gli investimenti comportano dei rischi, inclusa la possibilità di perdere il capitale investito. Le performance passate non sono indicative di risultati futuri. Si consiglia di effettuare le proprie ricerche e di consultare un consulente finanziario qualificato prima di prendere qualsiasi decisione di investimento.

  • Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, Futures, Mercati cauti in attesa della decisione della Fed; in arrivo i risultati di General Mills

    Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street, Futures, Mercati cauti in attesa della decisione della Fed; in arrivo i risultati di General Mills

    I futures statunitensi sono rimasti per lo più stabili mercoledì, mentre gli investitori aspettano la decisione chiave sui tassi d’interesse della Federal Reserve. Sebbene la maggior parte dei partecipanti al mercato si aspetti un taglio dei costi di prestito, rimane incertezza sull’entità e sulle prospettive economiche della Fed. Nel frattempo, l’inflazione nel Regno Unito è rimasta stabile e il leader dei prodotti alimentari confezionati General Mills (NYSE:GIS) si prepara a pubblicare i risultati del primo trimestre.

    Futures poco mossi

    Alle 03:30 ET, i futures sul Dow, S&P 500 e Nasdaq 100 erano per lo più invariati, con il Nasdaq 100 in lieve aumento di 19 punti, pari allo 0,1%. Gli indici principali di Wall Street avevano chiuso in calo nella sessione precedente, e il dollaro statunitense è sceso a nuovi minimi annuali, segnalando cautela prima dell’annuncio della Fed.

    Tra le notizie aziendali, le azioni Nvidia (NASDAQ:NVDA) hanno perso terreno dopo rapporti di debole domanda per il suo nuovo chip AI in Cina. Al contrario, Oracle (NYSE:ORCL) ha guadagnato terreno tra le speculazioni che la società faccia parte di un consorzio che manterrà in funzione le operazioni statunitensi di TikTok nell’ambito di un accordo quadro USA-Cina.

    Decisione sui tassi Fed sotto i riflettori

    La Federal Reserve dovrebbe ridurre i tassi al termine della sua riunione politica di due giorni. I mercati prevedono un taglio di almeno 25 punti base dall’attuale intervallo 4,25%-4,5%, sebbene alcuni trader considerino possibile un taglio maggiore di 50 punti base.

    I segnali di un mercato del lavoro statunitense in indebolimento sono bilanciati da un’inflazione persistente, creando una situazione delicata per i decisori. Le proiezioni aggiornate della Fed, note come “dot plot”, e i commenti del presidente Jerome Powell saranno attentamente monitorati per capire la direzione della politica monetaria futura.

    “Inflation remains above target and tariffs are likely to keep it elevated in the near term, but the balance of risks are tilted towards the need for more support for the economy,” hanno commentato gli analisti di ING.

    Inflazione UK stabile ad agosto

    L’inflazione dei prezzi al consumo nel Regno Unito è rimasta al 3,8% in agosto, quasi il doppio del target a medio termine della Bank of England del 2%. Il tasso mensile è salito dello 0,3%, più rapidamente dello 0,1% di luglio, mentre l’inflazione core, che esclude alimenti ed energia, è cresciuta dello 0,3% mese su mese e del 3,6% su base annua. I dati suggeriscono che la Bank of England manterrà probabilmente i tassi invariati nella riunione di giovedì.

    In arrivo i risultati di General Mills

    General Mills pubblicherà i risultati prima dell’apertura del mercato statunitense. Gli investitori osserveranno le vendite e le previsioni future, considerando che tariffe e incertezze economiche potrebbero limitare la spesa dei consumatori. Gli analisti prevedono un utile per azione rettificato di $0,82 e un fatturato netto di $4,52 miliardi per il primo trimestre. Le azioni del produttore di Chex e Nature Valley hanno perso circa il 22% dall’inizio dell’anno.

    Aggiornamento materie prime

    I prezzi dell’oro hanno leggermente corretto dai massimi storici, con l’oro spot in calo dello 0,6% a $3.667,61 l’oncia alle 03:30 ET, dopo aver raggiunto $3.702,95 martedì. I futures statunitensi di dicembre sono scesi dello 0,6% a $3.704,20/oz.

    I prezzi del petrolio sono anch’essi scesi leggermente, cedendo parte dei guadagni della sessione precedente, a causa dei timori di possibili interruzioni della produzione russa. Brent e WTI avevano registrato un rialzo superiore all’1% martedì, trainati in parte dai timori legati agli attacchi con droni ucraini su porti e raffinerie chiave.

    Questo contenuto è fornito esclusivamente a scopo informativo e non costituisce consulenza finanziaria, d’investimento o di altro tipo professionale. Non deve essere considerato come una raccomandazione all’acquisto o alla vendita di titoli o strumenti finanziari. Tutti gli investimenti comportano dei rischi, inclusa la possibilità di perdere il capitale investito. Le performance passate non sono indicative di risultati futuri. Si consiglia di effettuare le proprie ricerche e di consultare un consulente finanziario qualificato prima di prendere qualsiasi decisione di investimento.

  • DAX, CAC, FTSE100, Le azioni europee salgono leggermente in attesa della decisione della Fed; inflazione UK stabile al 3,8%

    DAX, CAC, FTSE100, Le azioni europee salgono leggermente in attesa della decisione della Fed; inflazione UK stabile al 3,8%

    Le borse europee hanno registrato un lieve rialzo mercoledì mentre gli investitori si posizionavano in vista dell’annuncio di politica monetaria della Federal Reserve statunitense e della pubblicazione dei dati sull’inflazione regionale.

    Alle 07:05 GMT, il DAX tedesco è salito dello 0,5%, il CAC 40 francese dello 0,3% e il FTSE 100 del Regno Unito dello 0,1%.

    Mercati concentrati sulla Fed

    L’attenzione dei mercati globali, comprese le azioni europee, è rivolta alla conclusione della riunione biennale della Fed in programma più tardi oggi. La banca centrale è ampiamente attesa a ridurre i tassi di interesse, un fattore che ha sostenuto generalmente gli asset più rischiosi.

    I responsabili politici forniranno anche indicazioni sull’evoluzione dei tassi nel prossimo anno e pubblicheranno il riepilogo trimestrale delle proiezioni economiche. I mercati prevedono con quasi certezza un taglio di 25 punti base, portando il tasso di riferimento al 4,00%-4,25%. Gli investitori si aspettano ulteriori allentamenti, per un totale di circa 150 punti base entro la fine del prossimo anno.

    “Le borse azionarie continuano a salire grazie a un mix di fiducia imprenditoriale resiliente e prospettive di tassi di interesse più bassi,” hanno osservato gli analisti di ING.

    Inflazione regionale sotto i riflettori

    Oltre alla decisione della Fed, gli investitori monitoreranno anche i dati sull’inflazione nell’eurozona. Il CPI di agosto è previsto in aumento del 2,1% su base annua, leggermente sopra il 2,0% di luglio, e vicino all’obiettivo della BCE. La banca centrale ha lasciato i tassi invariati la scorsa settimana, ma ha lasciato aperta la possibilità di futuri tagli a fronte di incertezze su commercio, prezzi energetici e tassi di cambio.

    Nel Regno Unito, l’inflazione è rimasta stabile al 3,8% annuo ad agosto, quasi il doppio del target della Bank of England, suggerendo che la politica monetaria rimarrà invariata giovedì.

    Visita di Trump nel Regno Unito

    Il presidente statunitense Donald Trump è in visita di Stato nel Regno Unito, trascorrendo del tempo a Windsor Castle con Re Carlo e Regina Camilla, prima di incontrare il Primo Ministro Keir Starmer giovedì.

    Durante la visita, GSK (LSE:GSK) ha annunciato un investimento di almeno 30 miliardi di dollari negli Stati Uniti in ricerca, sviluppo e produzione nei prossimi cinque anni. L’investimento comprende 1,2 miliardi di dollari destinati alla produzione avanzata, all’intelligenza artificiale e alle tecnologie digitali avanzate per creare “strutture e laboratori biofarmaceutici di nuova generazione,” ha dichiarato l’azienda.

    Nel frattempo, Nestlé (BIT:1NESN) ha annunciato che il presidente Paul Bulcke lascerà prima del previsto, cedendo la leadership all’ex CEO di Inditex Pablo Isla. La notizia accelera un periodo di cambiamenti significativi nella gestione del gruppo svizzero, produttore di KitKat e Nescafé.

    Il petrolio scende dai massimi di due settimane

    I futures sul petrolio sono leggermente calati mercoledì, restituendo parte dei guadagni della sessione precedente a causa delle preoccupazioni sulle possibili interruzioni della produzione russa.

    Alle 03:05 ET, il Brent è sceso dello 0,2% a 68,33 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate è calato dello 0,2% a 64,39 dollari al barile. Entrambi i benchmark avevano guadagnato oltre l’1% martedì, raggiungendo massimi di due settimane, per timori legati a possibili interruzioni delle esportazioni russe dopo attacchi con droni ucraini su porti e raffinerie chiave.

    I dati dell’industria petrolifera statunitense hanno inoltre indicato un calo inatteso di 3,2 milioni di barili nelle scorte nella settimana fino al 12 settembre, secondo l’American Petroleum Institute. I dati ufficiali sulle scorte sono attesi più tardi mercoledì.

    Questo contenuto è fornito esclusivamente a scopo informativo e non costituisce consulenza finanziaria, d’investimento o di altro tipo professionale. Non deve essere considerato come una raccomandazione all’acquisto o alla vendita di titoli o strumenti finanziari. Tutti gli investimenti comportano dei rischi, inclusa la possibilità di perdere il capitale investito. Le performance passate non sono indicative di risultati futuri. Si consiglia di effettuare le proprie ricerche e di consultare un consulente finanziario qualificato prima di prendere qualsiasi decisione di investimento.

  • Dow Jones, S&P, Nasdaq, Futures, Wall Street potrebbe registrare volatilità prima della riunione della Fed

    Dow Jones, S&P, Nasdaq, Futures, Wall Street potrebbe registrare volatilità prima della riunione della Fed

    I futures statunitensi indicano un avvio sostanzialmente stabile martedì, mentre gli operatori attendono segnali dopo una seduta che si era conclusa in territorio positivo.

    Gli investitori adottano un atteggiamento cauto in vista della riunione di politica monetaria biennale della Federal Reserve. La banca centrale è ampiamente attesa a un taglio dei tassi di 25 punti base, ma i partecipanti al mercato analizzeranno attentamente il comunicato della Fed e le previsioni economiche aggiornate per capire l’orientamento dei futuri cambiamenti dei tassi.

    Secondo il FedWatch Tool del CME Group, vi è una probabilità del 96,0% di un taglio di un quarto di punto e una possibilità del 4,0% di un taglio di mezzo punto. Sono previsti ulteriori tagli di 25 punti base a ottobre e dicembre, anche se il presidente della Fed Jerome Powell dovrebbe sottolineare che ulteriori mosse dipenderanno dai dati economici in arrivo.

    I futures sono rimasti sostanzialmente invariati anche dopo che il Dipartimento del Commercio ha riportato vendite al dettaglio in agosto più forti del previsto. Le vendite al dettaglio sono aumentate dello 0,6%, in linea con il rialzo rivisto di luglio, rispetto alle stime dello 0,2%.

    Lunedì, i principali indici hanno esteso il loro slancio rialzista: il Nasdaq ha chiuso a 22.348,75 punti, +207,65 punti (+0,9%), l’S&P 500 a 6.615,28 punti, +30,99 punti (+0,5%). Il Dow ha guadagnato 49,23 punti (+0,1%) a 45.883,45 punti.

    L’ottimismo del mercato è stato sostenuto dai commenti del presidente Donald Trump sui colloqui commerciali tra Stati Uniti e Cina. Su Truth Social, Trump ha dichiarato che i colloqui “have gone VERY WELL!” e ha aggiunto che “a deal was also reached on a ‘certain’ company that young people in our Country very much wanted to save,” riferendosi a TikTok. Ha anche precisato che parlerà con il presidente cinese Xi Jinping venerdì, definendo la relazione bilaterale “a very strong one.”

    Gli investitori guardano attentamente la Fed, con attese di almeno un taglio di 25 punti base supportate da segnali di inflazione contenuta e di un mercato del lavoro in indebolimento.

    I settori tecnologici hanno registrato le migliori performance lunedì. L’Indice NYSE Arca Computer Hardware è salito del 2,5% chiudendo a un massimo storico, mentre l’Indice NYSE Arca Networking è aumentato del 2,3%. Anche oro, acciaio e software hanno mostrato forza, mentre compagnie aeree, servizi petroliferi e titoli immobiliari hanno registrato ribassi.

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  • DAX, CAC, FTSE100, Borse europee in calo, dollaro debole in attesa della decisione della Fed

    DAX, CAC, FTSE100, Borse europee in calo, dollaro debole in attesa della decisione della Fed

    Le azioni europee hanno chiuso per lo più in ribasso martedì, mentre il dollaro statunitense è scivolato ai minimi da oltre due mesi. Gli investitori guardano alla riunione di due giorni della Federal Reserve che inizia oggi, con il mercato che sconta ampiamente un taglio dei tassi di 25 punti base.

    Sul fronte macroeconomico, gli ultimi dati del Regno Unito hanno mostrato un tasso di disoccupazione stabile al 4,7% nei tre mesi fino a luglio, secondo l’Ufficio nazionale di statistica. La crescita salariale è rallentata leggermente: le retribuzioni medie al netto dei bonus sono salite del 4,8%, contro il 5,0% del periodo precedente, in linea con le attese. L’occupazione retribuita in agosto è diminuita di 127.000 unità rispetto all’anno precedente e di 8.000 rispetto a luglio, attestandosi a 30,3 milioni.

    Tra i principali indici europei, il DAX tedesco è sceso dello 0,7%, il FTSE 100 di Londra ha perso lo 0,3% e il CAC 40 francese ha ceduto lo 0,1%.

    Sul fronte societario, Trustpilot (LSE:TRST) è balzata a Londra dopo aver registrato una solida crescita dei ricavi e della redditività nel primo semestre 2025, annunciando anche un nuovo programma di riacquisto di azioni. Anglo American (LSE:AAL) è avanzata dopo aver firmato un accordo definitivo con la cilena Codelco per coordinare le attività nei siti di Los Bronces e Andina. Anche Hochschild Mining (LSE:HOC) ha guadagnato terreno dopo aver nominato Cassio Diedrich nuovo Chief Operating Officer.

    Al contrario, la società di recruiting SThree (LSE:STEM) ha registrato un forte calo dopo aver previsto un utile ante imposte annuo ben al di sotto delle aspettative di mercato.

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  • Il dollaro scende in attesa della riunione Fed e dei dati sulle vendite al dettaglio; euro in rialzo

    Il dollaro scende in attesa della riunione Fed e dei dati sulle vendite al dettaglio; euro in rialzo

    Il dollaro statunitense è sceso a un minimo di due mesi martedì, mentre gli investitori si preparano alla prossima decisione della Federal Reserve e alla pubblicazione dei dati sulle vendite al dettaglio di agosto.

    Alle 04:25 ET (08:25 GMT), il Dollar Index, che misura il dollaro rispetto a sei valute principali, è calato dello 0,2% a 96,727, il livello più basso da luglio.

    Il dollaro inizia la settimana “debole”

    Si prevede che la Fed taglierà i tassi di interesse di 25 punti base al termine della riunione di mercoledì, dopo che recenti dati hanno evidenziato debolezza nel mercato del lavoro statunitense e un aumento dell’inflazione ad agosto inferiore alle attese.

    “Il dollaro ha iniziato la settimana sul lato debole,” hanno dichiarato gli analisti di ING. “Ciò può riflettere in parte un posizionamento anticipato in vista del taglio dei tassi della Fed di domani sera. Ma dipenderà anche dal contesto esterno favorevole.”

    Secondo CME FedWatch, i trader vedono una probabilità del 96,4% per un taglio di 25 punti base e del 3,6% per una riduzione più ampia di 50 punti. Gli investitori seguiranno inoltre da vicino i dati sulle vendite al dettaglio, alla ricerca di segnali sulla solidità dei consumatori statunitensi, alla luce dell’incertezza derivante dalle politiche commerciali dell’amministrazione Trump.

    “L’odierna pubblicazione dei dati sui prezzi delle importazioni sarà attentamente esaminata per capire chi assorbe il costo dei dazi. Gli esportatori verso gli USA stanno riducendo i prezzi, o le aziende statunitensi stanno assorbendo i costi tramite margini o trasferendoli ai consumatori?” hanno aggiunto gli analisti di ING.

    Euro in rialzo

    EUR/USD è salito dello 0,3% a 1,1794, in attesa dei dati sul sentiment economico ZEW in Germania per settembre.

    “Questi dati potrebbero salire sulla scia dell’ambiente azionario positivo visto quest’estate, ma difficilmente saranno determinanti sul mercato,” ha osservato ING. “EUR/USD è piuttosto vicino alla resistenza a 1,1800/1,1830. Il trigger più probabile per una rottura sarebbe la Fed di domani sera – ma vedremo se accadrà prima.”

    GBP/USD è salito dello 0,2% a 1,3630, raggiungendo un massimo di due mesi contro il dollaro. I dati hanno mostrato che il tasso di disoccupazione nel Regno Unito è rimasto vicino al picco di quattro anni, al 4,7% nei tre mesi fino a luglio, mentre la crescita salariale, esclusi i bonus, è scesa al 4,8% nei tre mesi fino a giugno.

    La Bank of England dovrebbe mantenere invariati i tassi giovedì, dopo cinque tagli nell’ultimo anno.

    “Continuiamo a preferire un taglio dei tassi a novembre, ma un improvviso aumento dell’inflazione domani (non dovuto a categorie volatili) probabilmente ci farebbe cambiare idea,” hanno aggiunto gli analisti di ING.

    Lo yen si rafforza in vista della BOJ

    USD/JPY è sceso dello 0,5% a 146,73, con lo yen in recupero dopo un lungo fine settimana. La Bank of Japan si riunirà venerdì e dovrebbe mantenere i tassi intorno allo 0,5%, sebbene l’inflazione persistente potrebbe portare a un aumento già a ottobre, prima della pubblicazione dei dati sull’inflazione dei consumatori di agosto.

    USD/CNY è sceso dello 0,1% a 7,1147, sostenuto dalle promesse di ulteriori misure di stimolo da parte di Pechino, tra cui la creazione di “cerchi di vita comodi di 15 minuti” nelle principali città per favorire i consumi interni. I deboli dati di agosto evidenziano la pressione continua sull’economia cinese, mentre i negoziati commerciali USA-Cina, in particolare sui semiconduttori, rimangono sotto osservazione.

    AUD/USD è salito dello 0,1% a 0,6671, vicino al massimo degli ultimi 10 mesi.

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