Author: Fiona Craig

  • DAX, CAC, FTSE100: le borse europee scendono dopo gli avvertimenti di ASML e Nvidia

    DAX, CAC, FTSE100: le borse europee scendono dopo gli avvertimenti di ASML e Nvidia

    Le borse europee, rappresentate dagli indici DAX, CAC e FTSE100, sono scese mercoledì dopo che ASML ha avvertito di una crescente incertezza sulle sue prospettive per il 2025 e il 2026, mentre Nvidia ha comunicato che subirà oneri per 5,5 miliardi di dollari a causa delle nuove restrizioni alle esportazioni imposte dagli Stati Uniti.

    Gli investitori guardano anche alla riunione di politica monetaria della Banca Centrale Europea prevista per giovedì, con i mercati che si aspettano ampiamente un taglio dei tassi di interesse di 25 punti base.

    Sul fronte economico, secondo quanto riferito oggi dall’Ufficio Nazionale di Statistica, l’inflazione dei prezzi al consumo nel Regno Unito si è indebolita a marzo, in gran parte a causa del calo dei prezzi dei carburanti.

    I prezzi al consumo hanno registrato un aumento annuo del 2,6%, in rallentamento rispetto al +2,8% di febbraio. Le previsioni indicavano una crescita del 2,7%.

    L’inflazione di fondo, che esclude energia, alimentari, alcol e tabacco, è scesa al 3,4% rispetto al 3,5% del mese precedente, in linea con le aspettative.

    L’indice CAC 40 francese è in calo dello 0,4%, mentre il DAX tedesco perde lo 0,3% e l’indice FTSE 100 del Regno Unito scende dello 0,2%.

    ASML Holding e Infineon Technologies sono crollate dopo che il governo statunitense ha imposto nuove restrizioni all’esportazione dei chip AI H20 di Nvidia, richiedendo una licenza per le spedizioni verso la Cina.

    Anche Ipsen SA, azienda biofarmaceutica specializzata in cure specifiche, è scesa nonostante abbia riportato solide vendite nel primo trimestre del 2025 e confermato le previsioni per l’intero anno.

    Al contrario, Heineken NV ha registrato un rally. Il secondo produttore di birra al mondo ha confermato le sue previsioni annuali dopo aver pubblicato risultati trimestrali superiori alle attese.

    Anche Sartorius AG è salita bruscamente. Dopo aver riportato risultati migliori del previsto nel primo trimestre, il fornitore di attrezzature per il settore farmaceutico ha dichiarato di puntare a una maggiore redditività nel 2025.

  • Dow Jones, S&P, Nasdaq in calo: la flessione di Nvidia potrebbe pesare su Wall Street

    Dow Jones, S&P, Nasdaq in calo: la flessione di Nvidia potrebbe pesare su Wall Street

    I principali futures sugli indici statunitensi – Dow Jones, S&P e Nasdaq – indicano attualmente un’apertura in ribasso per mercoledì, con le azioni che potrebbero registrare ulteriori cali dopo aver chiuso la seduta instabile di martedì con leggere perdite.

    Un forte calo da parte di Nvidia (NASDAQ:NVDA) potrebbe pesare sui mercati, dato che la società, molto apprezzata nel settore dell’intelligenza artificiale, sta crollando del 6,8% nelle contrattazioni pre-market.

    La flessione di Nvidia arriva dopo che l’azienda ha comunicato che i risultati del primo trimestre includeranno fino a circa 5,5 miliardi di dollari di oneri legati ai suoi circuiti integrati H20.

    Nvidia ha precisato in una comunicazione alla SEC che il governo degli Stati Uniti richiede ora una licenza per l’esportazione delle sue unità di elaborazione grafica verso la Cina e altri paesi.

    Anche il produttore olandese di chip ASML (NASDAQ:ASML) sta mostrando una significativa debolezza nel pre-market dopo aver avvertito di un aumento dell’incertezza sulle prospettive per il 2025 e il 2026 a causa dei dazi statunitensi.

    Tuttavia, il sentimento negativo potrebbe essere in parte compensato da un rapporto del Dipartimento del Commercio che mostra un forte aumento delle vendite al dettaglio negli Stati Uniti nel mese di marzo.

    Dopo aver concluso la seduta volatile di lunedì in netto rialzo, martedì i mercati hanno mostrato una mancanza di direzione per gran parte della giornata. I principali indici hanno oscillato attorno alla linea di parità, chiudendo infine con perdite contenute.

    Il Dow è sceso di 155,83 punti, pari allo 0,4%, a 40.368,96. L’S&P 500 ha perso 9,34 punti (-0,2%) chiudendo a 5.396,63, mentre il Nasdaq ha ceduto 8,32 punti (-0,1%) attestandosi a 16.823,17.

    L’andamento instabile di Wall Street è stato causato dagli investitori che hanno adottato un atteggiamento attendista per analizzare i più recenti risultati societari e gli sviluppi nel contesto dei dazi doganali.

    Il presidente Donald Trump ha indicato una possibile esenzione temporanea dai dazi per il settore automobilistico, in particolare per paesi come Messico e Canada.

    Allo stesso tempo, si è appreso che gli Stati Uniti hanno avviato indagini sulle importazioni di prodotti farmaceutici e semiconduttori, nell’ambito di una strategia volta a imporre dazi.

    Sul fronte economico statunitense, il Dipartimento del Lavoro ha pubblicato un rapporto che mostra una leggera flessione dei prezzi all’importazione nel mese di marzo.

    Il Dipartimento ha dichiarato che i prezzi all’importazione sono diminuiti dello 0,1% a marzo, dopo un aumento rivisto al ribasso dello 0,2% in febbraio.

    Gli economisti si aspettavano che i prezzi all’importazione rimanessero invariati rispetto all’aumento dello 0,4% inizialmente riportato per il mese precedente.

    Nel frattempo, il rapporto ha evidenziato che i prezzi all’esportazione sono rimasti stabili a marzo, dopo un aumento rivisto al rialzo dello 0,5% in febbraio.

    Anche in questo caso, gli economisti si aspettavano un andamento invariato rispetto al modesto aumento dello 0,1% inizialmente comunicato.

    Un rapporto separato della Federal Reserve Bank di New York ha mostrato che l’attività manifatturiera nello Stato di New York è diminuita lievemente nel mese di aprile.

    Mentre la maggior parte dei principali settori ha chiuso la giornata con variazioni contenute, i titoli bancari hanno mostrato una forza notevole, con un guadagno dell’1,7% per l’indice KBW Bank.

    Bank of America (NYSE:BAC) e Citigroup (NYSE:C) hanno chiuso la giornata in deciso rialzo dopo aver riportato risultati del primo trimestre migliori delle attese.

    Anche i titoli del settore delle reti hanno registrato una buona performance, mentre quelli del settore dei trasporti hanno subito perdite, trascinando l’indice Dow Jones Transportation Average in calo dell’1,1%.

  • Prezzo dell’oro ai massimi storici vicino a 3.300$/oncia per tensioni commerciali e allarme Nvidia

    Prezzo dell’oro ai massimi storici vicino a 3.300$/oncia per tensioni commerciali e allarme Nvidia

    I prezzi dell’oro hanno raggiunto un massimo storico nel commercio asiatico di mercoledì, sostenuti da una persistente domanda di beni rifugio mentre i mercati si preoccupano per le tensioni commerciali tra Stati Uniti e Cina e per un avvertimento di svalutazione da parte di Nvidia.

    Il metallo giallo è stato favorito anche dall’indebolimento del dollaro, poiché gli investitori hanno venduto titoli di Stato statunitensi in un contesto di crescente incertezza sull’economia USA sotto la presidenza di Donald Trump.

    L’oro spot è balzato dell’1,7% toccando il massimo storico di 3.283,63 dollari l’oncia, mentre i futures sull’oro con scadenza a giugno hanno raggiunto un picco di 3.299,52$/oncia.

    L’oro in rialzo per le persistenti tensioni commerciali USA

    L’oro ha beneficiato della costante domanda di beni rifugio, mentre gli investitori restano in allerta per i piani di Trump di imporre nuovi dazi commerciali. Il presidente ha dichiarato all’inizio della settimana di stare valutando tariffe separate per le importazioni di elettronica, e che annuncerà presto anche dazi sui prodotti farmaceutici.

    Ciò avviene dopo che l’amministrazione Trump ha aumentato la pressione sulla Cina imponendo un’imposta cumulativa del 145%. In risposta, la Cina ha introdotto una tariffa del 125% sulle importazioni dagli Stati Uniti.

    Tuttavia, l’amministrazione Trump ha segnalato che i prodotti elettronici sarebbero esenti da questa tariffa del 145% verso la Cina, e il presidente ha anche annunciato una sospensione di 90 giorni per le tariffe reciproche verso altri Paesi.

    Tale incertezza sui piani tariffari futuri del presidente mantiene i mercati orientati verso asset rifugio come l’oro e lo yen giapponese.

    Avvertimento di Nvidia alimenta i timori e colpisce il settore tecnologico

    Il colosso NVIDIA Corporation (NASDAQ:NVDA) ha avvertito martedì che affronterà una svalutazione di 5,5 miliardi di dollari nei risultati del primo trimestre, a causa delle nuove restrizioni statunitensi sull’esportazione di chip verso la Cina.

    Questa mossa potrebbe impedire a Nvidia e ad altri produttori di chip di vendere in Cina, che rappresenta uno dei mercati principali per il settore. La notizia ha causato forti perdite nei futures azionari statunitensi nel post-mercato, e anche i principali titoli tecnologici asiatici sono calati, segnalando una crescente avversione al rischio.

    Le restrizioni potrebbero inoltre ostacolare ulteriormente le aziende cinesi nell’accesso allo sviluppo dell’intelligenza artificiale, e potrebbero provocare nuove misure ritorsive da parte di Pechino.

    Gli altri metalli preziosi hanno avuto un andamento misto in un clima di forte avversione al rischio. I futures sul platino sono scesi dello 0,1% a 968,95$/oncia, mentre quelli sull’argento sono saliti dello 0,5% a 32,455$/oncia.

    Il rame scende nonostante la crescita del PIL cinese

    Tra i metalli industriali, i prezzi del rame sono calati nonostante la Cina — principale importatore mondiale — abbia registrato una crescita del prodotto interno lordo superiore alle attese nel primo trimestre.

    Tuttavia, l’ottimismo derivante da questi dati è stato smorzato dalle previsioni di un rallentamento della crescita nei prossimi trimestri, che potrebbero riflettere l’impatto della guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina.

    I futures di riferimento sul rame al London Metal Exchange sono scesi dello 0,6% a 9.108,85 dollari a tonnellata, mentre i futures sul rame USA sono calati dello 0,5% a 4,5920 dollari per libbra.

  • I fondi focalizzati sull’Europa registrano deflussi per 3,1 miliardi di dollari, il più alto da dicembre

    I fondi focalizzati sull’Europa registrano deflussi per 3,1 miliardi di dollari, il più alto da dicembre

    I fondi azionari focalizzati sull’Europa hanno registrato un significativo deflusso di capitali, secondo gli ultimi dati della Bank of America (BofA). Nella settimana appena conclusa, questi fondi hanno subito deflussi per 3,14 miliardi di dollari, il primo episodio del genere nelle ultime nove settimane e il più rilevante da dicembre 2024.

    I fondi attivi sono stati i più colpiti, con 2,0 miliardi di dollari ritirati — il deflusso più elevato da novembre 2024. Anche i fondi passivi hanno subito deflussi pari a 1,1 miliardi di dollari, il primo calo in 14 settimane e il maggiore da dicembre 2024.

    Nonostante i recenti deflussi, i fondi focalizzati sull’Europa hanno comunque raccolto 22,7 miliardi di dollari di afflussi da inizio anno. Questa cifra comprende 36,8 miliardi di dollari confluiti nei fondi passivi, che superano ampiamente i 14,2 miliardi di dollari usciti dai fondi attivi.

    I dati settimanali più recenti hanno inoltre evidenziato differenze tra settori e regioni. I titoli di grandi dimensioni hanno attirato 0,48 miliardi di dollari, mentre la Svizzera ha registrato un afflusso di 0,23 miliardi, risultando i segmenti con gli afflussi più elevati.

    Al contrario, alcune aree hanno subito notevoli deflussi. Il settore finanziario ha registrato il calo più marcato, con 1,25 miliardi di dollari ritirati. Seguono il Regno Unito, con 0,62 miliardi di dollari in uscita, e i titoli Value, che hanno registrato deflussi per 0,42 miliardi.

    Degno di nota è il fatto che nessun settore abbia registrato afflussi durante lo stesso periodo, a testimonianza della natura generalizzata dei deflussi dai fondi focalizzati sull’Europa.

  • Morgan Stanley prevede che la BCE continuerà il QT

    Morgan Stanley prevede che la BCE continuerà il QT

    Gli analisti di Morgan Stanley prevedono che la Banca Centrale Europea (BCE) continuerà con il processo di quantitative tightening (QT) mentre si avvia verso un sistema a “floor” guidato dalla domanda.

    Questa previsione arriva in un contesto di crescenti rischi per le prospettive economiche dell’area euro, con l’aspettativa che la BCE scelga di intervenire sui tassi d’interesse come risposta, piuttosto che agire attraverso il proprio bilancio.

    In una dichiarazione, la presidente della BCE Christine Lagarde ha sottolineato che il ruolo della banca centrale non è quello di finanziare la spesa per la difesa o le infrastrutture.

    Secondo le previsioni di Morgan Stanley, le riserve in eccesso nell’area euro potrebbero scendere a 2.500 miliardi di euro entro la fine del 2025.

    L’analisi della banca indica che alcuni sistemi bancari, tra cui quello italiano, potrebbero dover aumentare le proprie riserve entro la fine dell’anno.

    L’aumento atteso della domanda di riserve è destinato a portare a un ampliamento degli spread dei tassi a breve termine in euro, sia nei mercati garantiti che in quelli non garantiti. Questo effetto si verificherebbe man mano che le banche cercheranno inizialmente finanziamenti sul mercato, aumentando gradualmente la loro dipendenza dalla banca centrale nel tempo. Questo cambiamento avverrebbe con la diminuzione delle riserve totali e la conseguente salita dei tassi di mercato.

  • Le borse europee calano per l’incertezza sul commercio; ASML segue il ribasso di Nvidia

    Le borse europee calano per l’incertezza sul commercio; ASML segue il ribasso di Nvidia

    Gli indici azionari europei sono scesi mercoledì a causa dell’intensificarsi della guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti, sollevando preoccupazioni sulla solidità dell’economia globale.

    Alle 03:05 ET, 07:05 GMT, il DAX in Germania ha perso lo 0,5%, il CAC 40 in Francia è sceso dello 0,7% e il FTSE 100 nel Regno Unito ha ceduto lo 0,3%.

    Si intensifica la guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti

    Le borse europee hanno seguito il trend negativo visto in Asia nella mattinata di mercoledì e la chiusura in calo di Wall Street della sera precedente, con gli investitori preoccupati per le nuove mosse dell’amministrazione Trump nella guerra commerciale con la Cina, le due maggiori economie mondiali.
    Il presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha ordinato un’indagine su potenziali nuovi dazi su tutte le importazioni di minerali critici, un settore fortemente dipendente dalla Cina.

    Il sentiment è stato inoltre colpito dalla dichiarazione di Nvidia (NASDAQ:NVDA), gigante dell’intelligenza artificiale, che martedì sera ha comunicato di prevedere fino a 5,5 miliardi di dollari di svalutazioni nei risultati finanziari del primo trimestre, legate ai controlli sulle esportazioni di chip verso la Cina imposti dagli USA.

    Questa notizia ha oscurato i dati relativamente positivi provenienti da Pechino, con il PIL cinese in crescita del 5,4% nel primo trimestre, oltre le attese del 5,2%.
    Tuttavia, questa crescita precede l’inasprimento delle tariffe statunitensi sulla Cina, ora salite a un impressionante 145%, e potrebbe rappresentare la quiete prima della tempesta.

    Rallenta la crescita dell’inflazione nel Regno Unito

    In Europa, l’inflazione nel Regno Unito è rallentata a marzo, aumentando le probabilità che la Banca d’Inghilterra riduca nuovamente i tassi di interesse nel prossimo incontro di maggio.
    L’indice dei prezzi al consumo è sceso al tasso annuo del 2,6% a marzo rispetto al 2,8% di febbraio, al di sotto delle aspettative degli analisti, che prevedevano un 2,7%.

    La Banca d’Inghilterra ha mantenuto i tassi al 4,5% nel mese di marzo, con 8 membri favorevoli a lasciarli invariati e uno solo a favore di un taglio.

    L’equivalente dell’inflazione nell’Eurozona è atteso più tardi nella giornata, con previsioni di un rallentamento al 2,2% annuo a marzo, dal 2,3% del mese precedente.

    La Banca Centrale Europea si riunirà giovedì, e crescono le aspettative che i responsabili politici approvino un taglio di 25 punti base, portando il tasso sui depositi al 2,25%.

    ASML potrebbe registrare un calo della domanda

    Nel settore aziendale, ASML (EU:ASML) ha deluso le aspettative sugli ordini netti, suggerendo un possibile rallentamento della domanda per le sue macchine critiche per la produzione di chip, anche se la società olandese ha confermato le previsioni su ricavi e margini per l’intero anno.

    Il colosso olandese della birra Heineken (EU:HEIA) ha registrato un aumento dello 0,9% dei ricavi netti organici nel primo trimestre, superando leggermente le aspettative di un calo, nonostante le incertezze legate ai dazi.

    Nordea Bank (TG:04Q) ha riportato un utile operativo del primo trimestre superiore alle attese, sostenuto da maggiori entrate e da una riduzione sia delle spese che delle perdite su crediti rispetto al trimestre precedente.

    Edenred (EU:EDEN) ha confermato la sua guidance per l’intero anno, nonostante un primo trimestre più debole del previsto, grazie alla solida crescita nel comparto Mobilità che ha compensato la debolezza in altri segmenti.

    Il petrolio cala per l’incertezza sulla domanda

    I prezzi del petrolio sono scesi mercoledì, con i trader preoccupati per il possibile impatto dell’incertezza commerciale sulla crescita globale, e quindi sulla domanda di greggio.
    Alle 03:05 ET, i futures del Brent sono calati dello 0,8% a 64,18 dollari al barile, mentre i futures del greggio statunitense West Texas Intermediate sono scesi dello 0,8% a 60,82 dollari al barile.

    Martedì, l’Agenzia Internazionale dell’Energia ha seguito l’OPEC nel tagliare le previsioni sulla domanda globale di petrolio per quest’anno, citando i dazi imposti da Trump e le misure di ritorsione dei partner commerciali.

    L’IEA prevede ora una crescita della domanda di greggio di 730.000 barili al giorno nel 2025, nettamente inferiore rispetto al milione e 30 mila barili previsti il mese scorso, e rappresentando il tasso di crescita più lento degli ultimi cinque anni.

  • UniCredit-Banco Bpm: le possibili restrizioni del Governo per evitare il golden power

    UniCredit-Banco Bpm: le possibili restrizioni del Governo per evitare il golden power

    Il tempo potrebbe essere molto ristretto: già da venerdì prossimo il Governo potrebbe decidere se bloccare l’offerta pubblica di scambio lanciata da UniCredit (BIT: UCG) nei confronti di Banco Bpm (BIT: BAMI).

    Secondo La Repubblica, il Comitato Golden Power di Palazzo Chigi, sebbene sia ancora impegnato nell’analisi del dossier, sarebbe orientato ad accelerare i tempi con una decisione nei prossimi giorni.
    La prima occasione utile potrebbe essere il Consiglio dei Ministri previsto per venerdì, dopo la chiusura dei mercati (ore 17:30), anche se non è escluso che la decisione venga rinviata al 22 aprile, nel tentativo di evitare che l’intervento sul golden power possa interferire con l’assemblea di Generali (BIT: GASI), in programma il 24 aprile. Proprio questo elemento avrebbe portato all’accelerazione.

    Nel frattempo, a Piazza Affari, le azioni UniCredit hanno aperto la seduta odierna in calo di oltre l’1%, a 48,77 euro, in un contesto negativo per i mercati europei, in particolare per il FTSE MIB (-1%).

    Secondo il quotidiano, il Governo avrebbe tre opzioni. La prima, considerata la più remota, sarebbe il veto sull’OPA volontaria lanciata il 25 novembre 2024 per il 100% delle azioni di Banco Bpm.
    La decisione opposta sarebbe invece l’esclusione dell’operazione dall’ambito di applicazione della normativa sul golden power.
    Per quanto riguarda l’ultima opzione, verrebbe confermata – anche se non ufficialmente dal Governo – l’ipotesi già trapelata nei giorni scorsi: via libera con prescrizioni. Secondo fonti del quotidiano all’interno della maggioranza di governo, i tecnici di Palazzo Chigi starebbero valutando un’approvazione condizionata dell’operazione.

    Tra le aree su cui verrebbero fissati i paletti figurano le sedi e l’ambito di eventuali cessioni di filiali, mentre restano più sfumate le possibilità di intervento su personale e assetti di governance.
    Secondo Il Messaggero, gli impegni richiesti riguarderebbero il mantenimento di un rapporto stabile tra occupati e depositi e i livelli di finanziamento legati al project financing praticati da Banco Bpm.

    L’attenzione dei tecnici si concentrerebbe sia sull’operazione Commerzbank (BIT:1CBK), sia sulla situazione in Russia.

    I timori del Governo relativi a Commerzbank – in cui UniCredit ha raggiunto il 28% del capitale – riguardano il rischio che la fusione sposti il baricentro di Piazza Gae Aulenti verso la Germania. L’acquisizione di Banco Bpm servirebbe invece proprio a rafforzare la presenza dell’istituto milanese in Italia, evitando così future richieste di trasferimento della sede da Milano.

    L’altra questione riguarda la Russia, dove UniCredit ha ridotto la propria attività dall’inizio dell’invasione dell’Ucraina, ma ha sempre rifiutato di vendere la banca locale a prezzi stracciati, aspettando di capire come si sarebbe evoluta la situazione, arrivando perfino a fare ricorso alla Corte di Giustizia contro le sollecitazioni alla vendita da parte della Banca Centrale Europea.

    Il Messaggero scrive che, per evitare l’applicazione del golden power, il Governo potrebbe pretendere che UniCredit esca dalla Russia il prima possibile.

  • DAX, CAC, FTSE100, le Borse Europee Avanzano Dopo che Trump ha Accennato a una Modifica delle Tariffe

    DAX, CAC, FTSE100, le Borse Europee Avanzano Dopo che Trump ha Accennato a una Modifica delle Tariffe

    Le borse europee, tra cui il DAX, il CAC e il FTSE100, sono avanzate martedì dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato di stare considerando una modifica delle tariffe del 25% imposte sulle importazioni di auto e componenti auto provenienti da Messico, Canada e altri Paesi.

    Sul fronte economico, l’inflazione dei prezzi all’ingrosso in Germania si è indebolita a marzo dopo un’accelerazione nel mese precedente, secondo i dati pubblicati da Destatis.

    I prezzi all’ingrosso sono aumentati dell’1,3% su base annua a marzo, in calo rispetto al +1,6% registrato a febbraio.

    Nel Regno Unito, il tasso di disoccupazione è rimasto invariato nei tre mesi fino a febbraio, secondo quanto riportato dall’Ufficio Nazionale di Statistica (ONS).

    Il tasso di disoccupazione si è attestato al 4,4% nel periodo dicembre-febbraio, invariato rispetto al periodo precedente e in linea con le aspettative degli economisti.

    Mentre l’indice francese CAC 40 si mantiene appena sopra la parità, il DAX tedesco e il FTSE 100 britannico sono entrambi in rialzo dello 0,7%.

    I produttori automobilistici Renault, BMW, Mercedes-Benz e Volkswagen hanno registrato forti rialzi durante la giornata.

    Anche Beiersdorf, il produttore di Nivea, è salito dopo aver riportato un leggero superamento delle aspettative nelle vendite del primo trimestre e aver confermato le previsioni per l’intero anno.

    B&M European Value Retail è anch’essa balzata in avanti. Il rivenditore discount ha riportato una forte crescita dei ricavi e solide performance operative per il periodo finanziario di 52 settimane concluso il 29 marzo 2025.

    Anche il gruppo pubblicitario Publicis Groupe ha segnato un rialzo dopo aver riportato un aumento del 9,4% dei ricavi nel primo trimestre.

    Il produttore di apparecchiature per telecomunicazioni Ericsson ha registrato un forte incremento dopo che gli utili core del primo trimestre hanno superato le stime.

    Al contrario, il colosso del lusso LVMH ha subito un calo dopo che le vendite del primo trimestre sono risultate inferiori alle attese.

    Anche Sanofi e AstraZeneca sono scese, dopo le notizie secondo cui gli Stati Uniti si preparano ad annunciare, entro i prossimi due mesi, ampie tariffe sulle importazioni di prodotti farmaceutici.

  • Dow Jones, S&P, Nasdaq, i Futures Indicano un Iniziale Ribasso a Wall Street

    Dow Jones, S&P, Nasdaq, i Futures Indicano un Iniziale Ribasso a Wall Street

    I principali futures sugli indici statunitensi Dow Jones, S&P e Nasdaq stanno attualmente indicando un’apertura in calo per martedì, con le azioni che potrebbero cedere terreno dopo i forti rialzi registrati nelle due sessioni precedenti.

    Gli investitori potrebbero cercare di incassare i recenti guadagni ottenuti sui mercati, in un contesto di persistente incertezza riguardo ai piani tariffari del presidente Donald Trump.

    Tuttavia, le pressioni di vendita potrebbero essere in parte attenuate dalle dichiarazioni di Trump su una possibile esenzione temporanea dalle tariffe per l’industria automobilistica, in particolare per Paesi come Messico e Canada.

    Nel frattempo, sono emerse notizie secondo cui gli Stati Uniti avrebbero avviato indagini sulle importazioni di prodotti farmaceutici e semiconduttori, nell’ambito di un’iniziativa volta a imporre nuove tariffe.

    Dopo il netto rialzo registrato durante la sessione di venerdì scorso, lunedì le azioni hanno oscillato nel corso della giornata di contrattazioni, ma sono riuscite a chiudere per lo più in rialzo. I principali indici hanno terminato la giornata in territorio positivo, proseguendo il recupero dai minimi di un anno toccati martedì scorso.

    Il Dow Jones è salito di 312,08 punti, pari allo 0,8%, chiudendo a 40.524,79. Il Nasdaq ha guadagnato 107,03 punti (+0,6%) a 16.831,48, mentre l’S&P 500 è aumentato di 42,61 punti (+0,8%) a 5.405,07.

    La chiusura positiva a Wall Street è arrivata dopo che venerdì sera il servizio doganale e di protezione delle frontiere degli Stati Uniti (U.S. Customs and Border Protection) ha pubblicato linee guida che prevedono l’esclusione di alcuni prodotti tecnologici dalle “tariffe reciproche” proposte da Trump.

    I prodotti esclusi includerebbero presumibilmente smartphone, computer e altri dispositivi e componenti come i semiconduttori.

    Tuttavia, alimentando l’incertezza sulle tariffe, Trump ha affermato su Truth Social che non è stata annunciata “alcuna eccezione tariffaria”, sottolineando che i prodotti in questione restano soggetti alle attuali tariffe del 20% sui derivati del fentanyl, semplicemente spostati in una “diversa categoria tariffaria”.

    “Nessuno è ‘fuori dai guai’ per i saldi commerciali ingiusti e per le barriere tariffarie non monetarie che altri Paesi hanno usato contro di noi, soprattutto la Cina che, di gran lunga, ci tratta nel modo peggiore!” ha dichiarato Trump.

    “Stiamo esaminando i semiconduttori e l’INTERA CATENA DI FORNITURA ELETTRONICA nelle prossime indagini tariffarie per la sicurezza nazionale,” ha aggiunto. “Ciò che è emerso è che dobbiamo produrre negli Stati Uniti e che non saremo ostaggi di altri Paesi.”

    Le azioni del settore biotecnologico hanno registrato un forte rialzo nella giornata, con un aumento del 2,5% dell’indice NYSE Arca Biotechnology.

    È stata evidenziata una notevole forza anche tra i titoli immobiliari commerciali, come indicato dal +2,1% dell’indice Dow Jones U.S. Commercial Real Estate.

    Anche i titoli farmaceutici, dell’hardware informatico e dei servizi pubblici hanno mostrato solidi guadagni, chiudendo in rialzo insieme alla maggior parte dei settori principali.

  • Borsa di Milano in rialzo con il rally dell’auto sull’ipotesi di tregua sui dazi, lusso in calo dopo LVMH

    Borsa di Milano in rialzo con il rally dell’auto sull’ipotesi di tregua sui dazi, lusso in calo dopo LVMH

    Piazza Affari apre in rialzo, in linea con gli altri mercati azionari europei, cercando una stabilizzazione dopo il buon recupero di ieri.

    A contribuire alla stabilità dei mercati è stata la chiusura positiva di Wall Street ieri, sostenuta da Apple (NASDAQ:AAPL) grazie all’annuncio di un’esenzione temporanea dai dazi reciproci su smartphone, computer e altri dispositivi elettronici, accompagnata da una volatilità scesa ai minimi da inizio aprile.

    Anche la buona performance di Tokyo ha favorito il rally dei titoli automobilistici, dopo che il presidente degli Stati Uniti, Trump, ha lasciato intendere ieri una possibile esenzione temporanea dai dazi USA per il settore.

    Oltre alla questione dei dazi, gli investitori allargano lo sguardo alle prossime mosse delle banche centrali – è atteso un nuovo taglio di 25 punti base nella riunione della BCE di giovedì – e alla stagione degli utili, con segnali positivi arrivati dal fronte bancario statunitense da un lato, e segnali negativi dal settore europeo del lusso dall’altro, dove il colosso LVMH ha deluso le aspettative.

    Intorno alle 9.35 il FTSEMib guadagna circa l’1% con gli altri indici europei in territorio positivo, ad eccezione del CAC di Parigi, appesantito dal forte calo di LVMH.

    A Milano si distingue Stellantis (BIT:STLAM), in rialzo di oltre il 4%, con l’intero settore automobilistico europeo in rimbalzo sulle possibili modifiche alla politica tariffaria statunitense, trainando in particolare i titoli precedentemente più penalizzati.

    Bene anche Pirelli (BIT:PIRC) (+2,7%), Iveco (+2,6%) e Brembo (BIT:BRE) (+2,1%).

    Vendite diffuse nel lusso, in scia ai dati di fatturato inferiori alle attese annunciati ieri da LVMH, che hanno generato un effetto negativo “a cascata” su tutto il settore. Cucinelli (BIT:BC) perde l’1,8%, Ferragamo (BIT:SFER) il 2,1% e Moncler (BIT:MONC) lo 0,8%.

    Buona invece la performance dei titoli bancari, con MPS (BIT:BMPS), Mediobanca (BIT:MB) e UniCredit (BIT:UCG) che guadagnano tra l’1,5% e l’1,9%, sovraperformando l’indice settoriale.