Author: Fiona Craig

  • Titoli energetici e difensivi europei in calo mentre il cessate il fuoco tra Israele e Iran attenua i rischi di mercato

    Titoli energetici e difensivi europei in calo mentre il cessate il fuoco tra Israele e Iran attenua i rischi di mercato

    I titoli dei settori energia e difesa europei hanno registrato un calo martedì dopo l’annuncio del presidente statunitense Donald Trump di un cessate il fuoco tra Israele e Iran, riducendo i timori di un conflitto prolungato in Medio Oriente.

    Le azioni delle major petrolifere TotalEnergies (EU:TTE), Shell (LSE:SHEL) e BP (LSE:BP.) hanno tutte segnato una flessione nelle prime contrattazioni, mentre i prezzi del greggio sono scesi dopo la de-escalation. Anche i titoli della difesa, tra cui Leonardo (BIT:LDO), Rheinmetall (TG:RHM) e BAE Systems (LSE:BA.), hanno subito ribassi in un contesto di aspettative più fredde riguardo a una prosecuzione dell’attività militare.

    Indici principali in rialzo grazie all’ottimismo per il cessate il fuoco

    Mentre i settori petrolifero e della difesa hanno mostrato debolezza, i principali indici azionari europei sono saliti. L’indice Stoxx 600 è aumentato dell’1,19%, il tedesco DAX ha guadagnato l’1,8%, il francese CAC 40 è salito dell’1,2% e il britannico FTSE 100 ha guadagnato lo 0,3%.

    Il mercato ha reagito positivamente alla dichiarazione di Trump, che ha confermato che il cessate il fuoco “è ora in vigore” invitando entrambe le parti a rispettarlo. L’accordo arriva dopo quasi due settimane di ostilità crescenti, comprese pericolose azioni aeree e scambi missilistici.

    Prezzi del petrolio e beni rifugio in calo per riduzione delle tensioni

    I prezzi globali del petrolio sono crollati dopo l’annuncio, riflettendo un calo delle preoccupazioni riguardo a interruzioni delle forniture in una regione ricca di petrolio. Anche i beni rifugio tradizionali come l’oro e il dollaro USA hanno registrato una flessione, mentre gli investitori tornavano a preferire asset più rischiosi.

    Trump ha indicato che il cessate il fuoco sarà attuato gradualmente, permettendo di completare le operazioni in corso. Tuttavia, poco prima del suo annuncio si sono verificati nuovi episodi di violenza. Reuters ha riportato che un attacco missilistico iraniano ha causato la morte di quattro persone in Israele, mentre le autorità iraniane hanno dichiarato che un attacco israeliano nel nord dell’Iran ha causato nove vittime.

    La durata del cessate il fuoco resta incerta

    Nonostante il progresso diplomatico, la stabilità a lungo termine della tregua rimane incerta. Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato che Israele ha raggiunto i suoi obiettivi militari principali ed è pronto a sospendere le operazioni.

    Il ministro degli esteri iraniano Abbas Araqchi ha condiviso una posizione simile, dichiarando che l’Iran non intende portare avanti ulteriori attacchi di rappresaglia per ora, ma resta pronto a difendersi in caso di provocazioni — un atteggiamento che Netanyahu ha rispecchiato.

    Con il rischio geopolitico momentaneamente ridotto, l’attenzione degli investitori probabilmente tornerà sui fattori macroeconomici, incluse le prossime decisioni delle banche centrali e i risultati aziendali in Europa.

  • I mercati europei salgono grazie alla tregua Israele-Iran; attesa per Powell al Congresso

    I mercati europei salgono grazie alla tregua Israele-Iran; attesa per Powell al Congresso

    I mercati azionari europei hanno chiuso in rialzo martedì, sostenuti da un allentamento delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente e da una crescente attenzione degli investitori alla politica monetaria statunitense, in attesa dell’intervento del presidente della Federal Reserve Jerome Powell al Congresso.

    Alle 07:05 GMT, il DAX tedesco è salito dell’1,9%, il CAC 40 francese ha guadagnato l’1,9%, mentre il FTSE 100 britannico ha registrato un aumento dello 0,6%.

    Tregua in Medio Oriente spinge l’ottimismo sui mercati

    Il clima di fiducia è stato alimentato dall’annuncio di una tregua tra Israele e Iran, confermata dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha dichiarato ufficialmente cessate le ostilità tra le due potenze regionali.

    “La tregua è ora in vigore. Per favore, non violatela!” ha scritto Trump su Truth Social nella mattinata di martedì, riferendosi a quanto definito in precedenza la “Guerra dei 12 Giorni”.

    Secondo fonti mediatiche, l’Iran avrebbe avviato una tregua di 12 ore, seguita poi da Israele. La distensione arriva dopo che gli Stati Uniti hanno colpito tre impianti nucleari iraniani nel fine settimana, e dopo che Teheran ha risposto attaccando una base americana in Qatar.

    L’allentamento delle tensioni ha fatto scendere bruscamente i prezzi del petrolio e favorito un ritorno agli asset rischiosi, spingendo al rialzo le borse mondiali.

    Focus su Powell e il dibattito sui tassi

    L’attenzione ora si sposta sull’intervento di Jerome Powell davanti al Congresso, dopo che la Fed ha deciso di mantenere invariati i tassi di interesse.

    Il presidente Trump ha duramente criticato la decisione, chiedendo tagli di “almeno due o tre punti percentuali” e accusando Powell di compromettere la crescita economica. “Spero che il Congresso faccia bene il suo lavoro con questa persona testarda e poco intelligente. Pagheremo a lungo per la sua incompetenza,” ha scritto Trump sui social martedì.

    Powell, la settimana scorsa, aveva avvertito che i dazi imposti da Trump potrebbero alimentare l’inflazione, riducendo ulteriormente lo spazio per eventuali tagli ai tassi.

    Anche in Europa sono attesi interventi di altri banchieri centrali, tra cui il governatore della Bank of England, Andrew Bailey, e la presidente della BCE, Christine Lagarde.

    In giornata è previsto anche l’indice IFO tedesco sulla fiducia aziendale, che potrebbe indicare un lieve miglioramento nell’economia più grande della zona euro.

    Aziende: AstraZeneca e Bunzl sotto i riflettori

    Sul fronte societario, AstraZeneca (LSE:AZN) ha ottenuto l’approvazione degli Stati Uniti per Datroway, un farmaco mirato per una specifica forma di tumore polmonare.

    La britannica Sthree (LSE:STEM), specializzata nella selezione del personale, ha riportato un calo su base annua dei ricavi netti nella prima metà del 2025, pur registrando un miglioramento sequenziale nel secondo trimestre.

    Bunzl (LSE:BNZL) ha dichiarato che l’andamento del primo semestre è in linea con le attese. La società ha inoltre annunciato un’acquisizione in Brasile e confermato le previsioni sull’intero esercizio.

    Il petrolio cala con l’allentarsi dei timori di offerta

    I prezzi del petrolio hanno esteso le perdite martedì, sostenuti dalle prospettive di una tregua duratura che ridurrebbe il rischio di interruzioni nella fornitura da parte del Medio Oriente.

    Alle 03:05 ET, il Brent ha perso il 3,9% a 67,79 $ al barile, mentre il WTI è sceso del 3,9% a 65,84 $.

    Lunedì, entrambi i benchmark avevano già perso oltre il 7% dopo il rialzo della settimana precedente, causato dagli attacchi americani. L’Iran, terzo produttore OPEC, potrebbe ora aumentare le esportazioni, attenuando ulteriormente le tensioni sul fronte dell’offerta.

  • L’Oro Scende di Oltre l’1% Dopo il Cessate il Fuoco tra Israele e Iran che Rasserena i Mercati

    L’Oro Scende di Oltre l’1% Dopo il Cessate il Fuoco tra Israele e Iran che Rasserena i Mercati

    I prezzi dell’oro sono scesi bruscamente durante le contrattazioni asiatiche di martedì, dopo l’annuncio di un accordo di cessate il fuoco tra Israele e Iran, che ha ridotto le tensioni geopolitiche e favorito un ritorno verso investimenti più rischiosi.

    Alle 06:00 GMT (02:00 ET), l’oro spot ha perso l’1,1%, attestandosi a 3.332,57 dollari l’oncia, il livello più basso dall’11 giugno. Anche i future sull’oro con consegna ad agosto sono scesi dell’1,4% a 3.346,02 dollari l’oncia.

    Tendenza al Rischio Dopo l’Annuncio del Cessate il Fuoco di Trump

    La fuga dagli asset rifugio è arrivata dopo che l’ex presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato lunedì sera un cessate il fuoco totale tra Israele e Iran, indicando la possibile fine di quella che ha definito “LA GUERRA DI 12 GIORNI”. Su Truth Social ha scritto: “IL CESSATE IL FUOCO È ORA IN VIGORE. PER FAVORE NON VIOLATELO!”

    Tuttavia, secondo alcuni report locali, poco prima dell’annuncio si sono udite esplosioni nei pressi di Tel Aviv e Beersheba. L’Iran ha confermato la tregua ma ha chiarito che il suo rispetto dipenderà dalla fine delle operazioni militari israeliane.

    L’accordo segue giorni di escalation militare, tra cui bombardamenti statunitensi su siti nucleari iraniani e attacchi missilistici iraniani contro una base americana in Qatar.

    I mercati hanno accolto positivamente la notizia: i future azionari USA sono saliti, i prezzi del petrolio sono crollati di oltre il 3% e la domanda di asset rifugio come l’oro si è indebolita.

    Mercati dei Metalli Misti con un Dollaro Più Debole

    Mentre oro e altri metalli preziosi hanno registrato perdite, alcuni metalli industriali hanno guadagnato terreno grazie a un dollaro USA più debole, con il Dollar Index in calo dello 0,3% nelle ore asiatiche.

    • I future sull’argento sono scesi dello 0,6% a 35,99 dollari l’oncia
    • Il platino è salito dello 0,9% a 1.280,15 dollari l’oncia
    • I future sul rame alla LME di Londra sono aumentati dello 0,3% a 9.693,35 dollari a tonnellata, mentre i future USA sul rame sono scesi dello 0,7% a 4,90 dollari per libbra

    Ora l’attenzione degli investitori si sposta sull’intervento del presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, al Congresso, previsto per martedì. Le sue parole saranno fondamentali per capire l’orientamento della politica monetaria americana nelle prossime settimane.

  • Il dollaro scende sull’onda dell’ottimismo per il cessate il fuoco, la sterlina sale con l’inflazione alimentare

    Il dollaro scende sull’onda dell’ottimismo per il cessate il fuoco, la sterlina sale con l’inflazione alimentare

    Il dollaro statunitense ha perso terreno martedì, mentre i mercati globali hanno reagito con favore all’accordo di cessate il fuoco tra Israele e Iran, innescando un rally di asset rischiosi. L’indice del dollaro è sceso dello 0,3% a 97,752 alle 08:00 GMT, pur mantenendosi in positivo da inizio settimana.

    L’ex presidente USA Donald Trump ha confermato la tregua, attenuando le tensioni geopolitiche che avevano sostenuto il dollaro e spinto i prezzi del petrolio al rialzo. Il calo del greggio ha quindi indebolito il biglietto verde, rafforzando invece le valute più sensibili al rischio.

    Secondo ING, il supporto al dollaro “moderato” costruito nei giorni scorsi “è venuto meno” dopo il ritracciamento del petrolio. L’attenzione ora si sposta sulla testimonianza del presidente della Fed Jerome Powell al Congresso, dove le pressioni di Trump per un taglio dei tassi potrebbero sollevare dubbi sull’indipendenza della banca centrale.

    Sterlina ed euro in ripresa

    • GBP/USD è salito dello 0,7% a 1,3596, con la sterlina spinta dal rialzo dell’inflazione alimentare nel Regno Unito. Secondo Kantar, i prezzi dei generi alimentari sono aumentati del 4,7% nelle quattro settimane fino al 15 giugno, il livello più alto da marzo 2024. La notizia potrebbe frenare la Banca d’Inghilterra dal tagliare i tassi nel breve periodo.
    • EUR/USD è avanzato dello 0,1% a 1,1591, sostenuto dal calo dei prezzi dell’energia e dal miglioramento del sentiment delle imprese in Germania. L’indice Ifo è salito a 88,4 in giugno, sopra le attese, con una visione più ottimista per i mesi a venire.

    Yen in recupero, yuan stabile

    • USD/JPY ha perso lo 0,8% a 144,97, con lo yen in rimbalzo dopo i cali precedenti. I mercati attendono ora i dati sull’inflazione a Tokyo, che potrebbero orientare la politica monetaria della Banca del Giappone.
    • USD/CNY è scivolato leggermente a 7,1780, in una sessione tranquilla dopo che la banca centrale cinese ha lasciato invariato il suo tasso di riferimento.
  • Dow Jones, S&P, Nasdaq, Mercati in attesa della reazione dell’Iran agli attacchi USA; sotto osservazione anche i dati PMI

    Dow Jones, S&P, Nasdaq, Mercati in attesa della reazione dell’Iran agli attacchi USA; sotto osservazione anche i dati PMI

    I futures azionari statunitensi mostrano cautela mentre i prezzi del petrolio salgono dopo i colpi improvvisi degli Stati Uniti contro impianti nucleari iraniani nel fine settimana. I mercati globali restano in allerta per l’incertezza sulla possibile risposta di Teheran e sull’impatto sulle forniture mondiali di petrolio e gas. Nel frattempo, il presidente Donald Trump ha accennato a una possibile “cambio di regime” in Iran. Negli Stati Uniti, il Senato si prepara a votare un pacchetto fiscale sostenuto da Trump, mentre gli investitori seguono i dati economici in uscita più tardi oggi.

    Futures azionari quasi fermi

    Mentre gli investitori valutano le conseguenze dell’azione militare americana, i futures sui principali indici USA mostrano variazioni minime. Lunedì mattina il future sul Dow è sceso dello 0,1%, mentre S&P 500 e Nasdaq sono rimasti sostanzialmente invariati. Venerdì Wall Street ha chiuso in calo, tra nervosismo per il conflitto aereo tra Israele e Iran e un possibile coinvolgimento militare USA.

    L’annuncio di Trump sugli attacchi a tre siti nucleari iraniani ha rimosso parte dell’incertezza precedente. Ora i mercati sono concentrati su come questo evento influenzerà il sentiment, le aspettative sull’inflazione e le decisioni sui tassi d’interesse della Fed.

    Prezzi del petrolio in rialzo per rischi geopolitici crescenti

    Il mercato del petrolio ha reagito con un aumento dei prezzi, riflettendo timori di possibili interruzioni delle forniture, soprattutto nello strategico stretto di Hormuz. Gli analisti avvertono che un’impennata dei prezzi potrebbe riaccendere le pressioni inflazionistiche e ritardare eventuali tagli ai tassi da parte della Fed.

    Lunedì mattina il Brent agosto è salito dello 0,8% a 76,11 dollari al barile, mentre il WTI è aumentato dello 0,9% a 74,48 dollari, pur riducendo parte dei guadagni iniziali.

    Warren Patterson, capo strategia materie prime di ING, ha sottolineato come il rischio per l’offerta energetica sia significativamente aumentato a causa delle incertezze sulla risposta iraniana.

    Attesa per la risposta di Teheran

    Teheran non ha ancora chiarito la strategia di risposta ma ha dichiarato di tenere aperte tutte le opzioni di difesa. Il governo iraniano ha lanciato avvertimenti su “conseguenze durature” e intensificato i bombardamenti aerei su Israele, dopo un’escalation iniziata 11 giorni fa.

    I funzionari iraniani hanno definito Trump un “giocatore d’azzardo” e hanno suggerito che gli attacchi del weekend hanno ampliato il raggio dei bersagli militari legittimi. Trump ha invece evocato un cambio di regime in un post sui social.

    Fonti iraniane ipotizzano la possibile chiusura dello stretto di Hormuz, via cruciale per il petrolio globale, e si parla anche di possibili attacchi iraniani a basi militari USA in Medio Oriente.

    Alcuni esperti ritengono che, nonostante l’aumento delle tensioni, gli attacchi abbiano dissipato almeno una parte dell’incertezza sulle intenzioni di Trump, potenzialmente stabilizzando i mercati. Gli analisti di Vital Knowledge hanno evidenziato che, una volta superata la crisi geopolitica, restano però sfide di fondo come dazi e politiche fiscali.

    Il Senato USA pronto a votare il pacchetto fiscale

    Sul fronte interno, il Senato punta a votare questa settimana la sua versione di un grande pacchetto fiscale sostenuto da Trump. La legge prevede l’estensione delle riduzioni fiscali del 2017 e l’aumento della spesa per difesa e sicurezza delle frontiere, bilanciato da tagli a programmi come Medicaid.

    Tuttavia, le regole parlamentari del Senato complicano l’iter, poiché un funzionario indipendente ha dichiarato che alcune misure non rispettano i requisiti di riconciliazione di bilancio, che consentirebbe l’approvazione a maggioranza semplice.

    I repubblicani sperano di usare questa procedura per superare l’opposizione democratica. Il testo dovrà poi tornare alla Camera prima di essere firmato da Trump entro il 4 luglio.

    Focus sui dati economici: PMI di giugno

    Gli investitori guardano anche ai dati sull’attività economica di giugno, con gli indici PMI manifatturiero e servizi di S&P Global in calo previsto. Il manifatturiero dovrebbe scendere a 51,1 da 52, mentre i servizi dovrebbero passare da 53,7 a 52,9.

    Questi dati anticipano altre importanti uscite settimanali, come la fiducia dei consumatori di martedì e i dati sull’inflazione di venerdì, che la Fed monitora attentamente.

    La fiducia dei consumatori negli Stati Uniti è diminuita negli ultimi mesi, per timori legati all’impatto dei dazi sull’inflazione e crescita. Tuttavia, i prezzi sono rimasti relativamente stabili, con nuove speranze per una distensione nelle tensioni commerciali tra USA e Cina.

  • Eni cede il 20% di Plenitude ad Ares in un’operazione da 2 miliardi

    Eni cede il 20% di Plenitude ad Ares in un’operazione da 2 miliardi

    Eni (BIT:ENI) ha siglato un accordo con i fondi Ares Management, parte di Alternative Credit, per la vendita di una quota del 20% nella controllata Plenitude, per un controvalore vicino a 2 miliardi di euro.

    L’operazione, annunciata oggi da Eni, valuta Plenitude con un equity value di 10 miliardi di euro e un enterprise value superiore ai 12 miliardi.

    Secondo gli analisti di WebSim Intermonte, questa valutazione si allinea con i multipli EV/EBITDA previsti per il 2025 (10,9 volte) e per il 2028 (6,3 volte), basandosi sugli obiettivi di Eni, che prevede un EBITDA superiore a 1,1 miliardi nel 2025 e 1,9 miliardi nel 2028. Gli esperti confermano il prezzo obiettivo di 13,50 euro sul titolo Eni con raccomandazione neutrale.

    Sul mercato, dopo una partenza positiva favorita anche dall’aumento dei prezzi del petrolio legato all’escalation del conflitto tra Israele e Iran, le azioni Eni (BIT:ENI) hanno chiuso in leggero ribasso, a 14,44 euro (-0,50%).

    L’operazione rientra nella strategia di lungo termine di Eni, che mira a trovare partner per sviluppare congiuntamente le attività, secondo il modello “satellite” dell’azienda. L’accordo segue l’ingresso nel capitale di Plenitude da parte del fondo svizzero Energy Infrastructure Partners (EIP), che lo scorso novembre ha aumentato la sua partecipazione dal 7,6% al 10% tramite un aumento di capitale da circa 209 milioni, portando l’investimento totale a 800 milioni (equity value 8 miliardi, EV 10 miliardi).

    Francesco Gattei, Chief Transition & Financial Officer di Eni, ha definito l’accordo “una conferma dell’elevata attrattività del modello di business di Plenitude, società satellite nata pochi anni fa per valorizzare asset ad alto potenziale, creare valore e contribuire agli obiettivi di riduzione delle emissioni nette Scope 3. Oggi diamo il benvenuto a un nuovo partner internazionale di primo piano che accompagnerà Plenitude nella sua importante crescita futura”.

    Il completamento della transazione è subordinato alle autorizzazioni delle autorità competenti; Mediobanca (BIT:MB) ha agito come advisor finanziario di Eni.

    Plenitude opera in oltre 15 Paesi nel mondo, integrando la produzione di energia da fonti rinnovabili con oltre 4 GW di capacità installata, la vendita di energia e soluzioni energetiche in Europa, con oltre 10 milioni di clienti e una rete di 21.500 punti di ricarica per veicoli elettrici. L’obiettivo è raggiungere 10 GW di capacità rinnovabile e superare gli 11 milioni di clienti entro il 2028.

    I fondi Ares sono affiliati ad Ares Management Corporation, un gestore globale di investimenti alternativi, che offre soluzioni d’investimento primarie e secondarie nei settori del credito, real estate, private equity e infrastrutture. Al 31 marzo 2025, la piattaforma gestiva circa 546 miliardi di dollari di asset, operando in Nord America, Sud America, Europa, Asia Pacifico e Medio Oriente.

  • Piazza Affari in calo con l’Europa dopo il raid USA in Iran, Stellantis sotto pressione

    Piazza Affari in calo con l’Europa dopo il raid USA in Iran, Stellantis sotto pressione

    La Borsa di Milano apre la settimana con il segno meno, seguendo il trend negativo degli altri listini europei, mentre crescono le tensioni geopolitiche dopo l’attacco statunitense contro siti nucleari in Iran nel fine settimana. L’incertezza sull’evoluzione del conflitto alimenta la prudenza tra gli investitori.

    Alle 9:15, l’indice FTSE MIB segna un calo dell’1%, in linea con le perdite osservate nelle principali piazze europee.

    In controtendenza si muove il settore energetico, sostenuto dal rialzo del greggio. Saipem (BIT:SPM), Eni (BIT:ENI) e Tenaris (BIT:TEN) mostrano maggiore tenuta rispetto al mercato, beneficiando della possibilità di margini in espansione nel breve periodo. Eni resta invariata dopo aver ufficializzato la vendita del 20% di Plenitude ai fondi Ares, a una valutazione considerata coerente con le aspettative del mercato.

    Il comparto bancario registra una flessione dello 0,8%, mentre l’automotive cede lo 0,9%. In particolare, Stellantis (BIT:STLAM) si distingue in negativo, con una perdita del 2% dopo un crollo iniziale che ha sfiorato il -5,7%, portando a una sospensione temporanea del titolo.

    Il gruppo automobilistico ha annunciato oggi la nomina ufficiale del nuovo CEO, Antonio Filosa, che ha presentato la sua nuova squadra dirigenziale, composta interamente da figure interne all’azienda. Filosa manterrà inoltre la responsabilità diretta per il mercato nordamericano e per i brand statunitensi del gruppo.

  • I mercati europei restano stabili tra le tensioni geopolitiche dopo gli attacchi USA all’Iran

    I mercati europei restano stabili tra le tensioni geopolitiche dopo gli attacchi USA all’Iran

    Le borse europee hanno registrato movimenti contenuti lunedì mattina, mentre gli investitori valutavano le implicazioni geopolitiche dei raid aerei statunitensi contro siti nucleari iraniani avvenuti nel fine settimana.

    Alle 08:06 GMT, l’indice paneuropeo Stoxx 600 è salito dello 0,04% a 536,74, riflettendo un atteggiamento di cauta fiducia. Gli indici nazionali principali, tra cui il CAC 40 francese e il FTSE 100 britannico, sono rimasti perlopiù invariati, mentre il DAX tedesco ha guadagnato lo 0,1%.

    La reazione contenuta è arrivata dopo che il presidente Donald Trump ha autorizzato il bombardamento di tre siti nucleari iraniani sabato scorso, aggravando la tensione già esistente tra Teheran e Israele. Sebbene l’Iran non abbia ancora risposto ufficialmente, ha minacciato “conseguenze permanenti” e ha intensificato gli attacchi contro obiettivi israeliani, accusando Israele di aver dato il via alle ostilità undici giorni prima.

    La leadership iraniana non ha escluso alcuna opzione, e i media locali hanno riportato che il paese starebbe valutando la chiusura dello Stretto di Hormuz, un passaggio strategico per il trasporto globale di petrolio. Vi sono anche speculazioni su possibili attacchi contro basi militari statunitensi nella regione.

    Nonostante l’escalation, alcuni osservatori mantengono una visione più moderata. Alcuni analisti hanno notato che, sebbene le tensioni in Medio Oriente restino elevate, è stata eliminata l’incertezza immediata sull’eventualità di un’azione militare da parte degli Stati Uniti. Al momento, i mercati sembrano puntare su un conflitto circoscritto.

    I mercati petroliferi reagiscono con volatilità

    Gli operatori del settore energetico stanno monitorando da vicino gli sviluppi, dati i rischi per i flussi globali di petrolio. Sebbene i future sul Brent e sul WTI siano inizialmente saliti, entrambi hanno poi ridotto parte dei guadagni entro la tarda mattinata di lunedì.

    Alle 03:38 ET, il Brent con consegna ad agosto era in rialzo dello 0,8% a 76,11 dollari al barile, mentre il WTI guadagnava lo 0,9% a 74,48 dollari.

    Permangono i timori che un’ulteriore escalation, soprattutto nello Stretto di Hormuz, possa causare interruzioni nelle esportazioni petrolifere e riaccendere pressioni inflazionistiche, influenzando le prossime mosse della Federal Reserve in materia di tassi di interesse. Tutti gli occhi sono ora puntati su come risponderà l’Iran — e se il conflitto si estenderà o rimarrà contenuto.

  • I prezzi del petrolio salgono con le tensioni USA-Iran, poi riducono i guadagni

    I prezzi del petrolio salgono con le tensioni USA-Iran, poi riducono i guadagni

    I prezzi del petrolio sono aumentati all’inizio delle contrattazioni asiatiche di lunedì, spinti dalle crescenti tensioni geopolitiche dopo gli attacchi aerei statunitensi contro siti nucleari iraniani, che hanno alimentato i timori di interruzioni dell’offerta in Medio Oriente. Tuttavia, il greggio ha successivamente ridotto parte dei guadagni iniziali.

    Alle 00:05 GMT, i future sul Brent con consegna ad agosto erano in rialzo del 2,4% a 79,00 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate (WTI) guadagnava il 2,5% a 73,84 dollari. Entrambi i benchmark avevano toccato un picco intraday vicino al +4%, con il Brent che si era brevemente avvicinato agli 81 dollari, segnando il livello più alto degli ultimi quattro mesi.

    La volatilità è seguita alla notizia degli attacchi statunitensi del fine settimana, che hanno colpito importanti infrastrutture nucleari iraniane. In risposta, Teheran ha minacciato ritorsioni, facendo crescere l’incertezza sul futuro della stabilità regionale e delle esportazioni energetiche.

    Secondo i media iraniani, l’Iran starebbe valutando la possibilità di bloccare lo Stretto di Hormuz—un passaggio marittimo strategico attraverso cui transita una quota significativa delle forniture mondiali di petrolio. Un’eventuale chiusura avrebbe gravi ripercussioni sui flussi energetici globali.

    Il conflitto militare tra Iran e Israele, giunto all’undicesimo giorno, ha già innescato nervosismo nei mercati. L’intensificarsi delle ostilità tra Teheran e Washington potrebbe inoltre portare a nuove sanzioni statunitensi contro il settore petrolifero iraniano, limitando ulteriormente le forniture dirette verso Asia ed Europa.

    Gli analisti osservano con attenzione come si evolverà la risposta dell’Iran. Alcune indiscrezioni non confermate parlano della possibilità che Teheran possa prendere di mira basi militari statunitensi nella regione.

    Secondo ANZ, l’intervento militare degli Stati Uniti rappresenta una “grave escalation”, e gli analisti prevedono che il prezzo del petrolio possa stabilizzarsi tra i 90 e i 95 dollari al barile se la situazione continuerà a peggiorare. Hanno inoltre sottolineato il rischio crescente di un’interruzione dei flussi nello Stretto di Hormuz, mentre ritengono improbabile una ripresa dei colloqui nucleari tra Iran e Stati Uniti nel breve termine.

  • Tesla guadagna terreno in Borsa con il lancio del servizio Robotaxi ad Austin

    Tesla guadagna terreno in Borsa con il lancio del servizio Robotaxi ad Austin

    Le azioni di Tesla (NASDAQ:TSLA)hanno registrato un leggero rialzo nel pre-market di lunedì, in seguito all’avvio del suo servizio Robotaxi in fase pilota ad Austin, Texas. Il test coinvolge una flotta limitata di 10-20 Model Y, operative in aree geograficamente delimitate della città.

    Il servizio di trasporto autonomo non copre ancora le tratte da/per l’aeroporto e prevede misure di sicurezza, tra cui un supervisore a bordo nel sedile passeggero anteriore e un controllo da remoto. Tuttavia, il supervisore non interviene attivamente durante i viaggi.

    Secondo RBC Capital Markets, la reazione iniziale degli investitori è stata neutra, poiché la struttura del lancio era già attesa. La novità è rappresentata dalla presenza combinata di un monitor in auto e una supervisione remota.

    RBC continua a considerare la guida autonoma un elemento cruciale per la valorizzazione futura di Tesla, stimando che potrebbe rappresentare fino al 60% della valutazione dell’azienda. L’approccio di Tesla, basato su telecamere e apprendimento automatico, potrebbe offrire vantaggi economici rispetto a soluzioni concorrenti più costose basate su lidar e radar.

    Gli analisti di Wedbush, che hanno testato il servizio in prima persona, si sono dichiarati colpiti, definendo l’esperienza “confortevole, sicura e personalizzata”, e sottolineando la capacità del veicolo di gestire condizioni urbane complesse.

    Lo stesso giorno del lancio, il Texas ha approvato una legge che impone l’ottenimento di un’autorizzazione statale per operare servizi senza conducente umano. La norma entrerà in vigore il 1° settembre.

    Anche se il prototipo dedicato, chiamato “cybercab”, non è ancora in funzione, gli analisti vedono in questo debutto un passo iniziale verso l’espansione della piattaforma di mobilità autonoma di Tesla