Author: Fiona Craig

  • Le azioni Fincantieri volano dopo il nuovo contratto con la Marina e l’aumento della spesa militare NATO

    Le azioni Fincantieri volano dopo il nuovo contratto con la Marina e l’aumento della spesa militare NATO

    Fincantieri (BIT:FCT) è protagonista oggi alla Borsa di Milano, sostenuta dall’annuncio di un importante nuovo contratto con la Marina Militare Italiana e dalla recente decisione della NATO di aumentare le spese militari.

    Le azioni del principale costruttore navale europeo sono salite di oltre il 6% nella prima ora di contrattazioni, raggiungendo un picco di 15,32 euro. Da inizio 2025 il titolo ha più che raddoppiato il suo valore, con un rialzo di circa il 120% rispetto ai 6,93 euro di gennaio, mentre la crescita su base annua supera ora il 230%.

    L’ultimo contratto, assegnato dalla Marina Italiana, riguarda la costruzione di due navi da combattimento multiruolo PPA (Pattugliatore Polivalente d’Altura), che sostituiranno unità precedentemente vendute alla Marina Indonesiana. Questa estensione dell’accordo originale — avviato con l’ultima Legge Navale — è gestita da Occar (Organisation Conjointe de Coopération en matière d’Armement) nell’ambito di un consorzio temporaneo che vede Fincantieri come contraente principale insieme a Leonardo.

    Il valore dell’accordo si aggira intorno ai 700 milioni di euro e comprende la realizzazione delle due nuove unità in configurazione “Light Plus”, che saranno costruite presso i cantieri integrati di Riva Trigoso e Muggiano, con consegne previste rispettivamente nel 2029 e 2030.

    Pierroberto Folgiero, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Fincantieri, ha sottolineato l’importanza del contratto: “Questo accordo conferma il valore strategico del programma e dimostra la capacità del nostro Gruppo di rispondere in modo rapido ed efficace alle esigenze operative della Marina.”

    Folgiero ha inoltre evidenziato l’impatto più ampio sull’ecosistema della difesa italiano: “Le nuove unità rafforzano la filiera nazionale, garantiscono continuità produttiva e stabilità occupazionale e consolidano il ruolo dell’Italia come protagonista centrale nella difesa globale, dove le capacità navali sono un elemento chiave di influenza geopolitica e cooperazione internazionale.”

    L’entusiasmo degli investitori è sostenuto anche dall’impegno recente della NATO ad aumentare i budget della difesa tra i suoi 32 Paesi membri. La dichiarazione finale dell’alleanza prevede che gli alleati destinino almeno il 3,5% del PIL alla difesa core entro il 2035, con un obiettivo complessivo del 5% includendo le spese correlate. Questo cambiamento di politica dovrebbe tradursi in un incremento della spesa militare di circa 400 miliardi di euro all’anno per l’alleanza nel prossimo decennio.

    Riflettendo questo outlook positivo, Banca Akros ha migliorato il rating su Fincantieri da neutral a accumulate, confermando un prezzo target di 15,80 euro. Gli analisti della banca hanno osservato che i nuovi obiettivi di spesa sono in linea con gli impegni precedenti, anche se la tempistica è stata leggermente posticipata dal 2032 al 2035.

    Hanno inoltre sottolineato che l’obiettivo del 5% si suddivide in almeno il 3,5% per la difesa core e fino all’1,5% per le aree correlate — settori in cui i prodotti di Fincantieri, come fregate, corvette, sottomarini e siluri, sono direttamente coinvolti.

  • Il dollaro crolla mentre Trump attacca di nuovo Powell; euro e sterlina guadagnano terreno

    Il dollaro crolla mentre Trump attacca di nuovo Powell; euro e sterlina guadagnano terreno

    Il dollaro statunitense è sceso bruscamente giovedì ai minimi da oltre due anni, dopo una nuova ondata di pressioni politiche su Jerome Powell, presidente della Federal Reserve, da parte dell’ex presidente Donald Trump, suscitando nuove preoccupazioni sull’indipendenza della banca centrale.

    Alle 08:30 GMT, l’Indice del Dollaro USA, che misura il valore del dollaro rispetto a un paniere di sei valute principali, è calato dello 0,6% a 96,682, un livello che non si vedeva dall’inizio del 2022.

    Powell sotto pressione politica

    Durante il secondo giorno della sua audizione al Congresso, il presidente della Fed Jerome Powell ha mantenuto un approccio prudente sul tema del taglio dei tassi d’interesse, sottolineando che ogni decisione dipenderà da una maggiore chiarezza sull’inflazione, specialmente riguardo all’impatto delle tariffe.

    La sua posizione ha subito attirato critiche da Donald Trump, che ha definito Powell troppo conservatore nel non abbassare i tassi più drasticamente. Il Wall Street Journal ha riportato che Trump sta considerando di annunciare in anticipo il successore di Powell, mesi prima della fine del suo mandato prevista per maggio 2026.

    “Sono già orientato su tre o quattro nomi,” ha dichiarato Trump. “Per fortuna lui se ne andrà presto. Non penso abbia fatto un buon lavoro.”

    Queste dichiarazioni hanno scosso i mercati, sollevando timori di interferenze politiche nella politica monetaria e minando la fiducia nell’indipendenza della Federal Reserve.

    Gli analisti di ING hanno sottolineato che, con due funzionari della Fed — Michelle Bowman e Christopher Waller, entrambi nominati da Trump — che manifestano opinioni divergenti, i mercati potrebbero cominciare a prezzare un outlook più accomodante in risposta ai dati economici statunitensi più deboli.

    Contemporaneamente, le speculazioni su una possibile nomina anticipata del nuovo presidente della Fed hanno rafforzato le aspettative di una politica monetaria più morbida. Di conseguenza, le probabilità di un taglio dei tassi nella riunione di luglio sono salite al 25%, rispetto al 12% di una settimana fa.

    Euro e sterlina rafforzati dal calo del dollaro

    L’euro è salito, con EUR/USD che ha guadagnato lo 0,4% a 1,1706, raggiungendo il livello più alto da settembre 2021. Gli analisti di ING hanno suggerito che la moneta unica potrebbe aver beneficiato leggermente dall’accordo della NATO su un obiettivo di spesa per la difesa del 5% e dal tono relativamente conciliante di Trump verso gli alleati europei, eccezion fatta per la Spagna.

    Tuttavia, gli analisti hanno sottolineato che il movimento di EUR/USD è stato principalmente guidato dalla debolezza del dollaro. “Se la coppia riuscirà a mantenersi sopra 1,170, il prossimo obiettivo psicologico potrebbe essere 1,20,” hanno osservato, anche se per raggiungerlo potrebbe essere necessario un ulteriore indebolimento degli Stati Uniti.

    Resta comunque il rischio per l’euro, con la scadenza del 9 luglio per importanti negoziati commerciali e il potenziale ritorno di tensioni tra Washington e Bruxelles.

    Nel frattempo, il sentimento dei consumatori tedeschi continua a indebolirsi, con l’indice GfK di luglio che è sceso leggermente a -20,3, segnalando difficoltà economiche persistenti.

    La sterlina britannica ha anch’essa beneficiato della debolezza del dollaro, con GBP/USD che è salito dello 0,6% a 1,3748, il livello più alto da gennaio 2022. Il rafforzamento della sterlina riflette i dubbi crescenti sul ruolo dominante del dollaro come valuta di riserva mondiale.

    Yen e yuan guadagnano terreno in Asia

    Nel mercato asiatico, lo yen giapponese si è rafforzato, portando USD/JPY a scendere dello 0,9% a 143,97. Gli investitori attendono i dati sull’inflazione in uscita venerdì da Tokyo, che potrebbero influenzare le decisioni della Bank of Japan sul prossimo rialzo dei tassi. L’aumento recente della pressione sui prezzi ha aumentato le scommesse su un imminente inasprimento della politica monetaria.

    Anche la valuta cinese è salita, con lo yuan che ha raggiunto il massimo da sette mesi. Il cambio USD/CNY è sceso dello 0,1% a 7,1683, sostenuto dalle aspettative di nuovi stimoli economici a Pechino. I media locali hanno riferito che la Commissione Nazionale per lo Sviluppo e la Riforma cinese lancerà a luglio un nuovo pacchetto di incentivi e sovvenzioni per i consumatori, con l’obiettivo di stimolare la domanda interna.

  • I mercati europei salgono mentre si allentano le tensioni in Medio Oriente; Trump torna ad attaccare Powell

    I mercati europei salgono mentre si allentano le tensioni in Medio Oriente; Trump torna ad attaccare Powell

    Le borse europee hanno registrato modesti rialzi giovedì, con gli investitori attenti agli sviluppi geopolitici, alle incertezze sulle politiche commerciali e alle indicazioni provenienti dalla Federal Reserve statunitense.

    Alle 07:15 GMT, il DAX tedesco era in aumento dello 0,5%, il CAC 40 francese guadagnava lo 0,4%, mentre il FTSE 100 britannico segnava un rialzo dello 0,1%.

    Cessate il fuoco tra Israele e Iran, ma i dazi USA restano una minaccia

    Il clima più disteso sul fronte geopolitico ha sostenuto i mercati, grazie al cessate il fuoco tra Israele e Iran, mediato dal presidente americano Donald Trump, che sembra reggere. L’accordo ha ridotto i timori di interruzioni nelle catene di approvvigionamento globali, fattore che aveva inciso negativamente sul sentiment degli investitori.

    Tuttavia, l’attenzione si sposta ora sulla scadenza del 9 luglio per i nuovi accordi commerciali con l’amministrazione Trump. Con pochi segnali di progresso concreto, il ritorno dei dazi potrebbe presto riemergere come rischio per i mercati.

    Trump attacca Powell e anticipa una possibile sostituzione

    Durante un’audizione al Congresso mercoledì, il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, ha ribadito che non ci saranno tagli ai tassi d’interesse finché non sarà chiaro l’impatto inflazionistico delle tariffe. Powell ha avvertito che gli aumenti dei prezzi legati ai dazi potrebbero essere più persistenti del previsto.

    La posizione cauta del banchiere centrale ha attirato nuove critiche da parte del presidente Trump, che lo ha definito “terribile” e ha annunciato che intende nominarne un successore già da settembre, prima della scadenza ufficiale del mandato di Powell nel maggio 2026.

    “So già chi sceglierò, ho tre o quattro nomi in mente”, ha detto Trump.

    Queste affermazioni alimentano i timori di indipendenza compromessa della Fed, un principio fondamentale per la fiducia degli investitori nelle politiche monetarie USA.

    H&M sotto le attese; titoli della difesa favoriti dagli impegni NATO

    Sul fronte aziendale, il colosso svedese H&M ha riportato un calo delle vendite del secondo trimestre leggermente peggiore delle attese. Tuttavia, si attende una crescita del 3% a giugno, calcolata in valute locali.

    Nel frattempo, i titoli della difesa potrebbero beneficiare del rinnovato sostegno della NATO a un forte aumento della spesa militare.

    Shell (LSE:SHEL) ha inoltre smentito le indiscrezioni del Wall Street Journal riguardo presunte trattative iniziali per l’acquisizione del rivale BP (LSE:BP.).

    Petrolio in rialzo grazie alla forte domanda USA

    I prezzi del petrolio sono aumentati giovedì, consolidando i guadagni della sessione precedente dopo che i dati USA hanno mostrato un calo superiore alle attese delle scorte di greggio, segnale di domanda sostenuta.

    Alle 03:15 ET:

    • Il Brent guadagnava lo 0,4% a $66,70 al barile
    • Il WTI statunitense saliva dello 0,5% a $65,23 al barile

    Entrambi i contratti erano già saliti di quasi l’1% mercoledì, grazie a un calo di 5,8 milioni di barili delle scorte di greggio USA. Anche le riserve di benzina sono diminuite di 2,1 milioni di barili, con una domanda al livello più alto da dicembre 2021.

  • Oro stabile grazie al calo del dollaro e alla tregua tra Israele e Iran

    Oro stabile grazie al calo del dollaro e alla tregua tra Israele e Iran

    I prezzi dell’oro sono rimasti stabili nelle prime ore di scambio in Asia giovedì, sostenuti dall’indebolimento del dollaro statunitense dopo nuove tensioni politiche tra l’ex presidente Donald Trump e il presidente della Federal Reserve Jerome Powell. Anche l’allentamento delle tensioni geopolitiche, grazie a una tregua tra Israele e Iran, ha contribuito alla stabilità del metallo prezioso.

    L’oro spot è rimasto fermo a $3.336,65 l’oncia, mentre i future con scadenza ad agosto sono saliti dello 0,1% a $3.347,45 alle 01:08 ET (05:08 GMT). I prezzi del metallo avevano subito un calo nei giorni precedenti, quando l’annuncio della tregua aveva ridotto la domanda di beni rifugio.

    Trump attacca la Fed durante le audizioni al Congresso

    Il dollaro ha perso terreno dopo che Trump ha criticato duramente Powell, definendolo “terribile” e lasciando intendere che potrebbe essere sostituito. Powell, durante la sua seconda giornata di audizioni al Congresso, ha ribadito la necessità di non affrettare i tagli ai tassi, avvertendo che l’inflazione legata ai dazi potrebbe durare più del previsto.

    Le dichiarazioni di Trump hanno sollevato nuove preoccupazioni sull’indipendenza della Fed, spingendo al ribasso il dollaro e sostenendo i prezzi dell’oro. L’indice del dollaro USA è sceso dello 0,3% nelle ore asiatiche.

    Domanda di beni rifugio ridotta grazie alla tregua

    Nonostante il calo del dollaro, i guadagni dell’oro sono rimasti contenuti. La tregua tra Israele e Iran ha ridotto i premi di rischio geopolitico, indebolendo l’interesse degli investitori per i beni rifugio.

    Il platino guida i rialzi grazie a domanda forte e offerta limitata

    Sul fronte degli altri metalli, il platino ha registrato i maggiori rialzi. I future sono saliti dell’1,6% a $1.372,60 l’oncia, toccando i livelli più alti dal settembre 2014. Il metallo ha guadagnato quasi il 9% questa settimana e il 30% nel mese di giugno, spinto dalla domanda industriale e da scorte limitate.

    Argento e rame beneficiano del dollaro debole e dei segnali dalla Cina

    I future sull’argento sono saliti dello 0,7% a $36,355 l’oncia, sostenuti dal calo del dollaro e da una prospettiva positiva sulla domanda industriale.

    Anche i prezzi del rame hanno registrato rialzi. I future sul rame alla Borsa dei Metalli di Londra sono saliti dello 0,5% a $9.770,35 per tonnellata, mentre quelli statunitensi sono cresciuti dello 0,3% a $4,94 per libbra. A spingere il mercato sono stati anche i segnali da Pechino, che ha promesso misure più forti per stimolare i consumi interni.

  • Le vendite di Tesla calano in Europa a causa della crescente concorrenza dei marchi cinesi di auto elettriche

    Le vendite di Tesla calano in Europa a causa della crescente concorrenza dei marchi cinesi di auto elettriche

    Tesla (NASDAQ:TSLA) ha registrato un forte calo del 27,9% nelle vendite di veicoli nuovi in Europa nel mese di maggio rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, nonostante le vendite di veicoli completamente elettrici nella regione siano aumentate del 27,2%.

    La quota di mercato del produttore statunitense di auto elettriche in Europa è scesa all’1,2% a maggio, rispetto all’1,8% di un anno fa, segnando il quinto mese consecutivo di calo nelle vendite. Questo declino coincide con il crescente interesse dei consumatori per i veicoli elettrici cinesi più economici e con il malcontento di alcuni acquirenti per le dichiarazioni politiche del CEO Elon Musk.

    Secondo l’Associazione dei Costruttori Europei di Automobili, le vendite complessive di veicoli in Europa sono aumentate dell’1,9% a maggio, raggiungendo 1,11 milioni di unità, dopo una leggera flessione dello 0,3% in aprile.

    Nonostante i dazi imposti dall’Unione Europea sui veicoli elettrici prodotti in Cina, i produttori cinesi continuano a rafforzare la loro presenza, vendendo 65.808 auto a maggio e raddoppiando la loro quota di mercato al 5,9%, secondo i dati di Jato Dynamics. In particolare, BYD (USOTC:BYDDY) ha quasi eguagliato le immatricolazioni di Tesla a maggio, dopo aver già superato Tesla in aprile.

    Il restyling della Model Y di Tesla non è ancora riuscito a invertire la tendenza negativa, mentre i marchi europei consolidati e i concorrenti cinesi lanciano rapidamente nuovi modelli elettrici, in un contesto di crescenti tensioni commerciali.

    Tra i principali costruttori, SAIC Motor, di proprietà statale cinese, ha visto un aumento delle immatricolazioni del 22,5%, BMW (TG:BMW) della Germania è cresciuta del 5,6%, mentre Mazda del Giappone ha registrato un calo del 23%.

    Nel complesso, le vendite di auto nell’Unione Europea sono diminuite dello 0,6% da inizio anno. Tuttavia, la domanda di veicoli elettrificati continua a crescere: le immatricolazioni di veicoli elettrici a batteria sono aumentate del 26,1%, quelle ibride plug-in del 15% e quelle ibride tradizionali del 19,8%.

    A maggio, i veicoli elettrificati hanno rappresentato il 58,9% del totale delle immatricolazioni di auto passeggeri nell’UE, in netto aumento rispetto al 48,9% dello stesso mese dell’anno precedente.

    Guardando ai singoli mercati, la Spagna e la Germania hanno registrato un aumento delle nuove immatricolazioni rispettivamente del 18,6% e dell’1,2%, mentre la Francia e l’Italia hanno registrato cali del 12,3% e dello 0,1%. Il Regno Unito ha registrato un modesto aumento dell’1,6%.

  • Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street si prende una pausa dopo il rally; gli investitori osservano il cessate il fuoco in Medio Oriente e le dichiarazioni di Powell

    Dow Jones, S&P, Nasdaq, Wall Street si prende una pausa dopo il rally; gli investitori osservano il cessate il fuoco in Medio Oriente e le dichiarazioni di Powell

    I future sugli indici statunitensi sono rimasti per lo più invariati nella mattinata di mercoledì, mentre gli operatori di mercato mostrano cautela dopo due giornate di forte rialzo che hanno portato gli indici principali ai massimi da quattro mesi.

    Dopo i guadagni consecutivi di inizio settimana, gli investitori sembrano restii ad assumere nuove posizioni. I future su Dow Jones, S&P 500 e Nasdaq si sono mossi poco nel pre-market, con S&P e Nasdaq che si avvicinano ai rispettivi record storici.

    L’attenzione si concentra anche sul cessate il fuoco tra Israele e Iran, annunciato martedì e mediato dal Presidente Donald Trump.

    “Partendo dal presupposto che tutto funzioni come dovrebbe, e funzionerà, desidero congratularmi con entrambi i Paesi, Israele e Iran, per aver avuto la resistenza, il coraggio e l’intelligenza necessari a porre fine a quella che dovrebbe essere chiamata ‘LA GUERRA DEI 12 GIORNI’”, ha scritto Trump su Truth Social.

    Nonostante le reciproche accuse di violazione dell’accordo, i mercati sembrano confidare in una possibile distensione duratura.

    Riepilogo di mercato: rally ai massimi di quattro mesi

    La sessione di martedì ha proseguito il forte slancio di lunedì. Sebbene gli indici abbiano perso parte dei guadagni verso la chiusura, sono comunque rimasti in territorio positivo: il Nasdaq è salito di 281,56 punti (1,4%) a 19.912,53, il Dow Jones ha guadagnato 507,24 punti (1,2%) a 43.089,02 e lo S&P 500 è cresciuto di 67,01 punti (1,1%) a 6.092,18.

    Powell conferma un approccio prudente sui tassi

    Il Presidente della Fed Jerome Powell ha ribadito l’intenzione della banca centrale di mantenere un approccio attendista, senza rispondere alle pressioni dell’amministrazione Trump per un taglio dei tassi.

    “Per il momento, siamo ben posizionati per aspettare e apprendere di più sull’andamento probabile dell’economia prima di considerare qualsiasi aggiustamento della nostra politica monetaria”, ha dichiarato Powell durante l’audizione alla Commissione Servizi Finanziari della Camera.

    La fiducia dei consumatori cala inaspettatamente

    Sul fronte macroeconomico, la Conference Board ha riportato un calo dell’indice di fiducia dei consumatori, sceso a 93,0 a giugno da 98,4 a maggio. Le previsioni indicavano un aumento a 99,0.

    Tecnologia e viaggi trainano il mercato

    Tra i settori in evidenza, i semiconduttori hanno brillato con l’Indice Philadelphia Semiconductor in aumento del 3,8%, toccando i massimi da cinque mesi. Anche le compagnie aeree sono salite, con l’Indice NYSE Arca Airline a +3,6%.

    Hanno chiuso in positivo anche hardware, networking e biotech, mentre oro e petrolio sono rimasti indietro in una giornata dominata dalla propensione al rischio.

  • DAX, CAC, FTSE100, I mercati europei scendono leggermente mentre il cessate il fuoco tra Israele e Iran tiene e gli investitori guardano agli eventi chiave

    DAX, CAC, FTSE100, I mercati europei scendono leggermente mentre il cessate il fuoco tra Israele e Iran tiene e gli investitori guardano agli eventi chiave

    Le borse europee sono scese leggermente mercoledì, interrompendo il rally della sessione precedente, mentre il fragile cessate il fuoco tra Israele e Iran sembrava reggere.

    Martedì sera, l’inviato speciale del presidente statunitense Donald Trump per il Medio Oriente ha definito “incoraggianti” i colloqui con l’Iran, alimentando le speranze di un possibile accordo di pace a lungo termine da parte di Washington.

    La fiducia dei consumatori francesi rimane stabile

    Secondo i dati diffusi dall’agenzia statistica nazionale INSEE, la fiducia dei consumatori francesi è rimasta invariata a giugno. L’indice si è attestato a 88,0, deludendo le aspettative degli economisti che prevedevano un aumento a 89,0 e restando ben al di sotto della media storica.

    Attesa per il vertice NATO e la testimonianza di Powell

    L’attenzione degli investitori si concentra ora sul vertice NATO in programma nella giornata, dove i leader dovrebbero finalizzare gli impegni in materia di spesa per la difesa. Nel frattempo, il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, è atteso per la seconda giornata della sua audizione al Senato, dopo aver sottolineato martedì un approccio prudente alla politica dei tassi d’interesse.

    Andamento degli indici principali

    • Il FTSE 100 britannico è rimasto leggermente sotto la parità
    • Il CAC 40 francese ha perso lo 0,3%
    • Il DAX tedesco è sceso dello 0,4%

    Titoli in evidenza

    • Nordex ha guadagnato l’1,6% dopo aver ottenuto un contratto con lo sviluppatore di energie rinnovabili Umweltgerechte Kraftanlagen GmbH & Co KG.
    • Il rivenditore automobilistico Vertu Motors è salito del 2,3% dopo aver registrato un aumento del 7% nelle vendite di auto nuove nel trimestre conclusosi il 31 maggio.
    • Il gruppo della difesa Babcock International ha registrato un’impennata del 13% grazie a risultati annuali preliminari solidi e all’aumento delle previsioni su dividendi e ricavi.
    • Il fornitore di tecnologie avanzate Oxford Instruments ha guadagnato l’1,1% dopo aver annunciato l’avvio di un programma di riacquisto di azioni entro il 24 giugno 2026.
  • I prezzi dell’oro salgono leggermente dopo un forte calo, la tregua Israele-Iran riduce la domanda di beni rifugio

    I prezzi dell’oro salgono leggermente dopo un forte calo, la tregua Israele-Iran riduce la domanda di beni rifugio

    I prezzi dell’oro sono leggermente aumentati durante la sessione asiatica di mercoledì, recuperando parzialmente dalle forti perdite del giorno precedente. Il calo del dollaro USA ha fornito supporto, sebbene il ritorno dell’appetito per il rischio sia legato alla fragile tregua tra Israele e Iran che sembra reggere.

    • L’oro spot è salito dello 0,2%, a 3.329,93 $/oncia
    • I futures sull’oro (agosto) hanno guadagnato lo 0,3%, a 3.344,70 $/oncia (ore 06:16 GMT)

    Martedì l’oro era crollato di oltre l’1% dopo l’annuncio del presidente Donald Trump di una tregua a più fasi tra i due rivali mediorientali. Nonostante Trump abbia poi criticato entrambe le parti per aver violato l’accordo, i mercati restano cautamente ottimisti che la fase più acuta del conflitto possa essere alle spalle.

    Pressione sulla domanda di oro per la tregua, ma il deprezzamento del dollaro sostiene i prezzi

    Sebbene l’appeal tradizionale dell’oro come bene rifugio sia stato ridotto dalla tregua, l’incertezza ancora presente e un dollaro più debole hanno aiutato a stabilizzare i prezzi. L’indice del dollaro è sceso dello 0,1% durante la sessione asiatica, rimanendo vicino a un minimo settimanale.

    A sostenere ulteriormente l’oro vi è la speculazione che i recenti attacchi USA non siano riusciti a neutralizzare le capacità nucleari dell’Iran, aumentando il rischio di tensioni future.

    Il presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, ha aggiunto cautela ai mercati, dichiarando al Congresso che la Fed resta dipendente dai dati mentre monitora gli effetti inflazionistici dei dazi statunitensi.

    Altri metalli guadagnano terreno grazie al dollaro più debole

    Anche altri metalli hanno registrato modesti rialzi:

    • I futures sull’argento sono saliti dello 0,5%, a 35,93 $/oncia
    • I futures sul platino sono rimasti stabili a 1.318,15 $/oncia
    • Il rame LME è aumentato dello 0,5%, a 9.723,35 $/tonnellata
    • I futures sul rame USA sono rimasti invariati a 4,9015 $/libbra

    Un dollaro più debole ha reso le materie prime più attraenti per gli acquirenti internazionali, ma il clima generale di maggiore propensione al rischio ha limitato i guadagni per i metalli preziosi.

  • Le azioni Worldline calano del 20% a seguito di accuse di occultamento di frodi da parte dei clienti

    Le azioni Worldline calano del 20% a seguito di accuse di occultamento di frodi da parte dei clienti

    Le azioni di Worldline (EU:WLN) sono crollate di oltre il 20% mercoledì dopo le accuse mosse da un gruppo di 21 testate europee, secondo cui la società francese di servizi di pagamento avrebbe nascosto attività fraudolente di alcuni clienti per proteggere i propri ricavi.

    L’inchiesta mediatica, denominata “Dirty Payments”, si basa su documenti interni e dati relativi alle operazioni di Worldline. Si sostiene che l’azienda abbia consapevolmente mantenuto rapporti commerciali con clienti operanti in settori controversi come l’intrattenimento per adulti, il gioco d’azzardo online e i servizi di incontri.

    In risposta, Worldline ha dichiarato di aver rafforzato le procedure di gestione del rischio dal 2023 e di aver interrotto i rapporti con clienti non conformi agli standard normativi. La società ha evidenziato una revisione approfondita condotta nell’ultimo anno, focalizzata sui commercianti ad alto rischio, inclusi casinò online, piattaforme di trading e siti di incontri per adulti, coprendo clienti responsabili di circa 130 milioni di euro di ricavi previsti per il 2024.

    Worldline ha sottolineato che il suo tasso di frode rimane al di sotto della media del settore, secondo gli ultimi rapporti delle reti di pagamento internazionali. Ha inoltre ribadito una politica di tolleranza zero verso le violazioni normative e ha evidenziato la continua collaborazione con le autorità per garantire la conformità.

  • Il dollaro fatica mentre migliora il sentiment sul rischio; Powell pronto a testimoniare di nuovo

    Il dollaro fatica mentre migliora il sentiment sul rischio; Powell pronto a testimoniare di nuovo

    Il dollaro statunitense ha registrato un leggero rialzo mercoledì mattina, ma è rimasto vicino ai minimi delle ultime settimane, mentre l’allentamento delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente ha ridotto la domanda per la valuta rifugio. Alle 08:20 GMT, l’Indice del Dollaro è salito dello 0,2% a 97,665.

    Mercati in attesa della seconda testimonianza di Powell

    La recente forza del dollaro si è affievolita dopo l’annuncio del presidente Donald Trump di una tregua tra Israele e Iran. Sebbene entrambe le parti abbiano inizialmente violato la tregua, le ostilità sembravano attenuarsi entro mercoledì mattina, aumentando l’appetito globale per il rischio.

    Ora i mercati volgono l’attenzione al presidente della Federal Reserve Jerome Powell, che è previsto testimoniare davanti al Senato per la seconda volta questa settimana. Martedì Powell aveva minimizzato l’urgenza di tagli ai tassi di interesse, citando i rischi inflazionistici legati ai dazi commerciali di Trump. Tuttavia, ha riconosciuto che un mercato del lavoro più debole e un’inflazione in rallentamento potrebbero giustificare tagli più avanti nell’anno.

    Gli analisti di ING hanno avvertito di uno “scenario fortemente negativo per il dollaro” nel caso in cui la Fed adottasse un atteggiamento più accomodante o se aumentassero i timori sull’indipendenza della Fed.

    Euro e sterlina in lieve calo

    • EUR/USD è sceso dello 0,1% a 1,1599, appena sotto un massimo pluriennale. L’economista capo della BCE, Philip Lane, ha sottolineato che la banca centrale reagirà solo a cambiamenti “significativi” dell’inflazione, segnalando stabilità nella politica dopo l’ultimo taglio dei tassi.
    • GBP/USD è calato dello 0,1% a 1,3613, vicino al massimo di martedì di 1,3648, il livello più alto da gennaio 2022.

    Gli analisti ING ritengono che il rally dell’euro potrebbe arrestarsi a meno che non emergano nuovi catalizzatori macroeconomici, in particolare dagli Stati Uniti.

    Lo yen si indebolisce, pressione sull’aussie per i dati sull’inflazione

    • USD/JPY è salito dello 0,3% a 145,31, con lo yen che si è indebolito mentre le tensioni in Medio Oriente si sono allentate. I funzionari della Banca del Giappone hanno inoltre suggerito di mantenere i tassi stabili in un contesto di incertezza sugli effetti dei dazi statunitensi.
    • USD/CNY è sceso leggermente a 7,1708.
    • AUD/USD è calato dello 0,1% a 0,6495 dopo che l’indice dei prezzi al consumo australiano ha registrato un minimo da sette mesi, mentre l’inflazione media è scesa al minimo da tre anni, aumentando la pressione sulla valuta australiana.